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12/07/2025 ore 13.30
Politica

“1970 – La rivolta di Reggio Calabria”: la storia diventa fumetto per le nuove generazioni

Un fumetto per restituire dignità alla memoria e trasmettere una delle pagine più dense della storia reggina a chi oggi ne sa poco o nulla
di Aldea Bellantonio

“1970 – La rivolta di Reggio Calabria” è il titolo del graphic novel firmato da Antonella Postorino, con i disegni di Marco Barone, presentato alla Sala «Federica Monteleone» del Consiglio regionale in occasione del 55esimo anniversario dei moti.

Un’opera pensata e costruita a partire dal 2020, frutto di una ricerca giornalistica sulle fonti dell’epoca, e che accosta la cronaca storica a una narrazione romanzata capace di interrogare e coinvolgere, soprattutto i giovani. Al centro della narrazione non ci sono partiti, ideologie o interpretazioni faziose, ma il popolo reggino, indicato dagli autori come il vero protagonista e “supereroe” collettivo di quei giorni.

«Volevamo una storia che incuriosisse e lasciasse domande, ma fondata sui fatti», ha spiegato Antonella Postorino, che ha scelto la forma grafica per la sua efficacia comunicativa e per raggiungere chi è più distante dal linguaggio storico e accademico. Già impegnata sul fronte culturale e politico, Postorino ha voluto costruire una narrazione che restituisse verità attraverso una lettura accessibile e documentata: «Ci siamo basati su fonti giornalistiche e cronache d’epoca, evitando la letteratura di parte. Dentro ci sono episodi reali, anche inediti, raccontati senza filtri». Il suo lavoro – portato avanti insieme al fumettista Marco Barone – si inserisce in un progetto più ampio di divulgazione storica con finalità educative, rivolto soprattutto agli studenti e al mondo della scuola.

Alla presentazione hanno preso parte diversi esponenti del centrodestra calabrese – tra cui Francesco Cannizzaro, Wanda Ferro, Filippo Mancuso, Tilde Minasi e Giuseppe Galati – insieme a testimoni diretti della rivolta, come il senatore Renato Meduri e l’ex deputato Natino Aloi.

Nel suo intervento, Cannizzaro ha sottolineato il valore dell’operazione culturale: «È un pezzo di storia nazionale che si è consumato nel cuore del Sud, nella nostra Reggio. Raccontarlo oggi, attraverso un linguaggio nuovo, è un atto di responsabilità politica e morale. Abbiamo il dovere di riscattare questa città anche in memoria di chi ha lottato per l’orgoglio reggino, di chi ha perso la vita o è stato ferito. Le nuove generazioni devono conoscere questa storia per costruire un futuro diverso».

Renato Meduri ha ricordato il senso di quella stagione e il valore della memoria:
«Questa storia è importante. I ragazzi oggi leggono poco, ma forse i fumetti li guardano. E il fumetto può essere uno strumento utile per apprendere qualcosa. Io stesso ho una collezione di centinaia di numeri di Tex Willer, ma oggi è raro vedere un giovane con un albo in mano. Spero che quest’opera possa arrivare a loro e lasciargli qualcosa».

Natino Aloi ha ripercorso i fatti del 1970 dal punto di vista di chi li ha vissuti in prima linea:
«La rivolta non fu soltanto una questione legata al capoluogo, ma una reazione morale contro un potere che decise senza ascoltare il popolo. Abbiamo affrontato centinaia di processi, ci spostarono anche a Potenza. Affissi un cartello all’ingresso dell’autostrada: “Viandante, tu entri in una città morta. Qui lo spirito è finito. La partitocrazia ha ucciso la democrazia”. La rivolta di Reggio fu la più vasta e profonda mobilitazione meridionalistica della storia italiana».

“1970 – La rivolta di Reggio Calabria”, edito da Laruffa Editore, è già in distribuzione. Dopo Torino e Reggio, il volume sarà presentato in scuole, università, librerie e spazi culturali. L’obiettivo è rendere questa vicenda un’occasione di riflessione collettiva e farne un punto fermo nella costruzione della memoria cittadina.