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19/03/2026 ore 06.30
Politica

A Palazzo San Giorgio è l’ora delle Circoscrizioni: tutti d’accordo sulla loro necessità ma restano le tensioni politiche tra maggioranza e opposizione

Con il Consiglio comunale di oggi l’aula è chiamata ad approvare il regolamento sul decentramento amministrativo. Scontro tra centrosinistra e centrodestra su tempi, metodo e sistema elettorale: Marino (Pd) e Milia (FI) spiegano perché

di Aldea Bellantonio

È il giorno delle circoscrizioni. Il Consiglio comunale di Reggio Calabria si riunisce questa mattina a Palazzo San Giorgio per affrontare uno dei passaggi più rilevanti per l’assetto amministrativo della città: l’approvazione del regolamento sul decentramento, che sancirà il ritorno degli organismi territoriali.

Un punto centrale all’ordine del giorno, inserito nella convocazione ufficiale della Presidenza del Consiglio, che porta in Aula una riforma attesa da anni e destinata a incidere sul rapporto tra istituzioni e quartieri. Il tema del decentramento continua così a rimanere al centro del dibattito politico cittadino, ma il clima è tutt’altro che unitario. Se da un lato c’è la convergenza sull’importanza delle circoscrizioni, dall’altro emergono divisioni nette su metodo, tempi e impostazione del sistema elettorale.

A marcare la posizione del centrodestra è il capogruppo di Forza Italia Federico Milia, che – raggiunto telefonicamente - rivendica con decisione il risultato politico: «Sono molto orgoglioso del risultato raggiunto e ci tengo a sottolineare come questo sia frutto esclusivamente del lavoro di Forza Italia». Milia ricostruisce un percorso che parte dagli emendamenti Cannizzaro alla Legge di Bilancio 2023 e che, a suo dire, è stato portato avanti con continuità dal gruppo azzurro: «Un lavoro costante di sollecito e confronto con gli uffici».

Non manca l’attacco alla maggioranza: «Si è arrivati con un ritardo significativo e con evidenti limiti organizzativi». Nel mirino anche il sistema del “listone”, che secondo il capogruppo azzurro «rischia di ridurre la partecipazione di giovani, associazioni e cittadini».

Di segno opposto la lettura del Partito Democratico, affidata al capogruppo Giuseppe Marino, che difende l’impianto della riforma e il lavoro costruito sul territorio. «I confini delle nuove circoscrizioni sono stati pensati seguendo due linee – spiega – da un lato il riferimento al Masterplan, dall’altro la scelta di non smantellare le vecchie circoscrizioni ma di accorparle».

Un percorso, sottolinea Marino, sviluppato attraverso audizioni e interlocuzioni con cittadini, comitati e associazioni, da cui è nata la proposta delle cinque circoscrizioni nel rispetto del limite dei 30 mila abitanti previsto dalla normativa. «Fosse dipeso da noi – aggiunge – avremmo scelto di farne di più, ma abbiamo fatto il massimo consentito».

Sul sistema elettorale, il Pd respinge le critiche: «Non limita la partecipazione. Il candidato presidente può avere una lista fino a 16 candidati, con equilibrio di genere e voto di preferenza». Una formula che, secondo il gruppo dem, punta a responsabilizzare i candidati e a contenere i costi, anche grazie all’assenza del ballottaggio.

Al di là dello scontro politico, il voto di oggi segna un passaggio chiave per la città. Il ritorno delle circoscrizioni rappresenta infatti un tentativo concreto di riattivare il decentramento amministrativo, avvicinare i servizi ai cittadini e ricostruire un livello di partecipazione nei quartieri. Ma l’Aula dirà anche altro: non solo come saranno le circoscrizioni, ma quale visione di città prevarrà nel governo del territorio. Un confronto che va oltre il regolamento e che misura equilibri, responsabilità e prospettive