Affidi, Minasi: «Importante approvazione del Ddl sulla tutela dei minori»
La senatrice reggina della Lega: «Ora serve altro, la legge annunciata dalla maggioranza sul collocamento extra famiglia»
«L’approvazione del Ddl sulla tutela dei minori in affidamento rappresenta un passaggio fondamentale, perché introduce finalmente strumenti di controllo e trasparenza in un settore delicatissimo, ma è necessario andare oltre e farlo con urgenza, soprattutto alla luce dei casi che in queste settimane hanno riportato il tema degli affidi al centro del dibattito pubblico». Lo afferma la Senatrice della Lega Tilde Minasi, commentando il via libera definitivo del Senato al provvedimento.
«Si tratta di un risultato - precisa Minasi - fortemente voluto dalla Lega, che da sempre considera la tutela dei minori una priorità assoluta, e su cui anche Matteo Salvini è intervenuto più volte con grande attenzione e sensibilità.
Quando si parla - aggiunge - di bambini e ragazzi fragili, lo Stato deve esserci fino in fondo, con strumenti chiari, controlli veri e regole certe». La Senatrice sottolinea quindi che il testo «rafforza il controllo sul sistema degli affidamenti, attraverso l’istituzione del registro nazionale delle famiglie affidatarie, delle comunità e degli istituti, del registro dei minori collocati presso i Tribunali e di un Osservatorio nazionale con compiti di analisi, segnalazione e monitoraggio.
Da questo punto di vista – prosegue – la normativa approvata rappresenta un intervento necessario, perché mette ordine in un sistema che ha bisogno di trasparenza, responsabilità e verifiche puntuali. In una materia così delicata non possono esserci zone d’ombra, né possono esserci leggerezze o sottovalutazioni.
Ma proprio i fatti di cronaca più recenti - sottolinea - dimostrano che non possiamo limitarci al solo monitoraggio. Questo provvedimento va nella direzione giusta, ma non esaurisce il tema. Restano aperte questioni sostanziali che riguardano la vita concreta dei minori, la stabilità dei loro legami, la continuità delle relazioni costruite nel tempo e il rischio, ancora troppo diffuso, di permanenze eccessivamente lunghe nelle strutture senza una prospettiva chiara.
È per questo che la maggioranza ha deciso di presentare proprio ieri un disegno di legge per assicurare che, prima di decidere per collocamenti extrafamiliari, i giudici valutino il beneficio collegato all'interruzione della situazione di pregiudizio comparato con le conseguenze del distacco dall'ambiente familiare da un punto di vista psico-fisico per il minore. Il giudice quindi dovrà compiere sempre un'attenta ponderazione, con l’aiuto di specialisti esenti da conflitti di interesse, di tutti gli elementi acquisiti valutando le possibili soluzioni. Proprio per evitare le tante storture a cui finora abbiamo assistito, a volte per ragioni di business dell’accoglienza nelle case-famiglia.
Inoltre, e ci tengo a dirlo, io stessa avevo già presentato una proposta di legge sulla continuità affettiva degli affidamenti, per modificare la legge del 2015 che, a dieci anni dalla sua emanazione, è stata applicata in maniera non uniforme nei diversi Tribunali minorili, soprattutto rispetto alle domande di adozione presentate dalla famiglia affidataria.
La mia proposta, dunque, vuole offrire alle famiglie affidatarie strumenti per opporsi in caso di diniego delle loro domande di adozione, ma anche la possibilità di relazioni successive all’affido.
La continuità affettiva – osserva ancora la senatrice – comprende infatti anche il diritto del minore a mantenere un rapporto stabile e significativo con le figure affettive di riferimento, quando ciò corrisponda al suo superiore interesse. È su questo che bisogna intervenire ora, senza ulteriori rinvii per assicurare davvero una tutela piena e uniforme al diritto del minore alla continuità affettiva».
Infine, Minasi richiama un altro nodo che definisce «non più rinviabile»: «Quello delle prolungate istituzionalizzazioni dei minori è un problema reale. Non è accettabile che vi siano bambini e ragazzi lasciati troppo a lungo in comunità educative in assenza di un progetto attuale e definito. La permanenza in struttura non può trasformarsi in una condizione indefinita».
Per questo – conclude Minasi – l’approvazione del ddl non può essere un punto di arrivo. Bene i registri, bene l’Osservatorio, bene il rafforzamento dei controlli. Ma adesso è urgente completare il quadro normativo, rafforzare davvero la continuità affettiva e impedire che i minori restino sospesi troppo a lungo in situazioni prive di un orizzonte certo».