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27/10/2026 ore 10.36
Politica

Al via il Consiglio comunale tra il cordoglio per Siviglia e Gambello e i temi caldi della sanità

Dopo il minuto di silenzio e gli applausi il civico consesso ha aperto un confronto pacato e di livello. Al centro del dibattito preliminare, caro vita, rete della sanità territoriale, e sedute di Commissione in streaming

di Claudio Labate

Dieci i punti all’ordine del giorno della seduta odierna del Consiglio comunale, segnata dal cordoglio per due importanti perdite per la città di Reggio Calabria. Ma, pronti via, il presidente del Consiglio comunale Federico Milia avverte: «La sala Consiglio va usata soltanto per motivi istituzionali». Evidentemente galeotto fu qualche video social girato proprio dentro l’aula Pietro Battaglia. Subito dopo il sindaco si è alzato in piedi per dare all’aula e alla cittadinanza la notizia della scomparsa di una operatrice sociale molto nota in città, vale a dire Bruna Siviglia, distintasi negli ultimi anni per l’impegno profuso a favore del progetto «Liberi di scegliere».

A seguire è stato Demetrio Delfino a portare in aula il ricordo della professoressa e sindacalista Elisabetta Gambello, mancata qualche giorno fa tra lo sgomento di chi l’ha conosciuta come una persona che, per dirla con l’esponente di Sinistra Italiana, «non ha mai negoziato al ribasso le sue idee. Era d’esempio a tutti quelli che amano la città che perde una persona straordinaria».

In entrambi i casi l’aula omaggia con un applauso le due personalità, per dare poi avvio ai preliminari, inaugurati dal dott. Francesco Catalano (Pd), che ha sottolineato il momento caldo della sanità reggina, con la partecipazione dei cittadini all’importante sit-in di ieri al Poliambulatorio di Gallico e alla vicenda dei pazienti dializzati protagonisti di una vera e propria odissea al Gom per ricevere le dovute cure: «Il sindaco e i consiglieri hanno il compito di spendersi per la causa, è importante vigilare sull’attività della Regione, anche se quello del Poliambulatorio è una questione strutturale. Altra cosa è l’emergenza dialitica che non è tutt’ora risolta, e mi auguro che nei prossimi giorni ci sia un’accelerazione».

Tocca a Nino Zimbalatti (FI) fare un punto sulla diatriba dei Poli sanitari. Per lui qualcuno non fa bene a «cercare il pelo nell’uovo». Le localizzazioni dipendono anche dai contratti in essere. «Da luglio ci siamo interfacciati col sindaco per cercare una soluzione, passata da una interlocuzione con la responsabile dell’Asp e si sta ancora discutendo», tenuto conto che alcune «strutture lasciate presentano criticità e insistono su terreni non comunali».

Marcantonino Malara (Pd) ha ricordato le manifestazioni che nelle ultime settimane hanno visto riempire le piazze da una generazione che dimostra la non indifferenza dei giovani a quanto sta succedendo nel mondo. «Diritto alla casa e alla salute, ma anche più risorse per la scuola e meno alle armi. Ritengo che questi ragazzi vadano ascoltati e non condannati», dice criticando il decreto sicurezza varato dal governo. «La protesta è un segnale che va colto anche dal Consiglio comunale di Reggio», perché le risposte, per lui, «non sono all’altezza». Al centro della critica anche l’accelerazione impressa sull’autonomia differenziata. Tornando sulla questione del Poliambulatorio, il capogruppo Pd ha criticato aspramente la volontà del Consiglio di circoscrizione di non svolgere una seduta aperta, prima accettata e poi celebrata.

A ribattere agli interventi dell’opposizione, Vanessa Colica, dai banchi della maggioranza: «Quello che dispiace è che si sia strumentalizzata la vicenda incutendo terrore nei cittadini. Conosco la vicenda e le problematiche dell’impossibilità di poter mantenere i due Poli sanitari erano già abbastanza note quando amministravate voi, e oggi mi dispiace ascoltare chi piuttosto che trovare una soluzione ha preferito strumentalizzare. Alcuni giorni fa si è già avviata una interlocuzione con l’Asp, invece ieri si è deciso di strumentalizzare. Ci ritroviamo in Commissione a risolvere criticità che si trascinano dalle scorse legislature. I servizi non cesseranno e la salute dei cittadini sarà garantita».

Peppe Marino (Pd) respinge al mittente le accuse di strumentalizzazione. «La protesta di ieri non aveva come interlocutore il Comune di Reggio Calabria, ma l’Asp. Io mi sarei aspettato di riuscire tutti quanti a fare squadra, perché l’Asp ha il dovere di organizzare i servizi sanitari e garantirli. Il Poliambulatorio di Gallico offriva 22 specialistiche con un’attività di prevenzione che faceva da filtro al Gom e rafforzava la sanità territoriale. Qualche anno fa andammo all’Asp dalla dottoressa Di Furia e abbiamo offerto il centro civico di Pellaro, ma fu rifiutata. Qui non c’è alcuna strumentalizzazione politica: il problema non è solo relativo alle strutture, ma anche alle attrezzature e al personale».

Telegrafico e incisivo Emiliano Imbalzano (AP): «Gallico probabilmente chiuderà il sito ma non sospenderà i servizi, la responsabilità è definita nel tempo e nella storia. Voi sapevate e non siete intervenuti, ma avete seminato il campo con tante mine».

Per Saverio Pazzano (La Strada) l’accento va posto sulle manifestazioni che hanno caratterizzato gli scorsi giorni, augurandosi che sul tema del caro vita si possa intervenire in qualche modo come Consiglio comunale, chiedendo quindi che si inaugurino degli incontri pubblici anche delle Consulte in merito alla programmazione del Dup e del Bilancio previsionale. L’occasione è ghiotta per Pazzano per chiedere di rendere pubbliche le sedute di Commissione per dare anche merito del lavoro che si svolge definito «di qualità».

Dal presidente Milia, che si è unito ai complimenti di Pazzano all’impostazione del lavoro degli organismi consiliari, è arrivata la rassicurazione che si interverrà in breve tempo attraverso la Commissione bilancio, proprio per come indicato dallo Statuto.

Daniele Romeo apprezza gli interventi «pacati» di Catalano e Marino. L’esponente di Reggio Futura ricorda come l’ex sindaco Falcomatà sia stato a capo della conferenza dei sindaci dell’Asp ma che il problema non è stato certo affrontato di petto. Il suo è un intervento che conferma quella sorta di interventismo che sta caratterizzando i primi mesi della sindacatura di Francesco Cannizzaro, intervenuto anche tra i manifestanti autotrasportatori. Da lui arriva anche il ringraziamento alle forze dell’ordine, e per tornare in aula, anche ai consiglieri comunali per il lavoro compatto e di qualità che si sta portando avanti: «Non molliamo» è il suo augurio.

Carmelo Versace (Pd) ribatte alle affermazioni di Romeo: «Le iniziative del sindaco Cannizzaro rispetto alle attività che vedono coinvolte Reggio e Messina, ci fa pensare che forse è arrivato il momento dell’area dello Stretto, ma anche quelle che sono le responsabilità della Regione». Per lui il tema al centro della protesta di ieri a Gallico è il confronto con l’Asp: «Il problema è che abbiamo le Case di comunità non ancora realizzate, e la responsabilità non è del Comune. Cominciamo a mettere prime pietre nei nostri ospedali e le comunichiamo, ma andrebbe fatto quello che stanno facendo nel cosentino, dove stanno realizzando l’ospedale in maniera seria». Poi, il tema della qualità delle mense: «Siamo soddisfatti del tono sviluppato dai problemi segnalati dalla minoranza, la questione non va strumentalizzata come ha fatto qualche collega di maggioranza». Infine l’appello al presidente Milia, al quale Versace chiede un’attenzione più puntuale rispetto alle esigenze delle minoranze. Milia non perde tempo e replica che la Presidenza è aperta a qualsiasi richiesta.

Mario Cardia attacca l’opposizione: «Non ha argomenti e attacca la maggioranza che ha fatto di più in questi sei mesi dei precedenti quattro anni governati dal centrosinistra».

Fabio Colella, che passa in rassegna quanto di buono (dall’accordo per l’area dello Stretto alle Atp Next gen finals) fatto dall’amministrazione in questi mesi, sceglie il tema della sanità per trovare comunione d’intenti con la minoranza: «La sanità – dice – non può mai essere paragonata ad una questione contabile». Per lui l’appello della minoranza è stato pacato ma condivisibile, e quindi da perseguire all’unisono.