Area integrata dello Stretto ancora incompiuta: i candidati a sindaco delle due Città metropolitane "promettono" la definizione di una Governance
In occasione del recente confronto al Teatro dello Stretto, tutti e quattro i candidati sindaco di Reggio Calabria e tre dei cinque dei candidati sindaco di Messina hanno condiviso la necessità di dare finalmente attuazione agli impegni già assunti e concretezza a politiche di integrazione e conurbazione tra le due sponde
Reggio e Messina e in mezzo lo Stretto. Una conurbazione ancora da attuare e che, tuttavia, conosce una realtà di fatto: ogni giorno migliaia di persone attraversano il braccio di mare tra Calabria e Sicilia rendendo già concreta (e spendibile per politiche adeguate) un'esperienza di contatto tra le coste. Una conurbazione, tuttavia, ancora alla ricerca di un assetto di regole comuni che ne definiscano in modo compiuto e integrato una Governance dei vari ambiti strategici, primo tra tutti quello della Mobilità.
Un processo che fa ancora fatica di cui si sente parlare da tempo, che ancora resta indefinito e sul quale (r)esiste una forte convergenza di intenti non solo tra le città metropolitana di Reggio e Messina (e le rispettive regioni) ma anche tra i diversi schieramenti che tornano a sfidarsi in occasione delle imminenti elezioni amministrative, in programma il prossimo 24 e 25 maggio sia a Reggio Calabria che a Messina.
Elezioni che, designando il sindaco dei futuri comuni capoluoghi, indicheranno anche i rispettivi sindaci delle Città metropolitane, enti strategici per quella definizione di Governance dello Stretto sempre più necessaria per un pieno sviluppo dell'area.
Convergenza di intenti
Ciò è emerso con chiarezza in occasione del recente confronto tra i candidati delle due sponde svoltosi presso il Teatro dello Stretto, al quale hanno preso parte i quattro candidati a sindaco di Reggio Calabria, l'uscente sindaco ff Mimmo Battaglia per il centrosinistra, Francesco Cannizzaro per il centrodestra (che a questo confronto ha inteso partecipare), Eduardo Lamberti Castronuovo del polo civico Cultura e Legalità e Saverio Pazzano del movimento La Strada, e tre dei cinque candidati di Messina, il candidato civico e sindaco uscente Federico Basile, Gaetano Sciacca di Rinascita, e Marcello Scurria per il centrodestra. Della città peloritana assenti la candidata sindaca per il centrosinistra Antonella Russo e il candidato civico Letterio Valvieri.
A fronte di questa convergenza, passa alla storia un ritardo rispetto alle prime iniziative intraprese già un decennio fa da entrambe le Regioni e rispetto alle quali poco si è fatto fino adesso. Questo frangente, nell'imminenza del voto amministrativo, fisiologicamente non può che essere quello dei buoni propositi.
Struttura di raccordo tra le Città Metropolitane
Dal Partito dello Stretto che attiri attenzione nazionale ed europea e dalla regia tecnica (Cannizzaro), alla regione dello Stretto (Pazzano) e all'assessorato dell'Area dello Stretto (Lamberti), dalla messa in rete di buone pratiche degli uffici tecnici (Sciacca) all'agenzia governativa istituita con apposita legge dello Stato (Scurria) fino all'attuazione di quanto previsto negli atti che già esistono (Battaglia che ne è stato anche uno degli artefici) e all'integrazione dei Piani strategici Urbani metropolitani delle due Metrocity e che al momento solo la città di Messina ha già adottato (Basile). Insomma serve istituzionalizzare un dialogo attraverso una struttura politico-istituzionale stabile tra la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Città Metropolitana di Messina che, senza nulla togliere alle loro prerogative e competenze delle Metrocity, eserciti funzioni di indirizzo, coordinamento e definizione delle priorità strategiche comuni.
Seppure con i dovuti distinguo, bipartisan è l'esigenza di dare concretezza alla conurbazione delle due sponde e all'area dello Stretto, per esempio attraverso un'offerta di trasporto veloce unitaria con bigliettazione unica e integrata che metta in connessione bus e aliscafi con un'unica programmazione e un unico sistema tariffario, nell'ottica di un sistema di mobilità integrato urbano tra le due città metropolitane dello Stretto, che naturalmente includa anche l'aeroporto di Reggio, non per nulla noto come aeroporto dello Stretto. Altri capitoli, anch'essi pienamente da scrivere alla conurbazione, sono la metro mare e l'attraversamento via nave con macchina al seguito e l'abbattimento delle tariffe.
Una condivisione suggerita dalla firma del simbolico Patto di Caronte al termine del confronto al Teatro sullo Stretto. Ma andiamo con ordine.
Area dello Stretto, un fatto
Tra i porti di Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria circolano oltre 20mila passeggeri al giorno di cui circa un quarto pendolari per lavoro. Dato che può anche raddoppiare nei periodi estivi a maggiore flusso turistico. Sempre secondo l'autorità di sistema portuale dello Stretto, nel braccio di mare tra Calabria e Sicilia transitano ogni anno oltre 10milioni di passeggeri, sia a piedi che a bordo di circa un milione e 800mila autovetture e 400 mila mezzi pesanti ai quali si aggiungono più di un milione e 500mila passeggeri e 800mila tra mezzi pesanti ed autovetture sulle tratte Tremestieri-Villa San Giovanni-Reggio Calabria.
Persone, veicoli e merci che si muovono sullo Stretto e che muovono lo Stretto. Non solo attraversamento per attività di carattere economico e lavorativo ma anche esperienza di crescita di ampio respiro da tradurre in politiche o ancora meglio in una "politica Strettese".
Area integrata dello Stretto, processo ancora incompiuto
La realizzazione di servizi di trasporto pubblico efficienti nell'area integrata dello stretto è obiettivo messo su carta che conta dodici anni di anzianità. Fissato nella legge regionale legge numero 8 del 2014 della Regione Siciliana e nella successiva legge regionale della Calabria numero 35 del 2015 approvata dal Consiglio regionale, per riordinare il sistema di trasporto pubblico locale regionale.
Nel 2019 sottoscritto a Palermo (e poi ratificato con legge regionale 12/2019) l'accordo per l'istituzione dell'Area integrata dello Stretto tra le Regioni Siciliana e Calabria, le città metropolitane di Messina e di Reggio Calabria e la Conferenza permanente interregionale. Un ambito territoriale ottimale per lo svolgimento dei servizi di trasporto pubblico locale nei territori comunali di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni e nei territori ricadenti nelle due Città metropolitane. Ad apporre la firma l'allora presidente della regione Siciliana, Nello Musumeci, l'assessore alle infrastrutture dell'allora giunta Oliverio della regione Calabria Roberto Musmanno, gli allora sindaci delle città metropolitane di Reggio Calabria, rispettivamente Giuseppe Falcomatà, Cateno De Luca e il presidente della Conferenza permanente interregionale Domenico Battaglia, attuale sindaco ff uscente e candidato a primo cittadino per il centrosinistra a Reggio.
Attraverso l'istituzione dell'Area integrata dello Stretto gli Enti sottoscrittori, in un regime di condivisione delle strategie e delle soluzioni, si impegnavano ormai sei anni fa a garantire il coordinamento dei servizi di mobilità di propria competenza, per assicurare la coincidenza degli orari, ma anche per riorganizzare e migliorare l'offerta di servizi ai cittadini, secondo criteri di prossimità e nel rispetto degli obiettivi di efficacia ed efficienza. Obiettivi già fissati nelle leggi regionali, adottate da entrambe le regioni dello Stretto anni prima.
Nel 2021, su proposta dell'assessore alle Infrastrutture della Giunta regionale, Domenica Catalfamo, la giunta regionale della Calabria ha ufficializzato l'avvio dell'’istituzione del bacino dell'area dello Stretto, in sinergia con la Sicilia, per la continuità territoriale marittima e aerea.
Per quanto riguarda la Calabria, è interessato il territorio costiero che si estende da Bagnara a Motta San Giovanni, inclusi i comuni dell'entroterra, fino a Santo Stefano d'Aspromonte.
Una deliberazione che è già (dal 2021) fase dell'attuazione delle disposizioni dell'articolo 14 della legge regionale 31 dicembre 2015, n. 35, che prevedono, quale eccezione al bacino unico regionale del trasporto pubblico locale, la possibilità di istituire un bacino per l'area integrata dello Stretto.
Ma ancora questa area dello Stretto non è stata integrata.
Prospettive a confronto
«Tutto quanto sta emergendo in questo dibattito è già contenuto negli atti già formalizzati e sottoscritti, compresa una legge regionale del 2015 a mia firma. Dobbiamo attuare quella governance che già esiste. Atm e Atam che lavorano insieme, collegamenti con l’aeroporto dello Stretto, che è anche aeroporto delle Eolie, sono già contemplati in questi atti, che aprono alla prospettiva anche di una gestione autonomia e diretta dell'attraversamento veloce dello Stretto. E stiamo parlando solo di logistica e trasporti. Ma l'area dello Stretto è chiamata a integrare anche saperi, cultura e università di due città che, ai margini dell'Italia, sono centrali nel Mediterraneo», ha sottolineato il candidato del centrosinistra di Reggio e sindaco ff uscente Domenico Battaglia.
Il percorso legislativo verso l’integrazione dello Stretto
«Dal 2014, come ricordava il candidato reggino Battaglia, è in atto un percorso legislativo che deve vedere dialogare le due regioni che ricordiamo avere statuti due diversi. C'è già un percorso tracciato che si è fermato nel 2021. Nel 2023 il comune di Messina ha riattivato questo percorso, lavorando la Piano strategico urbano metropolitano, approvato nel 2025. Esso contiene le linee guida per la governance di cui si parla. Una base di partenza per noi. In forza di essa, la nostra Atm ha già eseguito il calcolo del costo di une eventuale trasporto dal porto di Messina all'aeroporto di Reggio attraverso tavoli tecnici con l’ente gestore. Se prendere un autobus a piazza Cairoli a Messina per arrivare sul lungomare di Reggio e la suo aeroporto non è fantascienza, per concretizzarlo occorre programmare e investire anche le risorse comunitarie assolutamente strategiche. Noi per altro ragioniamo da tempo anche sulla Metro mare che colleghi la costa messinese e quella reggina anche in termini di porti», ha sottolineato il candidato civico di Messina e sindaco uscente Federico Basile.
Dal porto di Messina all’aeroporto di Reggio
«Tutto già previsto ma mai attuato - replica il candidato del centrodestra di Reggio e Francesco Cannizzaro - e che evidentemente necessita di un giusto e rapido rilancio fatto di politiche che facciano capo a una regia tecnica, che coinvolga anche le Università, che affianchi gli Enti territoriali. In termini concreti, se fossi eletto sindaco tra le prime azioni, trasformerei la banchina dell'aeroporto di Reggio in un porticciolo che colleghi il porto di Messina direttamente con lo scalo, la cui vocazione è quella di servire tutta l'area dello Stretto e di cui inaugureremo sabato prossimo la nuova aerostazione. E ancora biglietto unico anche aereo da Messina e Reggio per l'Italia e l'Europa».
Carta di imbarco già a Messina
«Il potenziale di questa conurbazione, la cui discussione non può prescindere dal coinvolgimento del comune di Villa San Giovanni, è enorme anche da un punto di vista culturale. Si pensi ai teatri e agli scambi che potrebbero esserci. E penso anche alla grande risorsa dell'agricoltura che unisce entrambe le regioni. Sul punto aeroporto credo occorra puntare, senza ulteriori indugi, sulla carta d'imbarco e sul check-in già a Messina - rilancia il candidato del polo civico Cultura e Legalità, Eduardo Lamberti Castronuovo - e su una linea di collegamento che conduca le persone già sottobordo in aeroporto. La mobilità, inoltre, non può prescindere da uno sviluppo della portualità su entrambe le coste. Messina ha risolto con lo scalo di Tremestieri dei mezzi pesanti ma a Reggio ancora si discute, pur non essendoci in città neppure una infrastrutturazione stradale in grado di reggere il carico».
Un disegno di legge ad boc
«Ritengo che occorra alzare il tiro. Questo mare per me è ancora un muro che divide e il porto di Messina è ormai morto da un punto di vista turistico. Se occorre tradurre in fatti tutto quanto si sta dicendo, ancora prima serve una cornice all'interno della quale farlo. Cornice che io ritengo debba essere una legge speciale, sul modello di Roma Capitale, per salvare lo Stretto. Concordo sull'idea di una struttura dedicata che nulla tolga alle Città metropolitane e che io credo debba essere un'agenzia governativa per lo sviluppo economico e tecnologico dello Stretto con quattro centri strategici di competenza: trasporti, turismo, cultura ed energia e relativi fondi. Di Area integrata dello Stretto si parla dagli anni Settanta, adesso servono i fatti. Se fossi eletto sindaco mi adopererei subito per mettere attorno a una tavolo tutti e presentare un disegno di legge ad hoc», ha rimarcato Marcello Scurria, candidato per il centrodestra alla carica di sindaco a Messina.
Una politica strettese
«Occorre tradurre in politica ciò che è esperienza umana di chi vive le due coste, il patrimonio storico, culturale e artistico che già ci unisce. Solo un nome, il maestro siciliano rinascimentale Antonello Da Messina. La bigliettazione unica deve, infatti, abbracciare il sistema museale, culturale e formativo. Nel tempo la mobilità nello Stretto ha subito una regressione. In passato c'era un sapere dei Marinai che transitava da costa a costa. Il dibattito sul Ponte ha fornito un alibi per non affrontare il tema degli strumenti operativi per garantire un sistema di attraversamento via mare stabile, con barca, nave e mezzo veloce. In questa direzione, rilancio il sogno della Primavera di Reggio di Italo Falcomatà della flotta intercomunale perché il tema non riguarda solo chi deve arrivare da fuori e deve avere garantita la mobilità ma soprattutto il popolo dello Stretto che deve vivere stabilmente questa profonda relazione tra le due coste», ha rimarcato il candidato a sindaco della Strada, Saverio Pazzano.
Stretto di pace
Una riflessione che non può prescindere anche dal ruolo che questa area dello Stretto riveste anche nel Mediterraneo. Dal piano Mattei, con la proposta di Cannizzaro di dichiarare Reggio e Messina città missione dei piano, con le critiche di Pazzano circa l'impianto coloniale del piano in sé, fino ai conflitti in atto.
«Ingegneristicamente siamo già un'unica città ma ancora senza conurbazione. E non possiamo ignorare cosa ci accade intorno. La guerra che ci circonda e un clima di preoccupazione e instabilità rispetto al quale lo Stretto potrebbe diventare una grande piattaforma di pace, un luogo in cui si incontrano i grandi della Terra per parlare di Pace. Messina ha già un importante precedente nella storia della fondazione dell'Europa. Quindi non solo il tema della cultura, dell'agricoltura e dell'energia e quello trasversale della mobilità, ma anche quello della promozione di Pace», ha evidenziato il candidato di Rinascita Messina, Gaetano Sciacca.