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29/10/2026 ore 09.01
Politica

Aree industriali calabresi, 45 milioni di euro e il ruolo dell’ARSAI al centro dello scontro politico: Versace chiede chiarimenti alla Regione

Il consigliere metropolitano contesta la revoca del finanziamento inizialmente assegnato all’Agenzia e solleva interrogativi sulla gestione degli interventi nelle aree ZES, chiamando in causa il presidente Occhiuto

di Redazione

«Continua, a cura del Presidente Occhiuto, lo spettacolare fenomeno degli annunci mirabolanti e decisivi per lo sviluppo dei territori».

Ad affermarlo, in una nota, il consigliere metropolitano Carmelo Versace.

«Questa volta, i beneficiari (presunti) dell’annuncio sono le imprese insediate nelle aree industriali regionali, assegnate all’ARSAI, il nuovo ente regionale strumentale fortemente voluto dal Presidente Occhiuto, per la programmazione e la gestione delle aree industriali.

Ringrazio l’On. Ranuccio, per aver attentamente seguito questa vicenda e di essersi fatto portavoce per il mio tramite.

In breve, la Regione ha ottenuto dal Governo la possibilità di utilizzare 45 milioni di euro per ammodernare e riqualificare le aree industriali calabresi.

Questa rilevante somma è stata assegnata, con decreto dirigenziale del 16 aprile 2026, all’ARSAI – l’Ente Strumentale Regionale che ha sostituito il liquidato CORAP nella gestione delle aree industriali – per avviare e gestire le procedure finalizzate alla riqualificazione delle aree industriali.

Tuttavia, lo stesso dirigente regionale con proprio decreto, del 9 giugno 2026, ha revocato in autotutela il proprio precedente decreto con tale dichiarata motivazione ‹… si è rilevato che a seguito delle interlocuzioni avute con il Ministero, risulta opportuno che la realizzazione del progetto in questione rimanga in capo alla Regione Calabria quale soggetto attuatore in ossequio ai criteri di economicità e buon andamento dell'azione amministrativa e anche in considerazione del fatto che le attività sono in via di definizione ed in ragione di ciò si è valutato come preminente l'interesse della Regione Calabria a mantenere il ruolo sia di soggetto beneficiario che di soggetto attuatore del progetto "Infrastrutture per la sicurezza nelle aree ZES della Calabria CUP: I34H23000100007"›.

Nello spazio di appena due mesi la Regione fa marcia indietro, sulla spinta delle ‹interlocuzioni avute con il Ministero›, e concluse con la secca ed irrevocabile decisione di escludere l’Agenzia, dal beneficio e dall’attuazione del progetto Infrastrutture per la sicurezza nelle aree ZES della Calabria CUP: I34H23000100007.

Quanto accaduto è stato ritenuto valido e fondato motivo per proporre una puntuale interrogazione scritta al Presidente della Regione per rendere edotto, con opportuna documentazione, il Consiglio regionale della sostanza delle ‹interlocuzioni avute con il Ministero› e del conseguente ruolo depotenziato e dequalificato dell’Agenzia ARSAI rispetto a tale importante progetto che dopo decenni segna un primo intervento a favore delle aree industriali e delle imprese calabresi.

Ma, soprattutto, lo scopo dell’interrogazione è rendere chiarezza su quanto accaduto, su quello che dovrebbe essere il reale e concreto ruolo dell’Agenzia ARSAI da parte della Regione, per chiarire a beneficio delle imprese che tipo di interlocutore hanno nella gestione delle aree industriali e per smascherare il tour degli annunci che sistematicamente i vertici dell’Agenzia continuano a produrre e trasmettere alle imprese ed ai territori dei Comuni coinvolti, nonostante l’atto dirigenziale l’abbia esclusa da ogni ruolo.

Inoltre, ad oggi né la Presidenza e né il Dipartimento competente hanno dato concretezza ad eventuali attività progettuali da parte dell’Arsai; altrettanto ignote sono le attività propositive e progettuali dell’Arsai a seguito del decreto dirigenziale che ha escluso l’Agenzia dal finanziamento ministeriale.

Tutto ciò costituisce motivo di preoccupazione sul concreto ruolo dell’Agenzia quale effettivo soggetto esecutore ed attuatore delle politiche pubbliche regionali in materia di infrastrutturazione, per effetto di una parziale capacità di intervento, nei termini disposti dalla legge regionale, compromettendo così la natura di ente strumentale regionale a rischio per le imprese e per i territori».