Sezioni
29/11/2025 ore 10.24
Politica

Assalto alla sede de La Stampa durante lo sciopero generale: irruzione di un centinaio di manifestanti e minacce ai giornalisti

Condanna trasversale del mondo istituzionale. Occhiuto: «Solidarietà a Malaguti e alla redazione, intimidazione gravissima»

di Redazione

Un centinaio di manifestanti ha fatto irruzione ieri pomeriggio, intorno alle 14, nella sede torinese del quotidiano La Stampa, in via Lugaro, durante il corteo legato allo sciopero generale. Il gruppo – una frangia più violenta staccatasi dal corteo principale – ha sfondato una porta laterale in vetro ed è entrato nei locali della redazione. Al momento dell’assalto la sede era vuota, poiché i giornalisti avevano aderito allo sciopero nazionale della categoria per il rinnovo del contratto.

Secondo la ricostruzione fornita dalle agenzie, i manifestanti hanno imbrattato muri e vetrate con scritte come «Free Palestine», «Free Shahin» e «Giornalisti complici», lanciato letame contro i cancelli e rovesciato libri, fascicoli e pile di giornali dalle scrivanie. Durante l’irruzione sono stati scanditi slogan intimidatori come «Giornalista terrorista, sei il primo della lista» e «Giornalista ti uccido», riferiti – secondo i manifestanti – alla vicenda dell’imam torinese Mohamed Shahin, destinatario nei giorni scorsi di un provvedimento di espulsione.

Il comitato di redazione de La Stampa ha definito l’episodio «un attacco gravissimo alla libertà di stampa», sottolineando come l’irruzione sia avvenuta proprio in un giorno di mobilitazione nazionale dei giornalisti. La condanna da parte del mondo politico e istituzionale è stata immediata.

Tra i primi interventi quello del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, che ha scritto su X: «Esprimo piena solidarietà al direttore Andrea Malaguti e a tutta la redazione de La Stampa per la gravissima irruzione subita. Ogni intimidazione contro i giornalisti è un attacco alla libertà di stampa e alla democrazia. Isolare i violenti con fermezza e unità».

Messaggi di solidarietà sono arrivati anche da esponenti del governo, dell’opposizione e dall’Ordine dei Giornalisti, che ha parlato di «deriva preoccupante» e di «violenza che non può essere tollerata».

Le forze dell’ordine hanno avviato le verifiche sulle immagini delle telecamere della zona per identificare i partecipanti al blitz. Secondo quanto riportato da fonti di polizia, diversi manifestanti sarebbero già stati fermati per accertamenti.

L’assalto alla sede del quotidiano torinese apre un fronte ulteriore nel clima di tensione che sta attraversando il Paese, toccando il cuore del diritto all’informazione e spingendo istituzioni e società civile a un appello unanime contro ogni forma di intimidazione verso chi svolge lavoro giornalistico.