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21/05/2026 ore 12.20
Politica

Autonomia differenziata, Briante: «La campagna elettorale ha coperto un rischio reale per il Sud»

La candidata al Consiglio comunale attacca il disegno di legge e il sì della Calabria alle pre-intese in sanità: «Si rischia un sistema sanitario a due velocità e una frammentazione irreversibile del Paese»

di Redazione

«Mentre la campagna elettorale si consuma tra slogan e promesse spesso irrealizzabili, l’Autonomia differenziata continua ad avanzare nel silenzio generale». È l’allarme lanciato da Anna Briante, candidata al Consiglio comunale di Reggio Calabria, che interviene sul tema della riforma e delle sue possibili conseguenze per il Mezzogiorno e per la Calabria.

Secondo Briante, il disegno di legge rischia di «frammentare il Paese in modo irreversibile», sacrificando i nodi strutturali legati ai Livelli essenziali delle prestazioni «sull’altare del consenso immediato». Una critica che si lega anche al clima politico di queste settimane, segnato – secondo la candidata – da una «politica della presenza» che punta più sulla rappresentazione che sui contenuti.

Nel suo intervento Briante richiama anche le parole pronunciate nei giorni scorsi a Reggio Calabria dal senatore Francesco Boccia, che aveva invitato a riflettere sulle convergenze programmatiche tra Forza Italia e Lega e sui rischi legati all’attuazione dell’Autonomia differenziata.

«Giorgia Meloni è a Palazzo Chigi non perché ha vinto le elezioni, ma perché noi gliele abbiamo fatte vincere andando al voto divisi», ha ricordato Boccia durante l’incontro citato dalla candidata. Il senatore del Partito democratico aveva inoltre definito «scellerato» il patto politico che avrebbe assegnato «l’Autonomia alla Lega, il Premierato a Fratelli d’Italia e la riforma della giustizia a Forza Italia».

Al centro della riflessione di Briante c’è soprattutto il tema sanitario. La candidata evidenzia infatti come, nei giorni scorsi, il presidente della Regione Calabria abbia votato favorevolmente in Conferenza Stato-Regioni alle pre-intese sull’Autonomia differenziata in materia di sanità, sostenute da Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria.

Secondo Briante, si tratta di un passaggio destinato a «istituzionalizzare un sistema sanitario a due velocità», attraverso l’applicazione di tariffe autonome, fondi integrativi regionali e una maggiore capacità attrattiva delle regioni più forti nei confronti dei professionisti sanitari.

«Il risultato sarà un aumento della mobilità passiva – sottolinea – per la quale la Calabria spende già oltre 300 milioni di euro l’anno». Un fenomeno che, secondo la candidata, rischia di sottrarre ulteriori risorse alle strutture ospedaliere del territorio.

Nel documento viene inoltre ricordato come la Calabria, pur avviandosi verso l’uscita dal commissariamento governativo della sanità, resti ancora sottoposta al Piano di rientro monitorato dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Economia attraverso il Tavolo Adduce.

«Se questi non sono temi da campagna elettorale – conclude Briante – allora c’è ancora molto da lavorare».