Autonomia differenziata, Falcomatà: «Il Governo Meloni accelera. Il silenzio di Occhiuto è inquietante»
Il consigliere regionale del Pd attacca le intese con le Regioni del Nord: «L’ok in Consiglio dei Ministri è un colpo mortale alla Calabria e a tutto il Mezzogiorno. Una manovra secessionista, il Sud usato come pedina di scambio». E chiama in causa il Governatore: «Difenda i calabresi e venga a riferire in Consiglio regionale»
«In Consiglio dei ministri sono state sottoscritte le intese definitive sull'Autonomia differenziata con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, le quattro Regioni che hanno avviato questo processo che affossa definitivamente il Mezzogiorno. Un fatto drammatico. Questo Governo si conferma il più longevo ed il più anti-meridionale della storia della Repubblica italiana». Lo afferma il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Falcomatà, denunciando «una manovra secessionista avvalata nel silenzio e nell'accondiscendenza interessata di chi, come il Governatore Roberto Occhiuto, ha l’obbligo di difendere gli interessi della Calabria e i diritti dei calabresi».
«Nel pieno di una crisi che sta mettendo in ginocchio il Paese - sostiene - Palazzo Chigi, anziché affrontare il caro-carburanti, l’inflazione galoppante, il carovita e l’aumento del carrello della spesa ha pensato di imprimere un’accelerazione preoccupante sulla secessione dei ricchi. Una riforma a saldo zero per le casse dello Stato che si traduce, per i cittadini del Sud, in minori risorse e minori possibilità di assicurare gli stessi Livelli essenziali delle prestazioni e un’identica qualità dei servizi delle regioni economicamente più forti. Il Governo Meloni, dunque, restituisce la “cortesia” alla Lega Nord dopo il sostegno ottenuto sulla legge elettorale, una carezza al ministro Salvini in vista dell’imminente congresso leghista».
«Ancora una volta - incalza Falcomatà - il Sud è stato usato come pedina di scambio, un film già visto nel lontano 2010 con lo scippo dei fondi Fas utilizzati per pagare le multe delle quote latte degli allevatori del nord. Ma l’idea secessionista di questa riforma infligge un colpo mortale ai diritti socio-economici e di cittadinanza per milioni di italiani, senza considerare le nefaste conseguenze per il comparto sanitario o il diritto allo studio».
«Avevo sperato che, tra una comparsata tv ed un’altra - continua il consigliere Pd - il presidente Occhiuto, sempre più interessato alle dinamiche nazionali e poco a quelle calabresi, trovasse anche il tempo di interloquire con il proprio ministro di riferimento nonchè segretario nazionale Tajani, per ribadire il suo secco No a questo obbrobrio normativo. Che si fosse ravveduto, rispetto agli impegni presi ad aprile scorso con la firma sugli schemi di intesa preliminare tra il governo e le Regioni del nord. Che avesse sollecitato l’immediata definizione dei Lep, slegandoli dai criteri di spesa storica, e degli altri strumenti perequativi e di eliminazione delle attuali diseguaglianze, come già previsti dalla Costituzione e dalla legislazione vigente, a partire dai criteri per il riparto del fondo sanitario nazionale. E invece, per il momento, il Governatore è impegnato, come mai, nel tour promozionale del proprio libro. I calabresi, però, meritano considerazione, rispetto e, soprattutto, risposte. Anche per questo, il suo silenzio inquieta».
«Se ha tempo e voglia - conclude Falcomatà - Occhiuto venga a discutere in Consiglio regionale, difenda la Calabria e i calabresi da questo assalto alla diligenza. Se lo farà, svestendo i panni di uomo di partito, saremo disponibili a sostenere qualsiasi forma di lotta istituzionale che vorrà intraprendere per fermare quello che è, a tutti gli effetti, il colpo di grazia per la nostra regione. Da parte mia e del mio partito non ci sono e non ci saranno ambiguità. Siamo da sempre contrari ad ogni legge che affama e desertifica la nostra Calabria. Ci batteremo con tutte le nostre forze e, ne sono certo, con il coinvolgimento del popolo calabrese, faremo valere le nostre ragioni di buon senso».