Battaglia carica i suoi: «Saranno due visioni di città diverse, ma noi abbiamo ancora tanto da dire»
Il candidato sindaco del centrosinistra taglia il nastro su Corso Garibaldi e carica i suoi sostenitori: «La gente ha il terrore di tornare indietro». Situazione delle liste ancora incerta. Poi l’affondo sull’Area dello Stretto
«Abbiamo realizzato tanto, io cammino per le strade, la gente ha il terrore di tornare a quei tempi, il terrore. Mi fermano, mi abbracciano e mi chiedono di essere convinto, con forza, e noi lo siamo, lo siamo con voi. Per voi. Perché riteniamo di poter veramente dire ancora tanto, abbiamo costruito la spina dorsale per dire altro». Domenico Battaglia prova a smuovere l’orgoglio del popolo del centrosinistra. Ha piazzato la sua segreteria politica su Corso Garibaldi, a due passi dal Museo. L’inaugurazione di questa sera è un sobrio avvio di campagna elettorale, che comincia col condividere l’affetto dei suoi sostenitori e prosegue con l’affermazione del suo percorso politico che si fa tradizione familiare. «Io sono cresciuto nella scuola di chi crede in questo paese, in questa città, in questa Calabria, e quindi si spende ogni giorno per portare a termine i progetti per i nostri territori, le risposte, che devono essere tante, ai bisogni che sono tantissimi. E noi riteniamo di avere sempre dimostrato, un po' anche per tradizione familiare, l'attaccamento a queste città e la forza con la quale la mattina ci svegliamo e diamo risposte alle tante persone che sono tantissime, anche buone, silenziose, che non chiedono nulla, che con grande dignità e che con grande sacrificio, sono la spina dorsale di questa città».
Per guardare avanti, Battaglia si volta indietro, parla di argomenti e tesi «forse troppo in fretta dimenticati». Così parte da quando non c'era alcuna certezza a Palazzo San Giorgio: «le nostre partecipate erano con i libri al tribunale, noi oggi abbiamo le partecipate che funzionano; Atam con noi ha cambiato tutto, ha rinnovato tutto il Parco automezzi; abbiamo mantenuto i livelli occupazionali incrementati, e io dico che il Comune è l'azionista di maggioranza della città, abbiamo immesso 200 persone, 200 giovani, la migliore risposta anche all'emorragia di tante risorse che vanno via è quello di avere un Comune amico, un Comune vicino che garantisce anche posti di lavoro».
Da qui, l’affondo sull'area integrata dello Stretto: «leggere oggi che quasi tutti i candidati della dirimpettaia Messina, dove pure si vota, fanno riferimento alla mia legge del Consiglio regionale, che è quella della Conferenza interregionale dell'area integrata dello Stretto e magari a Reggio meno, forse perché qualcuno l'ha affossata questa legge, e allora bisognerebbe cominciare a dire tiriamola fuori perché questo è il nostro futuro, il cuore del Mediterraneo, l'area integrata dello Stretto è una forza impressionante di numeri, di cultura, di tradizione, di turismo».
Al proposito il sindaco candidato tira fuori le notizie provenienti da Miami, che vogliono Reggio Calabria meta importante per le crociere del futuro anche per dire che «il porto sarà il volano di sviluppo della città con il Museo del Mediterraneo e la rettifica della banchina consentiranno, perché siamo stati i primi a far parte dell'Autorità di sistema dello Stretto, fortemente voluta dai nostri governi, di rilanciare il porto».
Battaglia: «Sondaggi ancora parziali, saranno due visioni di città diverse»
«Saranno due visioni di città diverse – ripete Battaglia -, ma sarà anche l'idea di una capacità amministrativa che noi abbiamo messo in campo. Io credo nella cultura sistemica, organizzata, la politica che serve sempre ai territori, io ho profondo rispetto di tutti i candidati e non da oggi, la mia cultura politica porta al rispetto di tutti, anche perché nella parabola politica del mondo ci sono le vittorie e le sconfitte. Io dico che anche le sconfitte temprano, fanno una persona migliore, e quindi, siccome ne ho avute sconfitte, ma mi sono sempre rialzato e sono sempre stato dalla stessa parte, siamo qua a pensare a una nuova Reggio e ci siamo con tutta la forza di una tradizione e di un orgoglio personale che metteremo in campo. Io, ripeto, ho un grande rispetto di tutti i candidati, so e spero, ma sono convinto che il confronto si farà sui contenuti e sulle idee per Reggio».
Battaglia mostra di non voler dare troppo credito ai sondaggi, e in particolare al primo ufficiale Swg pubblicato dalle testate del network Lac. Li definisce «parziali» mettendo – aggiungiamo noi, erroneamente - anche in dubbio che siano stati presi in considerazione anche gli altri due competitor: «I sondaggi che sono usciti stamattina sono abbastanza parziali, quando io leggo che c'è un 30% che non si esprime ancora e forse gli altri due candidati non sono stati neanche..., però i numeri li faremo il 24 e il 25 e soprattutto il 25 sera. Io credo che ci sia un grande affetto nei confronti della mia candidatura, lo riscontro giorno per giorno incontrando la gente, poi magari chi risponde al telefono è meno interessato a dare una risposta, vediamo che succede, siamo in campo e siamo in campo bene».
Il ragionamento di Battaglia si aggancia al ritorno al voto anche nelle ex circoscrizioni, che lui invita a chiamare Municipi, che avranno un richiamo anche in termini di affluenza alle urne: «Intanto è uno strumento che serve alla città, sono 5 municipi, non le chiamiamo più circoscrizioni perché non sono le 15 ex circoscrizioni, ci sono porzioni di territorio molto più grandi, molto più popolose e serviranno da cerniera di collegamento con l'amministrazione comunale, ma soprattutto sono convinto che stimoleranno ancora di più la partecipazione. Noi ci siamo anche posti il problema di questa enorme disaffezione al voto: l'ultima volta ha votato meno del 50%, noi riteniamo che i municipi assolutamente faranno da traino perché saranno la vera campagna elettorale dei territori e quindi siamo convinti che saranno punti percentuali in più di affluenza al voto».
Battaglia: «Aspettiamo per vedere chi si mette al servizio della coalizione»
Inevitabile per i cronisti un passaggio sul dopo primarie e sulla mancata risposta, almeno fino al momento, dei candidati sconfitti. «Mancano cinque giorni alla presentazione delle liste, quindi aspettiamo di capire chi ci sarà e chi non ci sarà. Io non mi sono sottratto alle primarie, non ho voluto nessuna investitura dall'alto, noi siamo il campo dove si fanno le primarie, quindi la scelta del candidato la fanno i cittadini e noi ci siamo sottoposti volentieri. Poi io l'ho vinta e rispetto le regole d'ingaggio, le regole d'ingaggio le ho rispettate anche 12 anni fa facendo una lista a sostegno di Giuseppe Faccomatà in quella cavalcata trionfale che è stata la precedente elezione. Però aspettiamo qualche altro giorno per capire chi si mette al servizio della coalizione di centrosinistra».
A proposito della situazione complessiva della coalizione e di liste, almeno dal punto di vista numerico, il candidato sindaco taglia corto: «Sulle liste noi abbiamo i partiti che compongono la nostra coalizione, saranno tutti pronti, le liste civiche anche, saranno ai nastri di partenza, Casa Riformista, qualche altra, ci sarà la lista del sindaco, ci sarà qualche altra lista, ma io penso che non sia la conta delle liste a fare la differenza».