Bova Marina, Progetto Futuro: «Bilancio approvato senza confronto. Violati i principi istituzionali e il ruolo dell’Opposizione»
«Il Sindaco, dopo aver relazionato sui documenti e averli portati in approvazione, ha deliberatamente scelto di non rispondere alle domande, alle richieste di chiarimento»
«Nel Consiglio Comunale del 30 marzo 2026 si è registrato un episodio di estrema gravità istituzionale, che impone una presa di posizione netta e ferma. In quella sede sono stati approvati il Documento Unico di Programmazione Semplificato (Dups) e il bilancio di previsione 2026, atti fondamentali per la vita amministrativa dell’Ente. Tuttavia, ciò che avrebbe dovuto rappresentare il momento più alto di confronto democratico si è trasformato in una procedura svuotata di ogni reale dialettica istituzionale.
Il Sindaco, dopo aver relazionato sui documenti e averli portati in approvazione, ha deliberatamente scelto di non rispondere alle domande, alle richieste di chiarimento e alle osservazioni formulate dal gruppo di opposizione. Un comportamento grave e inaccettabile, che si pone in aperto contrasto con i principi di trasparenza, responsabilità e collaborazione che devono governare l’azione amministrativa.
Non si tratta di una semplice scelta politica, ma di una condotta che incide direttamente sul corretto funzionamento delle istituzioni. Negare risposte significa, di fatto, impedire al gruppo di opposizione di esercitare pienamente le proprie funzioni di controllo, indirizzo e verifica. È una compressione evidente del ruolo democratico dell’opposizione, che non può essere tollerata né normalizzata.
Ancora più grave è il fatto che il Sindaco ricopra attualmente anche la delega al bilancio. In questa duplice veste, egli aveva il dovere istituzionale, oltre che politico, di fornire chiarimenti puntuali e completi su un atto così rilevante. Il rifiuto di rispondere non è soltanto una mancanza di rispetto verso i consiglieri di minoranza, ma rappresenta una grave elusione delle responsabilità connesse al proprio incarico.
Il Consiglio comunale non è un luogo di mera ratifica delle decisioni della maggioranza. È, al contrario, la sede nella quale si realizza il confronto democratico, si garantisce la trasparenza delle scelte e si assicura il rispetto delle prerogative di tutti i rappresentanti eletti. Quanto accaduto il 30 marzo va esattamente nella direzione opposta.
Bova Marina Progetto Futuro denuncia con forza questo modo di operare, che esce da ogni logica istituzionale e mina le basi del corretto funzionamento dell’organo consiliare. Il silenzio opposto alle legittime domande non è neutralità: è una chiusura grave, che svilisce il dibattito e priva i cittadini delle risposte che meritano.
Ribadiamo con fermezza che il rispetto delle istituzioni passa anche – e soprattutto – dal rispetto del ruolo dell’opposizione. Continueremo a esercitare con determinazione il nostro mandato, pretendendo chiarezza, responsabilità e trasparenza su ogni atto amministrativo. Perché il confronto non è una facoltà della maggioranza, ma un obbligo imprescindibile della democrazia».