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21/08/2026 ore 07.31
Politica

Bovalino, la minoranza chiede chiarimenti sulle tariffe Tari

L’iniziativa dei consiglieri comunali Bruno Squillaci, Giovanni Giorgi e Teresa Parisi al fine di evitare che eventuali anomalie presenti negli atti si traducano in importi non corretti richiesti ai cittadini

di Redazione

Il gruppo consiliare SiAmo Bovalino ha trasmesso al Segretario generale, al Responsabile dell’U.O. Economico-Finanziaria e all’Organo di revisione economico-finanziaria del Comune di Bovalino una formale diffida, chiedendo che, prima dell’emissione degli avvisi di pagamento della TARI 2026, venga effettuata e formalizzata una puntuale verifica della correttezza matematica, contabile e regolatoria delle tariffe approvate.

L’iniziativa dei consiglieri comunali Bruno Squillaci, Giovanni Giorgi e Teresa Parisi nasce dall’esame della documentazione relativa alla determinazione della TARI 2026 e ha una finalità precisa: evitare che eventuali anomalie presenti negli atti si traducano in importi non corretti richiesti ai cittadini.

A titolo meramente esemplificativo, per le utenze domestiche con un componente i parametri e il procedimento di calcolo riportati nello stesso prospetto comunale conducono a una tariffa fissa di circa 0,21 euro al metro quadrato, mentre nella colonna delle tariffe viene esposto un valore di 0,52 euro al metro quadrato, circa due volte e mezzo superiore. L’esempio riguarda una singola classe di utenza al solo fine di rendere immediatamente comprensibile l’anomalia, ma le medesime incongruenze si riscontrano nelle diverse classi tariffarie, rendendo necessaria una verifica complessiva dell’intero procedimento di determinazione delle tariffe.

Ulteriori elementi da chiarire emergono dai valori complessivi: per la stessa annualità 2026 risultano negli atti tre differenti importi, pari a 1.544.606,17 euro nel PEF validato, 1.551.064,33 euro nel prospetto utilizzato per il calcolo delle tariffe e 1.561.013,25 euro quale tributo risultante dal gestionale, con uno scostamento di oltre 16 mila euro tra il primo e l’ultimo valore.

«Si tratta di elementi che riteniamo debbano essere chiariti prima che la tariffazione produca effetti nei confronti dei contribuenti. Non intendiamo anticipare conclusioni che spettano agli uffici e agli organi competenti, ma riteniamo doveroso, nell’esercizio delle nostre funzioni, segnalare incongruenze oggettivamente riscontrabili negli atti e chiedere che siano sottoposte a una verifica puntuale».

La diffida pone inoltre la questione dell’efficacia delle tariffe approvate con la deliberazione del Consiglio comunale del 7 agosto 2026, intervenuta successivamente al termine del 31 luglio, chiedendo agli organi competenti di chiarire espressamente quali tariffe risultino efficaci per l’anno in corso prima dell’emissione degli avvisi.

La richiesta di verifica è stata estesa anche alle annualità precedenti, poiché da un primo esame della documentazione sembrerebbero emergere criticità analoghe. In particolare, è stato chiesto di verificare le tabelle e le basi dati utilizzate nei diversi esercizi, considerato che risultano invariati negli anni esaminati sia i valori delle superfici imponibili sia il numero delle utenze domestiche, e di accertare conseguentemente l’effettivo aggiornamento dei dati e delle tabelle utilizzati per la determinazione delle tariffe.

“La questione va affrontata con rigore e responsabilità, senza allarmismi ma anche senza sottovalutazioni. Prima dell’emissione degli avvisi TARI 2026 è necessario avere certezza della correttezza dei dati, dei calcoli e delle tariffe che saranno applicate ai cittadini. Se le verifiche confermeranno la correttezza degli atti, sarà importante chiarirlo; se invece dovessero emergere errori, è interesse della comunità e dello stesso Comune che vengano corretti prima che producano effetti. È questo il senso della nostra iniziativa: esercitare una funzione di controllo nell’interesse dei contribuenti e della corretta amministrazione”.