Call center Enel, Giordano e Merenda: «Coinvolgere Regione e Governo»
Malara: «Subito in Consiglio risoluzione a difesa dei lavoratori»
Unanimità in Commissione alla proposta che impegna l’Amministrazione a promuovere un tavolo che attraverso i livelli istituzionali superiori induca la società, che è una partecipata del Mef, a rispettare la clausola sociale
La vertenza dei lavoratori dei call center in appalto Enel è stata nuovamente al centro dei lavori della VII Commissione consiliare (Istruzione, formazione e lavoro. Cultura e sport. Politiche giovanili. Tempo libero) presieduta da Nino Malara.
Nel corso della seduta è stata approvata all’unanimità una risoluzione depositata dai consiglieri comunali Giuseppe Giordano e Massimiliano Merenda che ha l’obiettivo di impegnare il sindaco ff Domenico Battaglia e la Giunta comunale a intervenire con urgenza sulla vicenda che riguarda il futuro di circa 1000 lavoratrici e lavoratori del customer care Enel in Calabria, di cui circa 300 operanti nella città di Reggio Calabria.
La Commissione ha approvato all’unanimità anche un’altra risoluzione proposta dai consiglieri Maiolino, Milia, Vizzari, Zimbalatti e Anghelone e all’esito del dibattito, con la mediazione del presidente Malara, si è concordato sull’impegno di arrivare in Consiglio comunale con un’unica risoluzione che rappresenti la sintesi di entrambi i testi.
«I nuovi bandi di gara pubblicati da Enel – hanno evidenziato preliminarmente nel documento Giordano e Merenda – aprono alla possibilità di delocalizzare le attività fuori dalla Calabria e introducono un utilizzo crescente dell’intelligenza artificiale che rischia di tradursi in esuberi occupazionali. Una situazione inaccettabile che aggira di fatto la clausola sociale e il principio della territorialità previsti dal Contratto Collettivo Nazionale delle Telecomunicazioni».
«La Calabria – hanno aggiunto gli esponenti del consiglio comunale - non può permettersi la perdita di ulteriori posti di lavoro. Parliamo di un colpo durissimo per un territorio già fragile dal punto di vista economico e sociale. A Reggio Calabria l’impatto sarebbe diretto e devastante per centinaia di famiglie.
Per questi motivi la risoluzione impegna l’Amministrazione a promuovere immediatamente un tavolo interistituzionale con Enel, le rappresentanze sindacali e gli enti competenti, a coinvolgere la Regione Calabria e ad attivare il Governo nazionale affinché venga aperto un tavolo di crisi. Enel è una società partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – concludono Giordano e Merenda – e deve rispettare pienamente le norme e i contratti di riferimento.
L’innovazione tecnologica non può e non deve trasformarsi in una minaccia occupazionale, ma deve migliorare le condizioni di lavoro senza sacrificare l’occupazione».
In qualità di presidente dell’organismo consiliare che si è fatto carico della vicenda, Malara si è impegnato a «interloquire da subito con il presidente del Consiglio comunale, in modo da arrivare in tempi brevi alla discussione in Aula di una proposta condivisa, e con il sindaco ff Battaglia, così da tradurre i contenuti politici in percorsi amministrativi e dare una risposta istituzionale chiara e operativa a sostegno di una battaglia che deve vedere tutti dalla stessa parte in difesa di centinaia di famiglie calabresi».