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31/03/2026 ore 19.30
Politica

Camini, inerzia istituzionale e solitudine politica: cosa c’è dietro le dimissioni del sindaco Alfarano

Il primo cittadino lasciato solo a fronteggiare l’emergenza randagismo. «Mancano le risorse. Fenomeno ingestibile»

di Ilario Balì

Inerzia istituzionale, sforzo sussidiario e solitudine politica. C’è tutto questo dietro le dimissioni definite irrevocabili del sindaco di Camini Pino Alfarano protocollate ieri al Comune del piccolo centro dello Stilaro e arrivate come un fulmine a ciel sereno. La decisione shock del primo cittadino arriva alla luce dell’impossibilità di gestire l’emergenza randagismo nel borgo, diventata sempre più impegnativa nonostante gli appelli lanciati dall’ente agli organi sovracomunali.

«Negli ultimi anni, questa Amministrazione ha affrontato l'emergenza con estrema dedizione – ha raccontato Alfarano - riuscendo a recuperare, curare e dare in adozione numerosi cani grazie alla costante collaborazione con l’associazione "Anime Randagie di Bovalino", altre realtà locali e al supporto solidale del sindaco di Albano Sant'Alessandro, nel bergamasco, che con ammirevole sensibilità sostiene questo Comune con l’invio di cibo e medicinali».

Nonostante tale sforzo, la pressione del fenomeno ha raggiunto livelli non più gestibili. Alfarano ha formalmente richiesto supporto alla Regione Calabria a gennaio e a marzo, inoltrando un appello urgente anche a Michela Vittoria Brambilla nonché ai consiglieri regionali e alla Città Metropolitana di Reggio. «E’ stato effettuato un estremo tentativo di sensibilizzazione tramite un appello sulla rete nazionale dei sindaci d'Italia, riscontrando tuttavia un assoluto silenzio istituzionale» ha sottolineato il primo cittadino. A ciò si aggiunga «L’impossibilità oggettiva del Comune di stipulare convenzioni formali con strutture di ricovero (canili) a causa della certificata mancanza di risorse finanziarie, che impedisce la necessaria copertura di spesa obbligatoria per legge». Da qui la decisione di gettare la spugna. E adesso? E’ l’articolo 53 del testo Unico degli enti locali a regolare le dimissioni presentate dal sindaco, che diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al Consiglio comunale. E’ da quel momento, dalla presentazione o dalla comunicazione al Consiglio comunale, che il temine comincia a decorrere. Durante i 20 giorni sindaco, Giunta e Consiglio hanno solo poteri di ordinaria amministrazione.

Quindi, trascorso questo periodo, inizia la procedura di scioglimento del Consiglio comunale e cessano tutte le cariche politiche, gli articoli 90 e 110 che interessano gli uffici di supporto all’Amministrazione e gli incarichi a contratto. L’avvio della procedura spetta quindi al Prefetto che nomina un Commissario fino alla conclusione del procedimento di scioglimento che termina con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno, entro 90 giorni.