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14/05/2026 ore 10.33
Politica

Candeloro, Azzarà lancia l’allarme: «A rischio 23 milioni e il futuro del waterfront sud»

Il candidato di “Reggio Protagonista” attacca l’amministrazione Falcomatà sui ritardi e sul contenzioso che coinvolge il progetto del nuovo quartiere turistico-ricettivo del Candeloro. «La città rischia di perdere uno degli interventi strategici più importanti per il fronte mare».

di Redazione

«Il tempo sta diventando il vero avversario da battere». È attorno a questa frase che Nuccio Azzarà, candidato alle elezioni comunali nella lista “Reggio Protagonista”, costruisce il proprio duro intervento sul futuro del quartiere Candeloro e sul rischio che il progetto di riqualificazione dell’area possa perdere il finanziamento da circa 23 milioni di euro previsto nell’ambito del Programma di azione e coesione “Infrastrutture e Reti”.

Secondo Azzarà, quello che negli anni è stato presentato come uno degli interventi simbolo della trasformazione urbana della città oggi si troverebbe in una fase estremamente delicata, tra ritardi amministrativi, contenziosi e scadenze ministeriali sempre più difficili da rispettare.

Il progetto del “Nuovo quartiere turistico-ricettivo del Candeloro” interessa un’area considerata strategica per il futuro assetto urbano della fascia sud del waterfront reggino. Una zona che dovrebbe collegare il costruendo Museo del Mare con il lungomare e il sistema del waterfront urbano, trasformandosi — nelle intenzioni progettuali — in una cerniera tra porto, turismo, mobilità e servizi.

«Perdere questi fondi significherebbe rinunciare a uno dei pochi interventi realmente capaci di cambiare il volto della fascia costiera sud della città», sostiene Azzarà, che parla apertamente del rischio di «un’ennesima incompiuta» attribuendo precise responsabilità politiche e amministrative alla gestione della procedura.

Nel mirino del candidato finiscono soprattutto i rallentamenti legati alla gara di progettazione. A incidere sull’iter è stato infatti il ricorso amministrativo accolto dal Tar di Reggio Calabria da parte di una società precedentemente esclusa, con conseguente riattivazione della procedura e rivalutazione delle offerte. Un passaggio che avrebbe costretto Palazzo San Giorgio a chiedere una proroga ministeriale per evitare la perdita delle risorse.

Ed è proprio sulla proroga che oggi si concentra la preoccupazione maggiore espressa da Azzarà. «L’eventuale mancato via libera del Ministero potrebbe aprire scenari estremamente pesanti», afferma il candidato, facendo riferimento al rischio di ridimensionamento dell’opera o addirittura alla perdita integrale del finanziamento.

Nel comunicato Azzarà chiama in causa non soltanto la responsabilità politica dell’amministrazione Falcomatà, ma anche quella tecnica e amministrativa degli uffici comunali che hanno seguito la procedura. «Sul banco degli imputati sale a pieno titolo la classe dirigente amministrativa e tecnica del Comune», scrive, facendo riferimento alla gestione dell’iter e al ruolo del Responsabile unico del procedimento.

A rendere ancora più complesso il quadro restano inoltre le contestazioni legate agli espropri previsti dal progetto, tema che negli ultimi mesi ha alimentato tensioni e opposizioni tra alcuni residenti della zona.

«Oggi il Candeloro si trova sospeso tra ambizioni e rischio fallimento», conclude Azzarà. «Siamo di fronte a un possibile ulteriore fallimento che ipotecherà il futuro di Reggio».