Cannizzaro abbraccia Azione e allarga il perimetro di centrodestra: «Voglio parlare anche all’elettorato di sinistra deluso»
Il candidato sindaco mette un punto alle polemiche e parla di contenitori civici con sensibilità diverse: «Un sindaco da solo non può cambiare le sorti della città, serve una grande squadra»
«Nulla di nuovo, mi pare notorio che il partito di Carlo Calenda, abbia deciso, sul piano anche se vogliamo nazionale, di aderire al nostro progetto e io onestamente ho salutato questa attività politica con molto favore. Ho sempre raccontato anche prima di annunciare la mia eventuale candidatura che avrei, nella qualità di segretario regionale del partito, lavorato affinché potessimo aprire la coalizione più al centro possibile e continuerò a farlo in campagna elettorale».
Non c’è stato solo spazio per gli annunci nella conferenza stampa di Francesco Cannizzaro, ma anche momenti di riflessione, politica e programmatica. Il candidato sindaco del centrodestra ha da poco ricevuto l’ufficiale sostegno di Azione e commenta così le parole che il vicesegretario nazionale di Azione, Ettore Rosato, ha rilasciato a ilreggino.it proprio qualche ora prima della conferenza stampa. L’obiettivo rimane quello di allargare la squadra.
«Io vorrei parlare anche all’elettorato di sinistra deluso – ha aggiunto Cannizzaro - perché comunque sono elezioni amministrative. Queste riflessioni le sto facendo in questi giorni per dire che secondo me il candidato sindaco deve anche parlare ad un elettorato deluso, perché poi io un domani se dovessi diventare sindaco sarò anche il sindaco di chi la pensa diversamente da me. È chiaro che sul piano della politica in qualità di leader della coalizione mi piacerebbe, e l'ho detto anche in tempi non sospetti, prima di annunciare la mia candidatura, avere una coalizione più larga possibile».
In tal senso il candidato sindaco fa notare come in questo momento a Reggio, si stanno creando anche contenitori civici all'interno dei quali ci sono varie sensibilità: «questo per me è un onore, un fatto bellissimo, perché solo una grande squadra può cambiare le sorte in questa città. Un sindaco da solo non può cambiare le sorti di una città, ma ha bisogno di una grande squadra a tempo libero h24».
Ritornando ad Azione, Cannizzaro rimarca di aver accolto con favore l’adesione del partito di Calenda al suo progetto, dopo essere stato chiamato sul piano nazionale ad un incontro con i vertici nazionali per aprire un ragionamento che intanto vale sul territorio. Una prassi che è valsa per Venezia che va al voto a fine maggio.
Non un “caso” ma un episodio
Cannizzaro però ci tiene a sottolineare come, per lui, quello di Azione e della candidatura del commissario provinciale Gianluca Califano – presente ieri alla conferenza stampa in segreteria regionale - non vada considerato un “caso” da accostare alla vicenda di Massimiliano Merenda stoppato sull’uscio di Noi Moderati.
«Qui non ci sono casi, ci sono episodi, perché se ci si riferisce al coordinatore Califano, io le dico che lui è il coordinatore di Azione, è un dirigente nazionale di questo partito, e se io accolgo l’adesione di Azione, perché viva Dio la mia coalizione, il mio programma è visto bene da un partito nazionale che ci si ritrova in tanti punti, io sono ben lieto di accogliere il simbolo di Azione assieme a tutti i suoi dirigenti, a partire da Califano».
Cannizzaro, sollecitato dai giornalisti, ha poi voluto quindi chiarire la differenza tra le due situazioni, riproponendo il ragionamento fatto in occasione della presentazione della sua candidatura: «non vorrei che si pensasse che siccome qualche sondaggio suggerisce che noi siamo in vantaggio, qualcuno possa pensare di poter aderire al nostro progetto in corsa. Perché qui davanti a me ho persone che negli anni la pensavano diversamente da noi, che magari hanno fatto attività politica e amministrativa dall'altra parte, ma poi ad un certo punto hanno cambiato idea, hanno sposato un progetto nuovo che era quello del centrodestra, quello di Forza Italia, ma una cosa è farlo in questo momento, quindi solo per una questione di opportunità, un conto è farlo in tempi non sospetti».