Cannizzaro: «Roscioli l’ho imposto io, lavorerà a Roma per Reggio»
Il sindaco respinge il paragone con il caso Minicuci e promette: «Alle prossime politiche Forza Italia candiderà in Calabria soltanto calabresi». L’attacco a Vannacci e Giannetta: «Chi sta con Futuro Nazionale è fuori dal centrodestra»
«Fabio Roscioli non è stato imposto da Roma. Roscioli l’ho imposto io». Francesco Cannizzaro sceglie una formula netta per spiegare la strategia costruita intorno alla candidatura del tesoriere nazionale di Forza Italia alle elezioni suppletive del 27 e 28 settembre. Una scelta che il sindaco di Reggio Calabria rivendica come propria, maturata insieme al presidente della Regione e vice segretario nazionale del partito Roberto Occhiuto e successivamente condivisa dall’intero centrodestra.
Il punto stampa convocato nella segreteria politica del sindaco Cannizzaro serve soprattutto a respingere la rappresentazione di un candidato calato dall’alto e a chiarire quale ruolo dovrebbe ricoprire Roscioli nei pochi mesi che restano prima della probabile conclusione anticipata della legislatura.
«Forza Italia in Calabria vale circa il 30 per cento. Nessuno avrebbe potuto imporre un nome a me, a Occhiuto o alla struttura regionale del partito – afferma Cannizzaro –. Siamo stati noi a proporre Fabio Roscioli. La scelta è stata poi condivisa da Antonio Tajani, dalla struttura nazionale di Forza Italia e da tutto il centrodestra».
«Avrei potuto evitare le suppletive»
Cannizzaro rivela che la strategia è stata costruita prima ancora delle sue dimissioni dalla Camera. Se avesse lasciato il seggio qualche settimana più tardi, sostiene, non ci sarebbero stati i tempi tecnici per organizzare le elezioni suppletive.
«Avrei potuto non far votare – spiega –. Se mi fossi dimesso dopo, non ci sarebbero state le condizioni temporali. Ho invece scelto di presentare le dimissioni proprio per permettere lo svolgimento delle elezioni. Prima ho parlato con Fabio Roscioli, gli abbiamo illustrato il progetto, lui si è preso 48 ore per riflettere e, dopo la sua accettazione, ho lasciato il Parlamento».
L’obiettivo dichiarato è affidare il seggio a una figura già inserita nei meccanismi politici e amministrativi romani, capace di dialogare direttamente con ministri, parlamentari e strutture della Presidenza del Consiglio.
«Roscioli sarà colui che aiuterà il sindaco di Reggio Calabria a facilitare i processi e a risolvere i problemi ancora aperti a Roma. È l’amministratore nazionale di Forza Italia, conosce il Governo, il Parlamento e tutti i meccanismi del partito. Averlo come rappresentante di Reggio per questi quattro o cinque mesi è funzionale agli obiettivi che vogliamo raggiungere».
Il primo incontro: «Pensava fosse uno scherzo»
Cannizzaro racconta anche la prima reazione del candidato alla proposta: «Quando lo raggiunsi nella sede nazionale del partito e gli dissi che volevamo candidarlo a Reggio Calabria, si mise a ridere. Pensava fosse una provocazione o uno scherzo. Poi gli abbiamo spiegato che per noi sarebbe stato un motivo di orgoglio avere a disposizione uno degli uomini più importanti della struttura nazionale».
La proposta avrebbe sorpreso anche i vertici azzurri e la famiglia Berlusconi, convinti che il gruppo dirigente calabrese avrebbe scelto una personalità del territorio.
«Conoscono Cannizzaro e Occhiuto e sanno che non avremmo avuto alcuna difficoltà a candidare un consigliere regionale, un sindaco, un professionista o un esponente autorevole del partito. Roscioli oggi è entusiasta e non vede l’ora di venire a Reggio. Farà la campagna elettorale, ma poi dovrà rimanere a Roma a lavorare ogni giorno per la città, la sua area metropolitana e la provincia».
La presentazione ufficiale dovrebbe avvenire già all’inizio della prossima settimana: «Vi presenteremo il candidato e, ne sono convinto, il futuro deputato che sostituirà Cannizzaro per pochi mesi».
«Non è un nuovo caso Minicuci»
Nel corso dell’incontro è stato sollevato anche il paragone con la candidatura a sindaco di Antonino Minicuci nel 2020, vissuta da una parte dell’opinione pubblica come una decisione assunta dai vertici nazionali del centrodestra.
Cannizzaro respinge qualsiasi parallelismo: «Non credo di avere la faccia di uno al quale il partito romano possa imporre qualcosa. Le scelte le facciamo noi e, qualche volta, siamo proprio noi a indicare la linea politica anche fuori dalla Calabria, grazie all’autorevolezza che abbiamo conquistato».
Da qui l’invito rivolto ai giornalisti: «Scrivetelo anche nel titolo: Roscioli l’ho imposto io. È stato fortemente voluto dal sindaco Cannizzaro, con il sostegno del presidente Occhiuto. Abbiamo sorpreso tutti perché si aspettavano che puntassimo su un candidato locale».
«Alle politiche soltanto candidati calabresi»
Il sindaco fissa però un confine preciso tra la natura straordinaria delle suppletive e le prossime elezioni politiche. La candidatura di Roscioli, ribadisce, sarà circoscritta agli ultimi mesi della legislatura. «Registrate quello che dico e utilizzatelo in futuro: alle prossime elezioni politiche Forza Italia non candiderà in Calabria nessuno che provenga da un’altra regione. A Reggio e in tutta la Calabria saranno candidati soltanto calabresi. Questo è un episodio funzionale a uno specifico progetto politico».
Roscioli, dunque, non dovrebbe essere riproposto nel collegio reggino: «È colui che firmerà le liste alle politiche e potrà eventualmente candidarsi nella sua regione o dove riterrà più opportuno. In Calabria, invece, punteremo sulle migliori espressioni del territorio».
Cannizzaro cita anche il precedente di Rosy Bindi, candidata ed eletta in Calabria: «Venne qui in campagna elettorale e poi non la vedemmo più per cinque anni. I precedenti, dunque, esistono. Ma Roscioli viene per un periodo limitato e con un compito chiarissimo: lavorare a Roma al servizio di Reggio».
«Reggio laboratorio politico nazionale»
La candidatura del tesoriere nazionale viene presentata anche come lo strumento per riportare la città al centro dell’attenzione politica e mediatica nazionale.
«Sapevamo che il nome di Roscioli avrebbe suscitato curiosità. Il sindaco che ha vinto con quasi il 70 per cento, Occhiuto che ha conquistato le regionali con il 60 per cento e Forza Italia al 30 per cento in Calabria si fanno imporre un candidato romano? La risposta è no: lo abbiamo voluto noi proprio per costruire un laboratorio politico».
Cannizzaro rivendica il ritorno di Reggio Calabria sulle pagine dei principali quotidiani e nel dibattito televisivo: «Oggi si parla della città sul Corriere della Sera, su Repubblica e sui giornali nazionali. Reggio viene citata come laboratorio politico. Può sembrare anche un fatto psicologico, ma per il sindaco è qualcosa di bello e importante. A questa attenzione dovranno seguire i risultati concreti».
L’attacco a Vannacci
Al centro dell’incontro anche la sfida lanciata da Futuro Nazionale, che ha candidato Domenico Giannetta, fino a pochi giorni fa capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. «Volevamo dimostrare al Paese che il centrodestra può vincere tranquillamente anche senza le follie di Vannacci – attacca Cannizzaro –. Oggi sembra un fenomeno in ascesa, ma posso assicurarvi che non è così. È un soggetto politico nuovo che urla, fa il piazzista, il populista e il sovranista».
Il giudizio sulle posizioni del generale è durissimo: «A me Vannacci, quando parla, fa paura. Fa paura ai bambini e alle famiglie. Le sue posizioni sono rischiose per la democrazia del Paese e per l’Europa. Noi siamo atlantisti ed europeisti. Se qualcosa deve essere modificato in Europa, bisogna farlo con la forza politica e l’autorevolezza conquistata dall’Italia, non urlando contro le istituzioni europee».
Cannizzaro ironizza quindi sulla dichiarazione con la quale Giannetta ha spiegato la propria adesione a Futuro Nazionale: «Vannacci candida un moderato che dice di rimanere moderato spostandosi a destra. Questo slogan dimostra tutta l’approssimazione di un’esperienza politica completamente vannacciana».
«Vannacci non può parlare di candidati stranieri»
Il sindaco contesta anche l’argomento utilizzato contro Roscioli, ossia la sua provenienza esterna alla Calabria. «Vannacci dice che Roscioli, essendo romano, non può ricevere i voti dei reggini. Ma lui come è stato eletto al Parlamento europeo? Non ha raccolto voti in Campania, in Puglia e nelle altre regioni? Gli elettori hanno scritto anche il suo nome sulla scheda. In quel caso non era uno straniero arrivato per farsi votare? È una posizione contraddittoria».
La campagna elettorale, prevede Cannizzaro, porterà Vannacci direttamente a Reggio: «Non vedo l’ora che venga qui a sbraitare e a urlare. Noi discuteremo di temi, contenuti e risultati, mentre gli altri verranno a gridare “Vannacci, Vannacci”. Era proprio quello che volevamo: fare di Reggio un laboratorio politico nazionale».
Futuro Nazionale fuori dalle maggioranze
Lo strappo avrà conseguenze anche negli enti locali nei quali gli esponenti vicini a Futuro Nazionale si trovano ancora in maggioranze di centrodestra, a partire da Lamezia Terme.
«Chi sta con Vannacci non può rimanere nella coalizione del centrodestra. I vannacciani saranno fuori dalle amministrazioni nelle quali apparentemente erano in maggioranza. La nostra posizione è determinata ma serena: non possono stare contemporaneamente con Futuro Nazionale e dentro il centrodestra».
Cannizzaro annuncia inoltre nuove adesioni a Forza Italia: «Nelle prossime settimane leggerete dell’ingresso nel partito di altri sindaci e amministratori provenienti da tutta la Calabria. Fortunatamente abbiamo tanti esponenti autorevoli e, se qualcuno decide di andare via, finisce quasi per alleggerire un carico fin troppo numeroso».
L’affondo contro Benedetto
Non manca l’attacco al candidato del campo largo Frank Benedetto. Cannizzaro precisa di non voler entrare nelle questioni personali o nelle indiscrezioni relative a incompatibilità e curriculum, ma concentra il giudizio sul piano politico.
«Benedetto viene presentato come il medico e l’uomo del territorio, ma è stato nominato alla guida del Gom dal presidente Mario Oliverio. Nulla contro la persona o il professionista – aggiunge il sindaco – ma non credo che politicamente sia nelle condizioni di rappresentare Reggio e la sua area metropolitana in Parlamento. Non ha una significativa esperienza politica, se non un periodo in Consiglio comunale, e non mi pare abbia prodotto risultati particolari per la città al di fuori della propria attività professionale».
Secondo Cannizzaro, l’appartenenza di Benedetto all’opposizione limiterebbe inoltre la capacità di incidere nei rapporti con il Governo: «In qualche caso dall’opposizione si possono ottenere risultati. Io, quando ero parlamentare di opposizione, riuscii a far assegnare 25 milioni di euro all’aeroporto di Reggio. Oggi, però, non mi pare che i parlamentari calabresi dell’opposizione riescano a portare risorse o attenzione sul territorio».
Lotito e la Reggina
Cannizzaro smentisce infine le indiscrezioni su una possibile candidatura di Claudio Lotito in Calabria alle prossime elezioni politiche, collegata al suo interessamento per la Reggina.
«Durante la campagna elettorale avevo assunto un impegno con i tifosi: se fossi diventato sindaco, uno dei primi dossier sarebbe stato quello della Reggina, perché rappresenta un patrimonio sportivo, sociale e culturale della città. La settimana dopo la mia elezione sono andato a Roma e ho coinvolto il mio amico Lotito. Ho mantenuto la promessa».
Il sindaco respinge l’ipotesi di uno scambio politico: «Pensare che un uomo come Lotito abbia bisogno di venire in Calabria per ottenere un posto in Parlamento è assurdo. Sarebbe ancora più assurdo immaginare che io, Occhiuto o Forza Italia, che qui vale il 30 per cento, possiamo vendere una città in cambio di una candidatura».
«Roscioli lavorerà ogni giorno per Reggio»
Il punto politico resta quindi il rapporto diretto che Cannizzaro intende costruire con il futuro parlamentare. «In passato alcuni sindaci partivano a spese del Comune, arrivavano nei ministeri e non venivano ricevuti neppure dai capi di gabinetto. Io faccio una telefonata e sono i ministri a venire a Reggio, grazie ai rapporti consolidati e alla consapevolezza che lo sviluppo dell’Italia passa anche dalla Calabria e dall’unica Città metropolitana nel cuore del Mediterraneo».
In questa strategia rientrano anche il rafforzamento dei rapporti con Messina e le iniziative che il sindaco annuncia di voler presentare nelle prossime settimane. «La candidatura di Roscioli è soltanto una parte del progetto. Sarà il mio sostituto a Roma, un deputato autorevole che lavorerà ogni giorno, per gli ultimi mesi della legislatura, a favore di Reggio e della sua provincia. Ho riposato appena tre giorni e sono più carico di quando ho iniziato. Non vedo l’ora di annunciare tutto ciò che abbiamo costruito in silenzio e di consegnare alla città risultati concreti».