Cardia alla ricerca di «equilibrio e meno estremismi» lascia la Lega e approda a Noi Moderati: «è un ritorno alle radici»
Il consigliere comunale lascia il Carroccio «senza nessuna rottura» e fissa gli obiettivi del partito di Galati e Foti: «Liste forti e competitive, possiamo prendere due seggi pieni»
Per dirla con Nino Foti, quello di Mario Cardia «è un ritorno alle radici». L’approdo sulle sponde di Noi Moderati è insomma parte di un percorso che pure era iniziato tre anni fa con una sfida elettorale difficile alle politiche del 2022. Poi per Cardia, eletto alle comunali del 2020 con la lista S’Intesi in appoggio a Giuseppe Falcomatà, si aprirono le porte della Lega in abbinata ad Armando Neri, nel frattempo diventato Commissario cittadino del Carroccio. Oggi abbraccia la nuova prospettiva centrista, a poche settimane ormai dal voto per le comunali del dopo Falcomatà, ma con la volontà di non creare polemica.
«Sono stati dei mesi di riflessione, dopo le elezioni regionali. Una scelta assolutamente personale, la mia, politica ovviamente, ma senza alcun tipo di rottura con la Lega che anzi ringrazio per il percorso che in questi anni ho condotto insieme a loro. Ringrazio in particolar modo la senatrice Tilde Minasi, il coordinatore cittadino Armando Neri e tutti i rappresentanti della Lega».
Ma Cardia – la cui adesione è stata presentata questa mattina alla presenza del Commissario provinciale Nino Foti e del Delegato cittadino per il Comune di Reggio Calabria Luciano Politi – chiarisce un punto per lui fondamentale: «è chiaro che io ritengo che la città che si avvicina al voto ha bisogno di maggior equilibrio e di meno estremismi e la mia collocazione, i miei valori, i miei ideali mi hanno portato a condividere un percorso diverso, più moderato e più equilibrato perché ritengo anche che adesso la fase dello scontro e della contrapposizione ci sarà sicuramente con l'avvio della campagna elettorale, però la città ha anche bisogno di toni più distensivi e più dialoganti, e appunto di maggiore equilibrio, quindi da questo punto di vista credo che Noi moderati sia il contenitore più adatto a quelle che sono le mie caratteristiche».
Passaggio, quello di Cardia a Noi Moderati, favorito anche dal rapporto personale che da diversi anni intercorre proprio con Foti, regista dell’operazione. «Credo che ora – ha aggiunto il neo centrista - sia importante pensare a tutta la coalizione di centrodestra anche perché si avvierà una fase calda di discussione: c'è da scegliere il candidato sindaco e da questo punto di vista anche Noi moderati vorrà dire la sua. Credo che bisognerà lavorare per arrivare alle elezioni amministrative con una coalizione ancora più forte e più coesa per poterle vincere».
Cardia fissa quindi i suoi nuovi obiettivi: «Sicuramente il nuovo partito deve lavorare per allestire una lista competitiva, forte. Noi moderati ha avuto anche un risultato importante alle ultime elezioni regionali prendendo due seggi, e da questo punto di vista io credo che con una lista forte e competitiva e anche attrattiva, perché secondo me il partito da qui alle elezioni sarà ancora più attrattivo con altri ingressi che prevedo ci possano essere, ecco credo che possa dire la sua e che possa avere una lista competitiva che possa anche puntare a prendere due seggi pieni in maggioranza». Non una velleità quella del consigliere comunale se si tiene conto che non c'è la soglia di sbarramento del 4% per l’ingresso a Palazzo San Giorgio e che quindi il quorum si prende in maggioranza con una cifra inferiore: «Da questo punto di vista il problema del quorum non c'è per quanto riguarda le elezioni comunali» si sente di rassicurare Cardia, il cui passaggio è stato salutato anche dal coordinatore regionale Pino Galati che, collegato telefonicamente, ha descritto Noi Moderati come un partito giovane che ha l’ambizione prima di tutto, di rafforzare il centrodestra e «soprattutto l'anima moderata, che è grande parte della storia di questo paese, e di questa regione. Tra l'altro – ha aggiunto - Reggio di fronte a sé, avrà una occasione importante con le elezioni comunali, quindi credo che questa azione di inclusione, di mettere insieme tante realtà, anche provenienti da storie diverse, può essere un'occasione importante».
Galati evoca un governo di svolta del centrodestra per la città, e per noi Moderati, «anche e soprattutto, in vista dell'entrata di Noi moderati nel governo della regione, per dare una forza a questa nostra rappresentanza politica, secondo me necessaria, perché una forza più moderata serve al centrodestra».
Da parte sua Foti ha descritto Noi Moderati come un partito che «cerca di occuparsi dei problemi della città che non sono pochi, che ormai sono ereditati negli anni, diciamo qualche decennio, quindi bisogna che ci sia gente di buona volontà, che ami questa terra, ami questa città e sappia esattamente da dove si parte, cioè da un livello mai raggiunto così basso».
Foti sottolinea quindi che il partito ha sempre pensato di investire sul capitale umano, sulle persone, sulle risorse che si occupano realmente delle iniziative, insomma, «senza ritornare ai temi nazionali della famiglia e di altro, qui ci sono necessità ben più importanti, perché la crisi del sistema, lo spopolamento, la crisi delle nascite, i giovani che migrano, le strutture che non funzionano, aerei che non arrivano, treni che da 4-5 ore sono passati a 6… la gente si rende conto di questo e si è allontanata dalla politica». L’ex parlamentare guarda a quel 60% che non vota: «il sondaggista Noto ha detto che il 50% è di area di centro, quindi noi prima di ogni cosa dobbiamo raggiungere queste persone e dire che c'è chi con buona volontà, con tanta fatica, con non certezza di raggiungimento del risultato, però con l'aiuto di tutti, può occuparsi dei problemi veri che oggi ci sono».
Insomma, «c'è molto da fare, è una goccia in un mare di necessità, però – ha concluso Foti - quando la goccia è funzionante, ecco perché parlavo di capitale umano, significa competenze, passione, ma soprattutto un po' di esperienza e capire che le ragioni ideologiche certe volte vanno messe da parte rispetto a quelle pratiche».