Caridi (Lega) difende Cannizzaro: «Meno polemiche strumentali e più rispetto per ciò che è sacro ai reggini»
Il vice commissario provinciale della Lega interviene sulle critiche rivolte al candidato del centrodestra: «La Madonna della Consolazione non è uno slogan ma parte dell’identità della città».
«Fa sorridere, ma allo stesso tempo riflettere, vedere gli esponenti del centrosinistra scandalizzarsi per le parole di Francesco Cannizzaro». È quanto afferma Bruno Caridi, vice commissario provinciale della Lega di Reggio Calabria, intervenendo nel dibattito politico nato attorno ad alcune dichiarazioni del candidato sindaco del centrodestra.
Per Caridi si tratterebbe dell’«ennesima polemica costruita ad arte», distante dai problemi concreti della città. «Davvero vogliamo trasformare una frase che richiama la Madonna della Consolazione — un simbolo identitario e religioso profondamente radicato nella nostra città — in un caso politico?», sostiene.
Nel suo intervento, l’esponente della Lega punta il dito contro quelle che definisce «indignazioni poco credibili», facendo riferimento anche a «episodi gravi legati alla regolarità del voto» che, secondo lui, «avrebbero alimentato dubbi e sfiducia nei cittadini».
«Personalmente — aggiunge — mi scandalizzerei molto di più per quelle situazioni che hanno messo in discussione la trasparenza democratica, piuttosto che per un riferimento religioso che rappresenta la fede di migliaia di reggini».
Caridi ribadisce poi il valore simbolico della Madonna della Consolazione per la città. «Non è uno slogan: è parte della nostra storia, della nostra cultura, della nostra identità. Attaccare questo legame significa non comprendere il territorio che si pretende di rappresentare».
Nel passaggio più polemico della nota, il vice commissario provinciale della Lega usa anche l’ironia: «Se davvero vogliamo evitare ogni “rischio”, potremmo dire provocatoriamente: meglio chiudere i cimiteri il 24 e 25 maggio». Una battuta che, precisa, «evidenzia soltanto il livello di certe polemiche».
Infine l’appello al centrosinistra a spostare il confronto sui temi amministrativi. «Parlate di programmi, di sviluppo, di sicurezza, di lavoro. Perché è su questo che i cittadini giudicano. I reggini — conclude — sanno distinguere tra polemiche sterili e proposte concrete, e soprattutto sanno riconoscere ciò che per loro è sacro».