Caso Sogas, Cannizzaro blinda l'assessore Catalfamo: «Garantismo senza se e senza ma»
La vicenda dell'ex società aeroportuale reggina torna al centro dello scontro politico durante il Consiglio comunale. Il primo cittadino respinge le accuse mosse dall'opposizione e chiude ogni ipotesi di ripercussioni all'interno della giunta
Non c’è solo il sapore dolce di un’unanimità storica a Palazzo San Giorgio. Sotto il mantello del rendiconto approvato senza voti contrari, cova un incendio che ha il nome di Sogas ed il peso di una condanna contabile da 12,3 milioni di euro. È il «convitato di pietra» evocato dal consigliere Catalano, che ha rotto l'idillio istituzionale richiamando l’attenzione sulla sentenza del Tribunale di Catanzaro che inchioda i vecchi vertici della società aeroportuale per gravi condotte di mala gestio. Tra i condannati, infatti, risulta anche l’assessore esterno ai lavori pubblici Domenica Catalfamo, che con l’allora Cda votò all’unanimità il bilancio della società. Ma è qui che Francesco Cannizzaro ha svestito i panni del mediatore per indossare l’armatura del leader, ergendo uno scudo di «garantismo puro» attorno alla sua assessora tecnica.
L'affondo del consigliere di Reset è stato chirurgico: «Oggi, come dicono alcuni giornali, non si possibile essere silenti alla notizia della condanna dell'intero consiglio di amministrazione della Sogas a risarcire oltre 12 milioni di euro per gravi condotte di mala gestio, vicenda che coinvolge un membro della giunta». Il consigliere ha poi punto la maggioranza sul tema della coerenza politica: «Non si possono dimenticare le reazioni dei partiti dell'attuale maggioranza dopo la prima sentenza di condanna per un reato poi rilevatosi non reato in terzo grado nel processo Miramare, quando tutta l'opposizione chiese compattamente le dimissioni del sindaco perché così andava tutelata la dignità delle istituzioni».
La replica di Cannizzaro non si è fatta attendere ed è stata una investitura totale, priva di sfumature: «Mi onoro e mi pregio di avere al mio fianco Mimma Catalfamo per far rinascere questa nostra città, che qualcuno prima di noi nell'esercizio delle sue funzioni ha cercato di fare non riuscendoci». Il sindaco ha poi alzato il tiro, rivendicando la propria identità politica: «Chi mi conosce sa che io sono segretario regionale del partito leader, forse in Europa, sul garantismo. Credo che anche in quest'aula lei avrebbe potuto serenamente evitare di citare l'argomento».
Cannizzaro ha poi sminuito la portata tecnica della condanna, che colpisce la Catalfamo per il suo ruolo nel consiglio di amministrazione tra il 2014 e il 2015, definendola un paradosso logico: «Stiamo parlando di una vicenda veramente assurda, di una vicenda amministrativa dove si parla addirittura di mala gestio solo perché si è votato un bilancio all'unanimità in un gruppo dove l'assessore partecipava in rappresentanza di un ente, senza deleghe e senza indennità. Anche mio nipote a 14 anni potrebbe cogliere che siamo davanti a una cosa assurda».
Francesco Cannizzaro è un sigillo sulla squadra: il garantismo non è un abito da indossare a correnti alterne e la Catalfamo resta il perno della ricostruzione cittadina. Palazzo San Giorgio chiude così la seduta: con i conti a posto, ma con la politica pronta a dare battaglia su un terreno dove, stavolta, il sindaco ha deciso di non concedere nemmeno un millimetro di spazio.