Caulonia, caso Ierace: l'opposizione presenta mozione di censura
La minoranza incalza l’assessore sul suo presunto conflitto d’interessi: «Le carte smentiscono la versione ufficiale»
Non è il solito scontro tra schieramenti, ma una battaglia combattuta a colpi di documenti ufficiali quella che sta scuotendo il Comune di Caulonia. Al centro del ciclone finisce l’assessore Antonella Ierace, colpita da una mozione di censura depositata il 7 luglio dai consiglieri di minoranza. Le accuse sono pesanti: un conflitto di interessi "strutturale" e dichiarazioni pubbliche che sarebbero state smentite dai registri nazionali.
Secondo quanto ricostruito dall’opposizione, l’assessore Ierace avrebbe gestito per anni deleghe pesanti (Protezione Civile, Politiche Sociali, Associazioni e Bilancio) mentre sedeva contemporaneamente ai vertici del Centro Italiano Protezione Civile Caulonia (CIPC). Un’associazione che, dal 2022 a oggi, avrebbe beneficiato di fondi e utilità per un totale di 104.803,73 euro. Non si tratta solo di cifre, ma della natura degli incarichi: quattordici affidamenti diretti che spaziano dai traslochi degli uffici comunali alla sanificazione dei seggi, fino al trasporto sociale per i disabili. «Sempre la stessa associazione, sempre senza che l'assessore si sia mai astenuta», denunciano i consiglieri, sottolineando come molte di queste attività esulino dalle finalità di protezione civile del sodalizio.
Il punto di rottura riguarda però la veridicità delle affermazioni dell'assessore. Ierace ha sostenuto pubblicamente di essere in "aspettativa" dai ruoli direttivi sin dal luglio 2022 e di essersi dimessa a marzo scorso. Tuttavia, le verifiche della minoranza nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) dicono altro: la nomina a Vice Presidente dell'associazione risulta decorrere dal 1° maggio 2023, ovvero dieci mesi dopo la presunta aspettativa.
Ancor più discutibile sarebbe un atto del 9 aprile 2025: una dichiarazione sostitutiva, firmata di proprio pugno dalla Ierace nell'ambito di un procedimento comunale, in cui lei stessa si qualifica come componente del Consiglio Direttivo del CIPC. «Un amministratore che mente pubblicamente ai cittadini non può continuare a rappresentarli», incalza l'opposizione. La mozione non risparmia il primo cittadino, Francesco Cagliuso, accusato di aver fatto finora da "scudo" parlando di semplici tattiche elettorali. I consiglieri chiedono ora un passo indietro immediato dell'assessore o, in alternativa, la revoca delle deleghe da parte del sindaco.