Caulonia, Maiolo: «In questa terra di Calabria il Lavoro ha significato Resistenza, appartenenza, identità»
Il vicesindaco richiama la storia dei braccianti calabresi che si alzavano prima dell'alba. Dei minatori, delle operaie tessili, dei contadini
«Oggi più che mai sento il peso e il privilegio del ruolo che ricopro: essere Assessore alla Cultura significa anche custodire la memoria di chi ha costruito, con le proprie mani e con la propria lotta, il mondo in cui viviamo.
Il Primo Maggio – dichiara Giovanni Maiolo, vicesindaco del comune di Caulonia – è cultura popolare nel senso più profondo del termine. È la storia dei braccianti calabresi che si alzavano prima dell'alba. Dei minatori, delle operaie tessili, dei contadini che hanno resistito e che hanno scritto — con i piedi sulla terra — le pagine più belle della nostra democrazia.
Qui a Caulonia, in questa terra di Calabria che porta ancora i segni di un Sud che non si è mai arreso, il lavoro ha sempre avuto un significato diverso: non solo mezzo di sostentamento, ma atto di resistenza, di appartenenza, di identità. La nostra comunità conosce bene il valore della dignità conquistata, e sa quanto costi difenderla.
Eppure oggi dobbiamo essere onesti: c'è ancora troppo lavoro povero, insicuro, invisibile. Troppi giovani che se ne vanno. Troppa solitudine per chi resta. Il Sud continua a pagare un prezzo sproporzionato in termini di disoccupazione, di servizi negati, di futuro sottratto.
Fare cultura significa anche questo: tenere accesa la fiamma della coscienza collettiva, ricordare che i diritti non sono regali — sono conquiste di popolo, strappate con determinazione e solidarietà.
Auguro a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, a Caulonia come nel resto d'Italia, un Primo Maggio di consapevolezza, di solidarietà e di speranza concreta. Perché il futuro si costruisce insieme, o non si costruisce affatto», conclude Giovanni Maiolo, vicesindaco del comune di Caulonia.