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22/01/2026 ore 16.39
Politica

Centrosinistra in stallo: non ci sono nomi unitari e le primarie non piacciono a tutti. Si ritorna ai partiti?

Ennesima riunione senza vere novità per la coalizione che lavora per definire il documento politico ed eventualmente al regolamento per le primarie

di Claudio Labate

Stallo. È forse questa la parola giusta per descrivere lo stato delle cose all’interno del centrosinistra che all’interpartitica di ieri ha fatto segnare un nulla di fatto rispetto al tema principale in discussione: primarie o candidato unico. Così come sostanziali novità non ce ne sono rispetto al documento politico preparato dal segretario provinciale dem Giuseppe Panetta e anticipato proprio su questa testata nei suoi contenuti principali.

In questo senso lo stallo ha il senso di un “prendere tempo” rispetto alle questioni sul tappeto, perché se è vero che non c’è un nome su cui tutti convergono, è anche vero che le Primarie, già inserite all’interno di quel documento politico, non le vogliono proprio tutti. Certo è che il candidato unico, concordato, accorcerebbe i tempi e metterebbe anche al sicuro le forze più piccole di questo tavolo allargato del centrosinistra. Mentre le Primarie hanno registrato già alcuni no che rischiano di minare quello che è in fondo è l’altro obiettivo principale: far rimanere unita la coalizione.

Ecco perché, una parte della riunione, definita «concitata» da chi vi ha preso parte, ha riportato al centro il nome di Nicola Irto. Tra questi, oltre alle “civiche” che l’avevano proposto, anche +Europa, Avs, ma anche Possibile, la creatura politica fondata da Giuseppe Civati. Per loro il tentativo va esperito. Ma dall’altra parte c’è chi fa notare che se ci fosse stata una disponibilità a candidarsi da parte del segretario regionale, il tavolo non avrebbe avuto ragione di esistere. Un po' come avvenuto per le regionali. Ed è per questo che l’aver fatto circolare il suo nome viene considerata più una provocazione che una ipotesi percorribile. Ergo, mancano ancora i nomi. Nessuno dei partecipanti al tavolo ne ha proposti con convinzione.

L’urgenza per il centrosinistra, così come sottolineato da alcuni, dovrebbe essere quella di accelerare e magari anticipare l’annuncio del candidato sindaco del centrodestra che, d’altra parte, se la sta prendendo comoda. Ecco perché per i sostenitori del “nome unitario” – anche Italia viva con la Greco ha fatto sapere di non preferirle - sarebbe un errore ricorrere alle primarie. Perché ci sarebbero tempi tecnici da rispettare che allungherebbero di fatto i tempi della scelta finale, senza considerare che alcuni dei nomi in circolazione sono anche “in attività”, nel senso che stanno ancora amministrando, come nel caso di Mimmetto Battaglia (che dovrebbe essere, ma il condizionale è d’obbligo, il nome del Pd) o di Carmelo Versace, che potrebbero finire anche inconsapevolmente nel tritacarne di una campagna elettorale per le primarie. Qualcun altro poi, ha fatto notare che la giunta comunale è ancora incompleta e che quel posto farebbe comodo.

Nasce da qui l’iniziativa di Nino De Gaetano che avrebbe chiesto di non fermarsi ad una ipotesi ma di provare a percorrere entrambe le strade (nome unico e primarie) per vedere quale alla fine risulti essere la più praticabile. Altri hanno suggerito di avviare delle interlocuzioni bilaterali prima di procedere – ipotesi respinta da Panetta che ricorda di averle già fatte -, e altri ancora di «tornare ai partiti».

Ne sapremo di più nei prossimi giorni.