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23/01/2026 ore 18.00
Politica

Ciclone Harry ed Area Grecanica devastata. Per Pierpaolo Zavettieri «Serve una visione nuova per costa ed entroterra»

Dal dissesto costiero alle fragilità dell’entroterra, il coordinatore dell’Associazione dei Comuni dell’Area Grecanica e sindaco di Roghudi traccia la rotta che attraversa l’emergenza verso una nuova idea di sviluppo condiviso

di Silvio Cacciatore

«L’emergenza non può più essere l’unica risposta. Serve una visione nuova, strutturata, che tenga insieme sicurezza, pianificazione e futuro». Ospite de “L’intervista” negli studi de ilReggino.it, Pierpaolo Zavettieri, sindaco di Roghudi e coordinatore dell’Associazione dei Comuni dell’Area Grecanica, arriva con il compito di tenere insieme un territorio ferito e frammentato. Non parla da amministratore colpito in prima persona dall’emergenza, ma da rappresentante di un’area vasta che in questi giorni ha visto intere porzioni di costa e di entroterra finire sotto pressione. «Quello che è successo lungo la jonica non può essere letto come una somma di episodi isolati. È un segnale chiaro: il sistema territoriale così com’è non regge più». Da qui parte la sua analisi, che intreccia protezione delle coste, fragilità infrastrutturale e necessità di una strategia comune per l’Area Grecanica.

L’Area Grecanica ha pagato il prezzo più alto perché, secondo Zavettieri, partiva già da una condizione di svantaggio. Lungomari senza adeguate protezioni, tratti di costa scoperti, infrastrutture incomplete. «I masterplan regionali sulle barriere soffolte mostrano chiaramente che proprio nei nostri comuni mancano pezzi fondamentali. E quando il mare arriva dove il territorio è più debole, il danno diventa inevitabile». Melito, Bova Marina, San Lorenzo, Brancaleone, Palizzi: nomi diversi, stesso copione. A Bova Marina, in particolare, il mare ha inghiottito un tratto intero di lungomare, proprio in corrispondenza delle parti non ancora protette. «Dove le barriere ci sono, l’impatto è stato contenuto. Dove mancano, la costa è stata sventrata».

Fare rete per superare l’emergenza sarà fondamentale. In questo scenario complesso, Zavettieri rivendica il ruolo dell’Associazione dei Comuni dell’Area Grecanica come strumento di raccordo politico e istituzionale. «Io non mi sento un presidente, mi considero un coordinatore. Il mio compito è mettere insieme i sindaci, creare una linea comune, dare più forza alle richieste verso Regione e Governo». L’esperienza degli ultimi giorni ha dimostrato quanto la rete tra amministratori sia diventata indispensabile. Contatti continui, scambio di informazioni, supporto reciproco tra costa e montagna. Perché l’emergenza non ha colpito solo i litorali.

Anche l’entroterra ha fatto i conti con frane, smottamenti e strade interrotte. Roghudi, Bova, Palizzi, Montebello: collegamenti spezzati, viabilità compromessa, comunità isolate. «Il problema della montagna è tanto grave quanto quello della costa. Senza strade sicure non c’è futuro. E senza sicurezza non si può parlare seriamente di contrasto allo spopolamento». Il sindaco di Roghudi lega direttamente la tenuta demografica dei piccoli centri alla qualità dei servizi essenziali. Sanità e viabilità, per lui, sono la vera frontiera della permanenza nei borghi. «Se una persona non si sente al sicuro, se sa che una frana può isolarla per giorni o che l’ospedale è difficile da raggiungere, la prima scelta che farà sarà andare via».

Nei prossimi giorni il confronto entrerà in una fase decisiva. Il 27 è previsto un passaggio istituzionale in Consiglio regionale, mentre il 28 la Regione convocherà i Comuni con interventi di salvaguardia costiera già finanziati ma non ancora realizzati. «Ci sono opere bloccate per problemi burocratici, carenze di personale tecnico, rallentamenti amministrativi. Questa fase deve servire a sbloccare ciò che è fermo e ad accelerare i cantieri». Sul tavolo c’è anche il tema dei ristori alle imprese, in particolare quelle balneari, colpite duramente dalle mareggiate. «Alcune hanno responsabilità, altre no. Ma il dato è che molte attività rischiano di non rialzarsi più. Serve un sostegno immediato, come quello previsto dalla legge regionale del 2010, da rifinanziare».

Nel racconto di Zavettieri emerge una consapevolezza amara ma lucida: l’Area Grecanica non può più permettersi di rincorrere le emergenze. «Oggi siamo ancora nella fase del soccorso e del ripristino minimo. Tra una settimana dovremo già iniziare a programmare. Non farlo significherebbe condannare questo territorio a rivivere lo stesso incubo ogni inverno». La sfida, ora, è trasformare la fragilità in una leva di cambiamento, facendo dell’unità tra Comuni non solo una risposta alla crisi, ma una piattaforma stabile per ripensare il futuro della costa jonica e dei borghi interni.