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04/02/2026 ore 18.24
Politica

Cisgiordania, Lucano contro l’Ue: «Inaccettabile l’inerzia davanti alle violazioni dei diritti umani»

Replica alla risposta dell’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas sulla demolizione della guest house di Operazione Colomba ad At-Tuwani. «Servono misure concrete e vincolanti, non dichiarazioni di principio».

di Redazione
DOMENICO MIMMO LUCANO

«Abbiamo assistito con crescente preoccupazione alle continue violazioni del diritto internazionale umanitario nella Cisgiordania occupata». È una presa di posizione netta quella espressa da Domenico Lucano nella replica alla risposta dell’Alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera Kaja Kallas, in merito all’interrogazione parlamentare sulla demolizione della guest house di Operazione Colomba ad At-Tuwani, nelle colline a sud di Hebron, in Cisgiordania.

Nel documento, datato Bruxelles, 3 febbraio 2026, Lucano denuncia una situazione definita «sempre più grave», segnata da attacchi quotidiani dei coloni contro la popolazione palestinese, demolizioni di abitazioni e infrastrutture civili, espropriazioni di terreni e restrizioni imposte alle organizzazioni umanitarie internazionali. Azioni che, sottolinea, rappresentano «una grave minaccia per la vita e la sicurezza dei civili palestinesi e un chiaro abuso dei principi fondamentali del diritto internazionale».

Secondo Lucano, la risposta finora fornita dalla Commissione europea «non appare adeguata alla gravità della situazione». L’Unione europea, afferma, «non può limitarsi a dichiarazioni di principio», ma deve adottare misure concrete e vincolanti per proteggere la popolazione civile e le organizzazioni internazionali presenti sul territorio.

Da qui una richiesta articolata rivolta alla Plenaria del Parlamento europeo, che viene chiamata a: condannare senza riserve le violazioni dei diritti umani da parte del governo israeliano e dei coloni; sospendere immediatamente l’Accordo di associazione UE-Israele fino alla cessazione comprovata delle violazioni; revocare l’accesso di Israele al programma Horizon Europe e ad altri programmi dell’Unione; imporre sanzioni mirate e durature ai membri del governo israeliano responsabili, comprese il congelamento dei beni e il divieto di ingresso nell’Ue; rafforzare il coordinamento degli aiuti umanitari, garantendo corridoi sicuri e la partecipazione attiva degli Stati membri alle evacuazioni mediche dei civili feriti o malati; monitorare costantemente l’attuazione delle misure, adottando ulteriori strumenti coercitivi qualora le violazioni dovessero persistere.

«La protezione dei civili palestinesi non può essere rinviata – conclude Lucano –. L’inerzia dell’Unione europea di fronte a crimini contro la popolazione civile è inaccettabile».