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09/04/2026 ore 20.01
Politica

Comitati di quartiere, banda musicale e Consulte, la partecipazione prende forma nell’aula Battaglia, ma non mancano le polemiche… in maggioranza

Da Casa Riformista più di una stoccata all’amministrazione degli ultimi dodici anni. Sera disconosce atto votato dalla giunta sulla mappa dei quartieri. Approvata mozione in sostegno dei lavoratori Enel domani in sciopero

di Claudio Labate

La fotografia che ci consegna il Consiglio comunale odierno è quella di una seduta dai toni tutto sommato pacati che registra l’ennesima frattura nella maggioranza su punti di una certa rilevanza che ben si incastrano nella rinnovata cornice istituzionale cittadina che con le prossime elezioni comunali vedrà il ritorno del voto anche per la Circoscrizioni. I Comitati di quartiere, il regolamento della banda musicale comunale, e la Consulta per la legalità, sono di gran lunga i punti più importanti della seduta che proprio nei preliminari ha registrato l’intervento di un deluso Filippo Quartuccio che ha espresso «forte rammarico» per il nulla di fatto registrato in merito al regolamento per l'utilizzo del teatro “Cilea”. L’esponente di Casa Riformista Italia viva contesta il respingimento degli emendamenti in sede di Commissione: «è una scelta politica» tuona Quartuccio che definisce il teatro cittadino un «affittacamere» quando dovrebbe essere un motore della crescita economica e sociale della città. «Quale idea di città vogliamo se non siamo riusciti a fare questo in dodici anni?» si domanda retoricamente il consigliere che in fin dei conti svela quel nervo scoperto all’interno della maggioranza, o a pezzi della maggioranza, che criticano apertamente l’operato di due legislature del centrosinistra. Legittime rivendicazioni che però in una campagna elettorale permanente come quella di Reggio possono suonare come campanelli d’allarme per il sindaco ff e candidato Domenico Battaglia e per la partita che dovrà giocare a fine maggio. Un atteggiamento quello di Casa Riformista che mostra di non voler recitare un copione, che si ripete qualche minuto più tardi con Peppe Sera, Commissario di Casa Riformista, che contesta la delibera di giunta che ha ridefinito la mappa dei quartieri, che entra a pieno titolo nella pratica dei Comitati di quartiere approvata comunque dall’aula.

Prima però è stato Roberto Vizzari (FI) a comunicare che scenderà in campo per le prossime comunali non a Reggio, ma a San Roberto seguendo il suo motto «servire il territorio» visto che è già stato sindaco del centro collinare. L’esponente azzurro definisce l’esperienza di questi cinque anni un percorso di crescita: «il mio impegno per Reggio e l'area dello Stretto – assicura - non si ferma qui».

I preliminari si chiudono quindi con Scordino (La Strada) che pone il problema dei ritardi dei pagamenti degli assistenti educativi che, dice, «svolgono compiti costituzionalmente riconosciuti ma rimasti a Pasqua senza soldi».

È toccato al presidente della Seconda Commissione e capogruppo dem Peppe Marino relazionare sul punto dei Comitati di quartiere, frutto di un lungo lavoro e della collaborazione attiva e propositiva dei cittadini e dei Comitati che hanno proposto il 90% delle modifiche rientranti nel nuovo testo. «La partecipazione è un elemento che arricchisce l'agire dell’amministrazione e colma un ulteriore spazio di quello che vuole essere il nuovo decentramento amministrativo» approvato di recente. Marino definisce i Comitati come «associazioni libere di cittadini che vivono il territorio», fatto da sessanta quartieri, frutto di uno studio identitario dell’amministrazione. «Da giugno – ha concluso Marino - ogni quartiere potrà dotarsi di un Comitato, antidoto per risvegliare dal basso la partecipazione dei cittadini».

Peppe Sera, che ha dovuto superare suoi problemi tecnici da remoto, dapprima rinuncia all’intervento per poi rientrare a gamba tesa, dopo una breve sospensione in aula, nel dibattito: «qual è lo studio e quali i quartieri individuati?» domanda quasi stizzito, accettando in via formale la risposta di Marino che cita la delibera 157 di dicembre 2024, e parla di un «elenco motivato». Sera però non è convinto, annuncia il voto contrario e contesta lo studio del masterplan che «rimane una delibera di giunta e non di Consiglio».

Sul fronte del centrodestra Massimo Ripepi (Ap) annuncia il voto favorevole sottolineando che il processo è arrivato a compimento solo a fine legislatura «per motivi elettoralistici». Parla di «bipolarismo etico e morale» visto che le «Consulte sono state ridotte a brandelli». Un siparietto con il presidente del Consiglio Enzo Marra, definito «il presidente più parziale di Palazzo San Giorgio» chiude la questione.

Giuseppe Giordano, uno dei fautori del regolamento del nuovo decentramento, ha definito quello per arrivare all’approvazione un «processo politico amministrativo costruito e condiviso» che non avviene solo con la modifica del Tuel. «Oggi è una tappa fondamentale, che arriva nella corretta sequenza degli atti, che consentirà ai Comitati, che sono una espressione spontanea del territorio, la piena funzionalità».

Il capogruppo di Forza Italia, Federico Milia, ha accusato la maggioranza di aver agito in solitudine su una proposta importante e fondamentale. Annuncia, come Cannizzaro, che si dovrà intervenire sul sistema elettorale pensato per le Circoscrizioni, che non consente partecipazione. Annuncia il voto favorevole per «ridare vita ai quartieri e alle loro identità».

Rientra nel dibattito anche Quartuccio che parla questa volta favorevolmente di «scelta politica chiara» insistendo però sui ritardi. Alla fine saranno 20 i voti favorevoli.

Per la banda musicale ha relazionato Marcantonino Malara definendo l’atto in discussione «una novità per la città ma anche un ritorno alla tradizione». Ha presentato quindi il regolamento, composto da dodici articoli, che prevede la selezione dei musicisti – attraverso una short list messa a disposizione del Maestro – indicando anche una serie di festività che vedranno all’opera proprio la banda.

Il dinamico Quartuccio, per l’occasione molto polemico, vota a favore - «perché ci teniamo» dice – ma si raccomanda col sindaco Battaglia di «astenersi dal lancio di avvisi pubblici» che stonerebbero con la campagna elettorale. «Il regolamento – ha poi concluso - dà strumenti concreti, ma è solo il punto di partenza».

Come detto, approvata anche la proposta di modifica del Regolamento di attuazione degli istituti di partecipazione popolare per l’istituzione della Consulta per la Legalità.

Il Consiglio comunale ha inoltre dato via libera all’unanimità alla risoluzione relativa alla vicenda dei lavoratori operanti nel Customer care Enel: si tratta di circa 1000 lavoratori nella regione, dei quali 300 in servizio a Reggio Calabria, a cui il civico consesso ha espresso totale sostegno, opponendosi fermamente a ogni procedura che eluda la clausola sociale o violi il principio di territorialità della sede di lavoro, impegnando sindaco e Giunta alla costituzione di un tavolo di confronto con gli enti competenti e a coinvolgere la Regione Calabria per l’apertura di una vertenza regionale, oltre che il Governo per l’apertura di un tavolo nazionale.

Altro punto all’ordine del giorno approvato è quello riguardante l’istituzione della Commissione speciale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni di odio, con il relativo regolamento.

Approvata all’unanimità anche la mozione, proposta dalla comunità bahà’ì di Reggio Calabria, per il conferimento della cittadinanza onoraria a Fariba Kamalabadi e Mahvash Sabet, considerate a livello internazionale figure simbolo delle donne e dei giovani che lottano per la libertà in Iran.

Il Consiglio comunale, infine, ha dato via libera all'unanimità all’atto di indirizzo che demanda al sindaco il compito di farsi promotore di tutte le azioni necessarie, presso le competenti sedi istituzionali, mirate all’avvio della procedura di modifica della disciplina sull’origine del codice doganale, in particolare attraverso la revisione dell’articolo 60 del Regolamento Ue n. 952/2013. Lo scopo è l’esclusione dei prodotti agricoli dall’ambito di applicazione al fine di prevedere quale esclusivo criterio di individuazione dell’origine di tali prodotti l’indicazione del luogo di provenienza di cui al Regolamento Ue n. 1169/2011, per garantire la trasparenza e la corretta informazione ai consumatori.