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17/06/2025 ore 11.00
Politica

Commissione Periferie a Reggio, Roschetti (M5S): «Arghillà, un simbolo estremo di abbandono istituzionale»

La rappresentante del GT del M5S ha accompagnato l’onorevole Antonino Iaria durante il giro nei quartieri
di Redazione

«Si è tenuto ieri un incontro della commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e lo stato di degrado delle città e delle loro periferie. Reggio Calabria ha quartieri che gridano giustizia. Ma Arghillà è un’altra cosa: non è solo un’area in difficoltà, è un simbolo estremo di abbandono istituzionale. Qui si parla di palazzine senza luce, né fogne, né acqua, scuole inesistenti, criminalità organizzata, minori fuori da ogni percorso educativo, roghi perenni di discariche abusive dove trovi di tutto, da organico a scheletri di automobili a pneumatici a elettrodomestici. Un luogo di morte da avvelenamento ambientale! Un vero “non-luogo” urbanistico e sociale, che chiede un’azione straordinaria, fuori dall’ordinario. Il tutto in una situazione surreale di pericolo imminente per l’alto tasso di criminalità residente. Qui occorre l’inimmaginabile, qui c è bisogno dell’azione sinergica di Stato, Regione, Comune, Chiesa, Forze dell’ordine, associazioni e movimenti, e Dio sa cos’altro tale è la gravità della situazione». Così la rappresentante del GT del M5S di Reggio Calabria, Giovanna Roschetti, come collaboratrice dell’onorevole Antonino Iaria (M5S) ha accompagnato la commissione in un viaggio tra le periferie cittadine. Da Arghillà a rione Modena-Ciccarello passando per rione Marconi.


«Diverso, ma non meno urgente, è il quadro di Rione Marconi, Via Ciccarello e Rione Modena: quartieri feriti ma ancora vivi, dove il tessuto sociale resiste grazie a scuole, parrocchie, comitati e realtà del volontariato che lavorano ogni giorno per ridare dignità, bellezza e sicurezza.

In questi quartieri esistono già esperienze di rigenerazione dal basso: patti civici, laboratori scolastici, doposcuola gratuiti, orti urbani, poliambulatori solidali. Non si parte da zero. Ma serve continuità, condivisione e attenzione.

La prima cosa da fare è sviluppare queste buone pratiche già in corso, garantendo tre condizioni chiare:
1. Finanziamenti stabili e vincolati alla rigenerazione urbana e sociale, con risorse pluriennali e monitoraggio pubblico dei risultati.
2. Riconoscimento formale delle reti civiche attive: i comitati di quartiere, le associazioni e i centri educativi devono essere parte integrante della governance locale, non semplici destinatari di fondi una tantum.
3. Un nuovo modello urbanistico per superare la ghettizzazione: Arghillà va rifondata, con un piano speciale che preveda anche decongestionamento abitativo, nuovi servizi e mix sociale e delocalizzazioni nuclei familiari

Non si tratta solo di riqualificare. Si tratta di ricostruire fiducia, cittadinanza e futuro.
Chi vive in questi quartieri non chiede carità, ma rispetto
. E il rispetto si misura in atti concreti, in risorse vere, in alleanze durature tra comunità e istituzioni.

Noi come Gruppo Territoriale del movimento 5 stelle, attenti da sempre ai bisogni dei cittadini, vigileremo affinché la situazione cambi e al nostro Sindaco diciamo che può contare sulla nostra piena collaborazione per una risoluzione della questione periferia degradata».