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02/11/2023 ore 20.30
Politica

Comune di Reggio, Falcomatà alle prese con il rebus del Pd

Per ripristinare l'equilibrio tra politica e burocrazia pronti cambiamenti radicali anche per i dirigenti
di Gabriella Lax

Sono giorni di silenzio. Dopo una settimana, come da premessa per la giunta Falcomatà, nulla si muove almeno alla luce del sole. Un silenzio tranquillo, spezzato solo da sussurri e conati ormai di rassegnazione di assessori che hanno capito di essere a fine mandato. E che purtroppo dovranno rassegnarsi a perdere i corposi stipendi pronti a lievitare ulteriormente dal prossimo gennaio.

Le certezze

Ha avuto molti mesi Giuseppe Falcomatà per pensare e osservare, al netto delle relazioni richieste alla giunta e ai dirigenti, le idee le ha ben chiare. E anche i piano “B” in caso di no. Qualcuno dei quali è stato già incassato. Le certezze da cui riparte il sindaco sono i preziosi collaboratori, le colonne su cui in qualche modo, l’amministrazione comunale ha cercato di reggersi in questi due anni: Paolo Brunetti e Carmelo Versace che si assicurano, con la conoscenza chiara dei loro dossier aperti (Brunetti sempre più lontano da Italia viva ma in quota Falcomatà e Versace blindato da Azione) rispettivamente al Comune e in Metrocity, i posti da vicesindaco. A loro si aggiungono due assessori che saranno scelti per il Pd e un altro per i Dp. Chi c’è al momento non dovrà litigare o sgomitare per mantenere una posizione perchè per decisione coerente dovrebbero tutti andare a casa. Via tutti, senza esclusione di colpi.

Un tabula rasa che consentirebbe al sindaco di assumersi tutta la responsabilità delle decisioni da prendere. Lo schema ben chiaro di chi ci sarà Falcomatà non può non averlo. E il passo successivo sarà la condivisione coi partiti.

Il Pd

La sera della decisione della Cassazione il sindaco Falcomatà ha ricevuto le congratulazioni da tutte le teste di serie del Pd nazionale, da Bonaccini a Schlein. In quei minuti dovrebbe essere arrivato anche un messaggio di Matteo Renzi. Da Italia viva locale invece nemmeno una parola.

Una decisione quella dei giudici della Suprema corte che, a dispetto dei due anni persi, lo vede uscire rafforzato come politico e con maggior potere. È per questo che il confronto arriverà coi vertici, primo fra tutti il senatore Nicola Irto, per la scelta dei 2 nomi degli assessori comunali.

Resta in attesa il Pd locale, che non può fare altro. Un Pd che ha patito non poco in questi anni delle scelte dei due vice di partiti differenti e che ora, impegnato a costruire un saldo gruppo, vorrebbe essere partecipe per fare squadra. Sicuramente ci sono grandi aspettative, questo trapela, come anche il fatto che calma e riservatezza, in questo momento, non possono che far bene.

Il Pd al Comune ha una situazione da risolvere: un consigliere che non c’è più, perchè ha ufficializzato il passaggio al gruppo misto, Antonino Castorina. La consigliera Teresa Pensabene che seppur con più voti rispetto a Franco Barreca è uscita. Perchè la nomina di quest’ultimo è avvenuta con tutti i crismi. Toccherà all’ex consigliera decidere se far ricorso perchè democraticamente più votata oppure no.

I numeri della maggioranza

Nell’ottica di un riequilibrio per mantenere i numeri della maggioranza pare che il sindaco abbia chiesto a Saverio Anghelone (Noi moderati) di fare un passo di lato, che consentirebbe a Gianluca Califano (uscito per il rientro di Anghelone) di rimanere col centrosinistra. Passo indietro compensato da un cambio che vedrebbe l’ingresso in giunta (Attività produttive) di una persona di fiducia di Anghelone. La prima indiziata sarebbe la sorella, Serena, che però sembra non essere interessata. Quindi o si trova l’assessora (dovrà essere una donna) oppure salta tutto il movimento.

Cambio ai vertici per i dirigenti

E poi c’è la macchina amministrativa. Esattamente quella a cui Carmelo Versace aveva ripetutamente tirato le orecchie in consiglio comunale, chiedendo la presenza nel corso della civica assise. Quella che, nonostante ciò, nell’ultimo periodo, complici le situazioni contingenti (leggi questione Reggina) si è trovata a portare avanti la routine quotidiana senza alcun controllo. Ora però il sindaco è tornato e non si esclude che certi equilibri saranno ristabiliti: è la politica che dà l’indirizzo e i burocrati lo perseguono. E non il contrario. Non un taglio di teste, ma cambiamenti radicali nei settori sono d’obbligo per ripristinare ordine.