Sezioni
19/08/2026 ore 18.00
Politica

Comune Reggio, nel 2026 in aumento la riscossione della Tari ma il 2025 si è chiuso con oltre 300 milioni di entrate tributarie ancora da incassare

Il dirigente del settore Finanze e Tributi, Franco Consiglio, durante la sua disamina propedeutica alla recente approvazione del rendiconto 2025 dell’Ente da parte del Consiglio comunale, si è soffermato sulla situazione dei residui attivi dell’Ente. Rilevante l’evasione di Tari e Imu e lento, ma con segnali di miglioramento, il recupero

di Anna Foti

Sono prevalentemente crediti derivanti da evasione della Tari e dell’Imu, le partite iscritte in bilancio sotto la voce dei Residui attivi (somme di denaro accertate ma non ancora incassate alla chiusura dell'esercizio finanziario) relativi alle entrate tributarie. Dunque ancora c’è molta evasione, con cittadine e cittadini che non pagano i tributi, e lenta è la riscossione di questi crediti del comune di Reggio Calabria.

Si è mostrato, tuttavia, ottimista il dirigente del settore Finanze e Tributi, Franco Consiglio, che in occasione dell’ultimo Consiglio comunale, il primo operativo dell’amministrazione Cannizzaro, durante la sua disamina propedeutica all’approvazione del rendiconto 2025 dell’Ente, ha dettagliato questa voce del bilancio dell’Ente comunale ascritta alla gestione dei residui attivi, riferendo di alcuni segnali di miglioramento che farebbero ben sperare.

Entrate tributarie e il balzo della Tari

«A gennaio 2025 i residui attivi relativi alle entrate tributarie ammontavano a oltre 331 milioni di euro. Nell’anno sono stati incassati oltre 20 milioni di euro e alla fine del 2025 rimangono ancora da oltre trecento milioni di euro. Ma ci sono anche dei segnali di miglioramento sull’incasso della Tari ordinaria. Il Fondo crediti di esigibilità, la cui contrazione è altro obbligo del Comune verso lo Stato per il piano di risanamento dei conti, nel 2025 grazie alla Tari è stato ridotto di oltre 2 milioni e 300 mila di euro, dunque del 27%. Una riduzione resa possibile dall’attivazione di procedure di riscossioni che hanno migliorato la posizione del 22% nel quinquennio 2021-2025 rispetto al precedente 2016-2020», ha spiegato ancora il dirigente Franco Consiglio che si è poi soffermato su un altro dato positivo rispetto alla Tari.


«Le azioni poste in essere, a seguito dell’accordo con lo Stato, relativamente agli atti trasmessi all’Agenzia delle entrate per la fase coattiva consentono già oggi di registrare un dato importante. L’anno scorso noi abbiamo incassato complessivamente oltre due milioni seicentomila euro rispetto a tutte le partite che erano previste presso l’agenzia delle entrate riscossione. Nel primo semestre di questo 2026 abbiamo raddoppiato e siamo già a cinque milioni di euro di incasso, superando, dunque, del 100% il valore del consolidato nel 2025. Dato che fa ben sperare. Rispetto alla riscossione di quei residui di oltre trecento milioni di euro che ancora abbiamo da incassare, ci aspettiamo risultati anche dai due provvedimenti di deflazione adottati. Abbiamo infatti aderito alla definizione agevolate per ridurre la pressione fiscale sui contribuenti. Questo dovrebbe consentirci di incrementare riscossione dei tributi».

Non solo tributi da riscuotere

Il dirigente ha poi indicato la quantificazione delle entrate extratributarie ancora da incassare, pari a 274 milioni di euro. Indicati tra le voci i crediti pregressi del servizio idrico (già in fase coattiva), adesso in capo a Sorical, e partite relative alla depurazione, segmento ancora in capo al Comune. «Da riscuotere di sono anche 44 milioni di euro di multe e 7 milioni e 500 mila euro di fitto di alloggi popolari. Da questo punto di vista gli Uffici garantiscono crediti, che però ancora non siamo riusciti a riscuotere».

Quest’ultimo importo discende dalle ataviche criticità legate all’anagrafe degli alloggi popolari di proprietà del Comune sul territorio di competenza. Si confida, nell’interesse dei conti e della cittadinanza che gli Uffic garantiscano il credito e l’avvio delle procedure di recupero di questi fitti nei confronti degli effettivi assegnatari di alloggi popolari inadempienti.

L'obbligo di accantonamento per non imputare spese

Residui attivi che incidono sul bilancio e che ricadono nell’accantonamento contabile obbligatorio previsto per preservare gli equilibri finanziari e a non impegnare somme basate su entrate non ancora incassate, dunque non ancora di fatto disponibili, nonostante i titoli di credito.

«A fronte di queste partite da riscuotere, nel nostro risultato di Amministrazione, abbiamo dovuto accantonare quasi 558 milioni di euro del fondo crediti di esigibilità. Una situazione che può migliorare solo con la riscossione o con la cancellazione dei crediti dal bilancio», ha spiegato infine, esaurendo questo aspetto del bilancio nella sua articolata disamina nell’aula Pietro Battaglia di palazzo San Giorgio, il dirigente del settore Finanze e Tributi del comune di Reggio Calabria, Franco Consiglio.