Concorsi pubblici alla Città Metropolitana, il centrodestra attacca: «Tempistiche sospette, intervenga la Guardia di Finanza»
«Una gestione opaca e pericolosa, che rischia di strumentalizzare il bisogno di lavoro in vista della campagna elettorale»: è questa la posizione espressa dal centrodestra reggino nel corso della conferenza stampa tenutasi oggi a Palazzo San Giorgio. Al centro delle critiche, i concorsi pubblici indetti dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, per i quali i consiglieri comunali del centrodestra hanno formalmente chiesto l’intervento della Guardia di Finanza.
Il punto di partenza è il numero dei posti messi a bando: 75, a fronte di un fabbisogno – secondo gli esponenti d’opposizione – «ben più ampio». Una scelta che lascia aperti molti interrogativi. «Perché non procedere con un concorso che coprisse davvero le esigenze dell’ente? Forse perché le risorse sono state dirottate su altri fronti, come l’ampliamento abnorme degli staff politici», ha dichiarato Neri.
Ma il nodo più delicato riguarda le tempistiche: «Indire prove e assunzioni a dieci mesi dalle elezioni – ha incalzato Ripepi – significa alimentare sospetti, soprattutto in una terra affamata di lavoro. Anche solo la promessa di un posto può spostare voti, ed è inaccettabile che la pubblica amministrazione venga usata come leva politica».
A preoccupare è anche il metodo di selezione. «Non è chiaro chi gestirà le prove, se sarà un soggetto esterno o l’Ente stesso – ha sottolineato Milia –. Né si comprende perché non si sia coinvolto Formez, come fatto dalla Regione Calabria». Inoltre, la valutazione dell’orale, con ben 30 punti assegnabili, è stata definita «eccessivamente discrezionale» e potenzialmente in grado di alterare le graduatorie finali.
Sul punto è intervenuto anche Mario Cardia, che ha richiamato i precedenti concorsi del Comune: «Ricordiamo i disagi legati alle prove online, che hanno escluso molti candidati. Anche oggi, nei documenti pubblicati dalla Città Metropolitana, non c’è chiarezza sulle modalità di svolgimento delle prove né su chi le gestirà. Questo silenzio non è accettabile».
Il clima si è fatto ancora più teso quando Massimo Ripepi ha denunciato quelli che definisce «precedenti gravi» nei concorsi passati. «Nel concorso del Comune – ha affermato – hanno vinto parenti di assessori e stretti collaboratori politici. Oggi, a meno di un anno dalle elezioni, ci troviamo con un nuovo bando che verrà espletato nel pieno del semestre bianco. È un’anomalia enorme, che rischia di trasformarsi in uno strumento elettorale».
Il consigliere ha poi puntato il dito contro l’amministrazione Falcomatà: «Sta usando soldi pubblici per iniziative a evidente ritorno elettorale, ignorando i veri problemi della città – ha detto –. Nulla si muove sui contatori dell’acqua o sugli immobili abbandonati, ma si moltiplicano gli eventi pubblici e gli annunci».
Nel mirino anche l’ufficio stampa del Comune, definito senza mezzi termini da Ripepi «un ufficio di mistificazione della realtà». E ancora: «Colorano di bianco ciò che è nero. Ma questa volta non ci stiamo. Abbiamo inviato una lettera alla Guardia di Finanza – chiude – per chiedere vigilanza e controllo. Per noi, ormai, è scattato l’allarme rosso».