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11/04/2026 ore 09.47
Politica

Congresso regionale Giovani Pd, Mazzone: «La sfida è passare da cittadini passivi a utenti sovrani delle tecnologie»

La segretaria Pd di Gioiosa Ionica: «È questo il messaggio e l’auspicio che mi piacerebbe mandare soprattutto ai Giovani Dem che domenica eleggeranno i propri organismi»

di Redazione

«Si dice che a sinistra siamo bravi a fare le analisi delle sconfitte. Forse è vero, è importante infatti esaminare accuratamente le cause che provocano il fallimento di un progetto politico, di una veduta, di una proposta. In egual misura e con lo stesso rigore, a mio avviso, è utile individuare e potenziare i punti di forza che fanno presa sull’elettorato e mettere a frutto il consenso.

La vittoria del No – commenta Marta Mazzone, Segretaria Pd Gioiosa Ionica – al referendum del marzo 2026 non è stata solo una bocciatura tecnica della riforma della giustizia Meloni-Nordio, ma rappresenta l’inizio di una nuova stagione politica in Italia. Questo risultato ha difatti ricompattato le opposizioni, ha mobilitato una vasta rete di associazioni, sindacati e comitati nella società civile, pronti a dare il proprio contributo per un’alternativa credibile, ma soprattutto ha interrotto bruscamente un ciclo di affermazione elettorale delle destre che sembrava inarrestabile, rompendo l’incantesimo dell’uomo (o della donna) solo al comando e spostando l'asse del dibattito pubblico su nuovi binari.

È da qui che parte la mia riflessione, che vuole essere un contributo di idee e di spunti per il futuro della nostra comunità politica.

Il primo dato, che voglio sottolineare, è che il referendum costituzionale del 22-23 marzo 2026 sulla riforma della giustizia ha fornito una prova empirica sul fatto che l'astensionismo non è un destino ineluttabile (l'affluenza definitiva ha sfiorato il 59%), ma una scelta che viene superata quando i temi toccano corde profonde dell'identità civile e democratica. Il fatto che gli elettori, dunque, votano se coinvolti non si è rivelato solo un’attardata rievocazione di tempi andati, ma un dato pienamente attuale, che fa emergere il desiderio dei nostri concittadini di essere chiamati a decidere del proprio futuro in maniera netta e su una chiara piattaforma programmatica.

Il tentativo maldestro di stravolgere l'architettura costituzionale, senza garantire in cambio una giustizia più rapida ed efficace, è stato percepito dal popolo come non risolutivo, inutile ed è stato di conseguenza bocciato.

Questa ondata di dissenso è stata trainata da segmenti ultimamente distanti dalla politica: i giovani, che sono stati il motore del No, risultando essere la fascia d'età più attiva dell’elettorato con un'affluenza che ha toccato il 67%, smentendo di fatto il mito di una Generazione Z disinteressata e apatica; e il Mezzogiorno, che ha espresso una contrarietà compatta che rappresenta la volontà di mantenere un ordine giudiziario forte e indipendente, percepito come essenziale per la tenuta democratica di territori socialmente fragili.

L'elettore non è dunque pigro, ma selettivo, pronto a riprendere possesso della propria sovranità, trasformando il seggio in uno strumento di difesa.

Alla luce di ciò, a mio avviso, è utile chiedersi: in qualità di classe dirigente del Partito Democratico e più in generale in qualità di militanti del centro-sinistra, come valorizzare i segnali che questo voto referendario ci ha fatto arrivare?

Prioritariamente – prosegue Marta Mazzone, Segretaria Pd Gioiosa Ionica – occorre prendere atto che capitalizzare questo voto significa trasformare una mobilitazione elettorale episodica, che ha visto i circoli in modo capillare sui territori, in un’azione politica sempre più frequente e strutturata.

Puntiamo su un’agenda tematica chiara, innovativa, anche coraggiosa quando serve, sviluppiamo proposte concrete e soluzioni lineari, sollecitiamo i nostri rappresentanti politici nelle istituzioni ad ogni livello affinché siano fieri portavoce del nostro sentire comune.

Come lo facciamo?

Prioritariamente stando assieme, provando a raggruppare tutte le forze progressiste e socialdemocratiche e tenendo unite le varie sensibilità che si riconoscono nella nostra identità valoriale.

Accanto agli strumenti tradizionali che utilizziamo da sempre quali comizi nelle piazze, volantinaggi, porta a porta, banchetti, note stampa, manifesti, che sono e restano mezzi efficaci di contatto diretto con il territorio (guai a pensare possano essere sostituiti!), si rende, a mio avviso, necessario al fine di intercettare una base sempre più ampia, l’utilizzo di nuovi linguaggi e canali innovativi che ci aiutino ad allargare gli orizzonti della comunicazione.

Assieme ai “classici” social network che consentono un’interazione costante e disintermediata fra le figure politiche di tutti i livelli e gli elettori, purtroppo ridotti troppo spesso a destinatari di slogan e messaggi banalizzati, potremmo sperimentare l’uso consapevole del social listening che analizza gli umori e gli orientamenti dei cittadini in rete per capire cosa li preoccupa e cosa potrebbe catalizzare il loro interesse; dei podcast che permettono l’approfondimento delle tematiche, contrastando la tendenza antipolitica e ultra-semplificatrice alla polarizzazione; delle piattaforme di E-Democracy che rendono possibile agli iscritti di interagire in tempo reale; delle Hackathon Istituzionali, dove giovani sviluppatori e data scientist collaborano con le amministrazioni per creare soluzioni a problemi pubblici; dei simulatori di policy che permettono agli utenti di provare a governare una città o uno stato, visualizzando immediatamente le conseguenze economiche e sociali delle loro scelte.

Questo e molto altro, purché ci consenta di arrivare a più persone possibili.

In un mondo dominato dall’incertezza – prosegue ancora Marta Mazzone, Segretaria Pd Gioiosa Ionica – e dalla rapidità con cui cambiano gli scenari, la politica italiana appare sempre più lenta, vecchia, appesantita, fasciata, mossa quasi unicamente dall’autoconservazione, potrei dire analogica per usare un linguaggio tecnologico. Serve, secondo me, volendo continuare a usare lo stesso registro semantico, fare uno switch che la renda più accessibile, immediata, centrata sui contenuti e capace di approfondire, consapevolmente digitale.

La sfida centrale a cui siamo chiamati e che deve trovarci pronti è passare da cittadini passivi sfruttati dall'algoritmo a utenti sovrani che usano la tecnologia come moltiplicatore di capacità.

È questo il messaggio e l’auspicio che mi piacerebbe mandare al centro-sinistra, al Partito Democratico del quale mi onoro di far parte e soprattutto ai Giovani Democratici della Calabria che domenica concluderanno la fase congressuale regionale con l’elezione dei propri organismi.

Siete giovani, siete democratici, siete il futuro che non chiede il permesso!

Aiutateci ad ascoltarvi, sfruttiamo la tecnologia, usiamo gli strumenti che più sentite affini per accorciare le distanze, per dare voce a chi studia fuori dalla Calabria e vorrebbe tornare per offrire un contributo alla crescita economica e sociale della nostra Regione, lavorando in ambiti a forte contenuto di innovazione e rendendo la macchina pubblica più veloce e più giusta.

Essere consapevoli oggi significa capire che dietro ogni algoritmo c'è una scelta politica. Riprendiamoci il diritto di fare quelle scelte», conclude Marta Mazzone, Segretaria Pd Gioiosa Ionica.