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26/05/2026 ore 06.30
Politica

Cuore, testa e strategia: Cannizzaro vince su tutti i fronti e manda in pezzi il campo largo

Il nuovo sindaco di Reggio Calabria fa numeri straordinari, schianta i suoi avversari politici, e candida Reggio a laboratorio politico nazionale. Battaglia, troppo solo, paga la poca consistenza degli alleati e anche le faide interne ai dem.

di Claudio Labate

«Sono Francesco Cannizzaro e a quanto pare, da qualche minuto, sono il sindaco di Reggio Calabria». L’orologio segnava ancora qualche minuto prima delle 19 quando il nuovo primo cittadino, ha raggiunto a piedi la sede del Comitato elettorale. In una sorta di scena da film western, Francesco Cannizzaro avanzava attorniato da chi ha atteso il momento giusto, insieme a lui nella sua abitazione poco distante, per farsi vedere. La squadra, come ama chiamarla lui, è fatta di amici e colleghi. C’è Roberto Occhiuto che aveva anticipato il suo arrivo a Reggio via social, e c’era anche il presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo. C’era Gianni Arruzzolo, e i consiglieri regionali metropolitani. Quasi a voler rappresentare plasticamente la continuità di un colore, quello azzurro di Forza Italia, tra il Parlamento, il governo regionale della Cittadella, palazzo Campanella ed ora Palazzo San Giorgio.

La gente lo acclama. Gli riconosce la forza elettorale, i numeri straordinari che in questi anni ha fatto maturare con la sua attività politica. Reggio insomma gli ha accordato la fiducia che ha chiesto in campagna elettorale. Lui, sembra essere meno emozionato delle precedenti uscite. Quasi in una fase di self control. Evidentemente conscio della massa di voti che lo divide dal suo principale antagonista che trasformano lo slogan “adesso Reggio” in “adesso sindaco”. Tanto che il suo amico Roberto, ridendo, esclama: «Li hai capottati».

Il dato è ancora in evoluzione (lo è di certo nel momento in cui viene scritto questo articolo), ma a senso unico. Si tratta di un parziale che ha le sembianze di una sentenza per il centrosinistra e il Partito democratico che guardando i numeri (sempre parziali) si è accollato il peso della competizione, ricevendo in risposta una sonora bocciatura alle urne. Figlia sicuramente della evidentemente profonda ferita lasciata da dodici anni di alti e bassi, amministrativi e politico-partitici, dominata da scontri latenti che sono serviti solo ad indebolire il partito. Il campo largo, poi, non decolla, anzi stringe la pista e impone una riflessione rigorosa tra i partiti che lo compongono che, al di là delle dichiarazioni di facciata, non si sono fatti trovare pronti, e uniti, nel momento in cui serviva difendere la città più grande della Calabria. Troppe divisioni, troppe incomprensioni e prese di posizione, a scapito di Mimmetto Battaglia che ha lottato come un leone fino all’ultimo. A volte snaturandosi. Ecco perché i signori delle segreterie e dei campi larghi, anche gli assenti ingiustificati – vedi Movimento 5 stelle ancora non in grado di formare una lista propria – dovrebbero arrossire davanti alla generosa prova offerta dal candidato sindaco che ha dovuto cambiare strategia durante una campagna elettorale condotta un po' troppo in solitudine, e con pochi sponsor nazionali disposti a metterci la faccia.

Francesco Cannizzaro, invece, ha eseguito tutto in maniera perfetta. Ci ha messo anima e cuore sui palchi, qualche emendamento al posto giusto, e una speranza da coltivare, per i suoi, e per i delusi del centrosinistra. Il nuovo sindaco di Reggio Calabria si è imposto mettendo in pratica una strategia comunicativa impeccabile, riuscendo, come le squadre che guardano all’obiettivo più che al tornaconto dei singoli, a soffrire anche nei momenti in cui la polemica sembrava poterlo indebolire. E invece, la polemica l’ha rafforzato, lo ha reso più umano ma non vulnerabile, che frecce al suo arco ha dimostrato di averne anche lui tante. Sul piano politico poi l’ormai ex parlamentare portando con sé Azione in quest’avventura a Palazzo San Giorgio può riaprire un discorso di allargamento al centro che ha già vissuto una stagione con la prima Regione di Occhiuto. Una ribalta di rango nazionale dunque che candida Reggio a laboratorio politico per l’immediato futuro.

Guardando poi al risultato delle liste, i parziali vedono Cannizzaro sfidare se stesso, visto che tra Forza Italia e Cannizzaro sindaco c’è un testa a testa appassionante. Da qui un carico in più di responsabilità per lui che vuole anche vestire i panni del «più bravo sindaco della storia di Reggio Calabria». La sfida del governo di Reggio resta ardua per chiunque, ma è più dolce per chi può contare su una investitura di questo genere, proveniente dalle urne. Cannizzaro dovrà metterci tutto se stesso e dovrà necessariamente avvalersi di una squadra forte e competente come ha promesso. I segnali che vengono dal voto dimostrano che intanto c’è una coalizione forte, granitica, che ha fatto tesoro degli errori del passato e che si impone con un 70% che la dice lunga sulla maniera in cui si è affrontata la campagna elettorale.

Insomma la vittoria è una vittoria piena, inequivocabile e per certi versi inappellabile da quel tribunale del centrosinistra che continua a discutere, ma di sentenze elettorali.