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26/03/2026 ore 20.20
Politica

Da Piazza Duomo ai "10 passi per Reggio Calabria", gli step di Cannizzaro verso la candidatura: «Ho un sogno realizzabile per la città»

Lascia Montecitorio per dedicarsi alla città che ama. Le strategie, comunicative e non, del segretario regionale di Forza Italia che si è preso la coalizione di centrodestra

di Claudio Labate

E venne il giorno del centrodestra. Dopo settimane in cui non si è fatto altro che parlare di candidature e di nomi più o meno appetibili, che hanno alimentato l’attesa per l’annuncio, Francesco Cannizzaro ha sciolto le riserve tramutando in realtà quanto detto nell’ottobre 2025, quando dal palco di piazza Duomo diede la sua ampia disponibilità a indossare la maglietta amaranto. Era l’immediato post elezioni regionali che videro il trionfo di Roberto Occhiuto per la seconda volta scelto dai calabresi quale presidente della Regione. Coi numeri registrati alle urne e il vento in poppa, la coalizione compatta e unita, diede forza a quella che ancora poteva apparire come una golosa proposta per il popolo del centrodestra.

Da lì in avanti la strategia, anche comunicativa, di Cannizzaro ha previsto alcuni passaggi fondamentali. Intanto mai come in questi mesi Palazzo Campanella si è aperto, diventando funzionale, alla città che attende anche di riappropriarsi dell’auditorium Calipari, il cui bando per la ricostruzione è stato già avviato. Un modo anche di comunicare alla città lo stretto legame con l’istituzione regionale, che di questi tempi non guasta e che è guidata da Salvatore Cirillo che, grazie alla forza elettorale del segretario regionale azzurro, ha sfondato il tetto delle 19mila preferenze.

D’altra parte quello del seguito elettorale di Cannizzaro è un tema accuratamente studiato dal deputato stesso che ha puntato in questi anni a costruire e a fidelizzare un’ampia rete di amministratori sparsi sul territorio della città metropolitana, ma più in generale regionale, riesumando anche una stagione di Congresso per gli azzurri calabresi, e organizzando diversi punti stampa con diversi Ministri in occasione della presentazione di questa o quella iniziativa.

Anche questo serviva per testimoniare l’ampia rete di relazioni che il neo candidato a sindaco di Reggio ha intessuto in questi anni a Roma. D’altra parte, con i suoi modi esplosivi e coinvolgenti, Cannizzaro, membro della segreteria nazionale, è ben voluto da tutta la pattuglia forzista in parlamento, che lo teme per la sua caparbietà, dimostrata in occasione dell’elaborazione dei diversi emendamenti che sono valsi milioni di euro per la città. Ed è così che la carriera politica di Cannizzaro si è evoluta a Montecitorio, dove oltre a ricoprire il ruolo di vice capogruppo alla Camera è componente della Commissione Bilancio e della Commissione Semplificazione.

La domanda, avrebbe detto qualcuno in televisione, nasce spontanea: perché rinunciare ad una carriera parlamentare lanciatissima per candidarsi a sindaco della città? La risposta in qualche moda l’ha data lui, e in parte gliel’ha fornita la città, non tanto nelle elezioni amministrative o politiche, ma soprattutto col risultato del referendum sulla giustizia, che ha fatto di Reggio l’unica roccaforte del Si di una Calabria e di un sud Italia che ha bocciato la riforma proposta dal governo di centrodestra. Qui, nella Città Metropolitana, il si ha resistito, e si è trasformato in un dato che molti hanno interpretato anche come indice di gradimento della persona e del candidato.

Nel frattempo Cannizzaro si era preparato il terreno, sempre in virtù di quella strategia, anche comunicativa di cui sopra: prima presentando al cospetto degli alleati un programma in dieci punti, ognuno dei quali ulteriormente declinato, che abbraccia tutti gli ambiti – tecnico-amministrativi e ludici – del governo della città; poi, a due giorni dalle elezioni primarie del centrosinistra, facendo diffondere la nota con cui la coalizione gli consegna sostanzialmente le chiavi della città, conferendogli ufficialmente il compito di indicare il candidato sindaco; infine, in compagnia dell’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo, presentando l’ulteriore ghiotta opportunità per la città di Reggio che si farà teatro con il suo Lungomare di una edizione reggina di “Vinitaly and the city”.

«Io – disse proprio presentando il programma azzurro - sogno una Reggio per come l'abbiamo raccontata e posso assicurare che questo sogno non è irrealizzabile, questo sogno è realizzabile, perché noi non siamo secondi a nessuno, abbiamo la forza, abbiamo la capacità, abbiamo l'autorevolezza a Roma, a Bruxelles, abbiamo l'autorevolezza in ogni sede istituzionale che conta per attrarre investimenti e attenzioni. L’abbiamo dimostrato in questi anni».

Adesso, per Cannizzaro, è arrivato il momento di passare dalle idee alla realtà.