Dal presidio di Grotteria all’assemblea Pd: «Ci sentiamo ignorati, la politica metta i piedi nella realtà»
L’intervento dell’autotrasportatore Francesco Catalano sul palco dem: «Tra accise, crediti di imposta azzerati e costi insostenibili non possiamo più lavorare a perdere. Spero che qualcuno porti la nostra voce in Parlamento»
Un invito inatteso e la scelta di metterci la faccia. Francesco Catalano, camionista con oltre trentacinque anni di strada alle spalle, è salito direttamente dal presidio di protesta di Grotteria al palco dell'Assemblea Nazionale del Partito Democratico, accogliendo l’invito del sindaco di Siderno Mariateresa Fragomeni e del segretario Nicola Irto. «Sono qui per caso», ha esordito Catalano di fronte alla platea dei democratici. «Ieri stavamo protestando insieme a centinaia di colleghi a Grotteria. Durante la protesta, una delegazione del Pd è venuta ad ascoltarci e ci ha offerto questo spazio. È stato l’unico partito a presentarsi al nostro presidio».
Un intervento duro, senza fronzoli o toni di circostanza: «Faccio questo mestiere da più di tre decenni, ma non ricordo una crisi di questa portata», ha scandito dal palco. «La situazione è ormai insostenibile. Le nostre proteste sono state vergognosamente ignorate dai telegiornali e dalle tv nazionali, e abbiamo la netta sensazione che anche la politica fatichi davvero a comprendere quello che stiamo attraversando ogni giorno sulla strada».
Nel mirino del trasportatore ci sono le promesse disattese dalle istituzioni e le difficoltà burocratiche che schiacciano le piccole realtà imprenditoriali. «Meloni aveva assicurato che avrebbe tolto le accise, ma da un Governo che si riempie continuamente la bocca con la parola 'stabilità' abbiamo visto solo impegni dimenticati. Abbiamo presentato regolarmente tutte le domande per ottenere il credito d’imposta: sono state valutate e accettate, eppure ad oggi i contributi erogati sono pari a zero. Il Sud è fatto soprattutto di piccole imprese che, rispetto a quelle del Nord, non hanno alcun potere contrattuale sulle tariffe».
Da qui la richiesta di interventi strutturali e immediati, non più rinviabili per evitare il blocco totale dei tir: «Abbiamo bisogno di un Governo che stia dalla parte di chi lavora e non di quella dei più ricchi. Serve fermare l'oscillazione continua delle accise e garantire un prezzo del carburante fisso. Bisogna riattivare subito l’Osservatorio sui costi del trasporto e realizzare finalmente aree di sosta dedicate e moderne».
L'appello finale di Catalano è suonato come una scossa rivolta a tutta la classe politica, ben oltre le dinamiche di partito: «Vi chiediamo di uscire dai palazzi e mettere i piedi nella realtà. Noi non vogliamo lavorare a perdere. Spero che già da domani qualcuno di voi prenda queste parole e le porti direttamente in Parlamento».