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29/11/2025 ore 18.00
Politica

Dalle buone intenzioni al fallimento della mediazione: salta l’accordo tra Falcomatà e il Partito democratico, mentre le forze politiche si compattano sulle Circoscrizioni

Dopo il primo incontro, alla presenza del senatore Alfieri, qualcosa si è inceppato. I dem proseguono per la loro strada in qualche maniera sconfessando l’operato della segreteria nazionale. Gli altri gruppi non stanno a guardare e continuano a chiedere la verifica di maggioranza

di Claudio Labate

Si è complicata maledettamente nelle ultime 24 ore la crisi di rapporti tra il sindaco Giuseppe Falcomatà e il Partito democratico. Il tavolo della mediazione, affidato alla supervisione del senatore Alessandro Alfieri, dopo la partenza dello stesso non si è più aggiornato e l’accordo trovato nella mattinata di giovedì è andato subito a farsi strabenedire. In quella sede il Pd, con i suoi vertici locali e regionali, si è presentato chiedendo di rivedere la postazione del vicesindaco, la sostituzione di un assessore dei tre nominati di recente nella rimodulazione della giunta, lasciando la possibilità al primo cittadino di una nomina in sostituzione della sua figura in uscita. Una prerogativa, trapela dagli ambienti vicini a Falcomatà, che il partito avrebbe accettato, così come l’individuazione di Mimmetto Battaglia (considerato quasi super partes) quale vicesindaco, in predicato di svolgere il ruolo di “facente funzioni” dopo la decadenza di Falcomatà, e la sostituzione nell’esecutivo dell’unica persona su cui i dem hanno concentrato le loro attenzioni, vale a dire Mary Caracciolo, il cui passato politico in Forza Italia è considerato troppo ingombrante per il Pd. Un accordo, sottolineano da palazzo San Giorgio, arrivato con la mediazione della segreteria nazionale, accettata da entrambe le parti.

Addirittura si era pensato anche alla diffusione di una nota congiunta, di Falcomatà e del partito, che con l’attenta mediazione di Alfieri avrebbe permesso di non mortificare il sindaco – la soluzione Battaglia, supera infatti la richiesta del partito di inserire Peppe Marino nella casella del vicesindaco - e non “smontare” le rivendicazioni anche legittime, politicamente parlando, del gruppo dirigente locale e dei consiglieri comunali che hanno puntato l’indice sui metodi “esclusivi” utilizzati fin qui dal primo cittadino.

Un accordo, però, subito sconfessato. Quella nota non è mai stata concepita, e il Partito ha dovuto incassare il “no” al rientro in giunta di Anna Briante, che evidentemente ha complicato i piani dei dem che avrebbero anche promesso a Gianni Muraca, dopo la triste parentesi elettorale segnata dall’interruzione dei rapporti proprio con Giuseppe Falcomatà, l’inserimento in pole position tra i papabili futuri candidati sindaco.

Insomma, il tavolo non si è aggiornato. I dem ci hanno ragionato una notte e un giorno, per poi decidere di non entrare in aula nel Consiglio comunale odierno, che all’ordine del giorno aveva quindici punti, con alcuni temi economici di rilevanza non indifferente, tutti approvati anche grazie all’uscita dall’aula dell’opposizione.

Il Pd che si è chiuso in un silenzio assordante adesso dovrà decidere il da farsi. Le circoscrizioni – a cui lavora da tempo anche Peppe Marino da presidente di Commissione – si sono trasformate da terreno di scontro a collante delle forze che popolano l’aula Battaglia, e la cosa potrebbe costituire un ostacolo agli obiettivi di un Pd che dovrebbe anche rispondere alle domande poste in aula. «Ma in questa crisi, atteso che la giunta è compatta, chi è il Pd e chi sta con Falcomatà?»

La risposta è da un milione di dollari direbbe un navigato conduttore televisivo, e potrebbe segnare la svolta nella crisi, a favore del partito, o la condanna mediatica da parte dell’opinione pubblica.

Rinascita e Red (da angolazioni diverse) continuano a chiedere la verifica di maggioranza

Ma la crisi, non è solo una crisi di rapporti interni al partito, e si riverbera sul resto della maggioranza. Di fronte al silenzio del Partito democratico è il gruppo Rinascita capitanato da Filippo Quartuccio e ispirato da Giovanni Muraca, a dire la sua.

In una nota che riassume gli ultimi giorni si spiega che «il rifiuto (del sindaco, ndr) di allargare il confronto all’intera maggioranza e di valutare in un contesto condiviso la sfida amministrativa ormai prossima, non può essere in alcun modo barattato con la proposta di una irrilevante redistribuzione delle deleghe all’interno dell’attuale squadra di governo o di un allargamento della compagine amministrativa».

Offerta che, per Rinascita, se da un lato rinnega ogni ragione politica, dall’altro, conferma quel quadro che in Consiglio aveva ricevuto un giudizio così negativo da legittimare l’uscita dal Consiglio Comunale e l’assenza a tutte le successive Commissioni Consiliari.

«La coerenza, davvero minima, con le parole pronunciate, e la considerazione dell’opinione pubblica, alla quale quelle parole sono state affidate, ci confermano nella distanza da questa Giunta, priva ormai di qualunque anima politica e frutto solo di scelte personali, del tutto sganciate da valutazioni di merito».

Il Gruppo di Rinascita Comune, pertanto, avvierà immediatamente il confronto con tutte le forze del centrosinistra per dar corso ad una verifica, da concludere rapidamente, sulla fase amministrativa e politica in atto.

Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda il gruppo Red che con estrema preoccupazione per quelli che sono gli interessi della città e l’attuazione del programma di governo cittadino prede atto che «la crisi politica che si è palesata durante il precedente consiglio comunale si è ripetuta anche durante il consiglio comunale odierno». Per Castorina, Versace, Burrone e Malara, il dato politico che emerge oggi è che «non c’è una maggioranza politica ed i numeri necessari per poter governare i processi che riguardano le importanti scadenze che da qua a fine mandato sono previste, negare questo sarebbe un errore di visione e di strategia».

D’altra parte il gruppo Red – che non resta indifferente di fronte alla posizione politica assunta dal Pd - ricorda che da subito ha ravvisato la necessità di lavorare insieme per evitare il commissariamento del Comune di Reggio Calabria e allargare il campo del centrosinistra per arrivare uniti e pronti alle prossime scadenze elettorali completando il mandato e gli obiettivi.

«Ribadiamo con forza e convinzione – conclude la nota - la necessità di aprire urgentemente e come fino ad ora non è stato fatto un tavolo politico con i gruppi consiliari di maggioranza ed il partiti politici al fine di rilanciare l’azione di governo superando personalismi e richieste individualistiche, mantenendo coerenza e linearità di pensiero e con l’unico obiettivo di non picconare il campo democratico che dobbiamo rappresentare rilanciando l’azione amministrativa, i nostri valori e le nostre idee».