Dalle candidature alle beffe sul territorio, lo sfogo di Zito mette nel mirino i vertici e agita il Pd
Il sindaco di Roccella chiama in causa i vertici del partito dopo la debacle elettorale. Al netto delle dichiarazioni di circostanza, tra i dem si respira molto malcontento. E Marco Lombardo (Azione) scavalca il segretario regionale sull’Intercity soppresso
Ufficialmente si parla di «segnale importante in un contesto difficile» e delle solite formule di circostanza pronunciate a caldo per salvare il salvabile. Ma il clima all’interno del Partito Democratico calabrese somiglia più a una polveriera sul punto di esplodere. Ad accendere la miccia ieri è stato il primo cittadino di Roccella Ionica, Vittorio Zito. Amministratore stimato, figura d’area con forte radicamento sul territorio, vicino ad essere lui il candidato del campo largo alle suppletive spinto dall’area dem territoriale ma ostacolato dal resto della coalizione, il sindaco non le ha mandate a dire. «Da troppo tempo non facciamo i conti con quello che sbagliamo – le sue parole – Forse al nostro Partito Democratico servono più consiglieri appassionati (e ce ne sono sul territorio, che aspettano solo di essere coinvolti) e meno consigliori interessati». Un “j’accuse” che chiama apertamente in causa i dirigenti regionali. Nel mirino, pur senza mai pronunciarne esplicitamente il nome ma lasciandolo intendere in ogni riga, c'è la segreteria regionale guidata da Nicola Irto.
Al centro delle polemiche c’è la gestione delle candidature e la linea politica adottata durante la campagna. «Un disastro annunciato», sussurrano diversi esponenti dem locali locali, stanchi di dover giustificare scelte percepite come «calate dall’alto» e prive di qualsiasi aderenza con le esigenze reali della Locride e dell'area metropolitana. L'astensionismo record e il risultato negativo delle urne (l’ennesimo) hanno solo certificato un distacco dai territori che nell'area dem era noto da tempo.
Tra gli amministratori della zona e diversi dirigenti di circolo la rabbia monta a vista d'occhio. Il malumore, per mesi soffocato in nome dell'unità di facciata, si sta trasformando in aperta contestazione. A rendere ancora più amara la pillola in casa dem è arrivato un cortocircuito politico che puzza di beffa istituzionale. Proprio mentre Zito tuonava contro la soppressione dell’Intercity diretto Locride-Roma per il diritto alla mobilità dei cittadini della fascia ionica, a muoversi a livello parlamentare non è stato il Partito Democratico ma Marco Lombardo, senatore di Azione originario di Martone, depositando un'interrogazione formale al ministro dei Trasporti Matteo Salvini per chiedere conto della cancellazione del treno e lasciando la dirigenza democratica a guardare. Risultato: Irto, senatore Pd e segretario regionale, scavalcato e vertici democrat calabresi spiazzati, superati a sinistra (e al centro) su una delle battaglie storiche del comprensorio locrideo. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se il partito riuscirà a ricucire i pezzi o se la spaccatura porterà a una resa dei conti definitiva dentro la direzione regionale. La sensazione, per ora, è che la pazienza sia finita.