Daniele Romeo, «Reggio trascurata negli ultimi anni, serve impegno e amore per far capire ai giovani che si può ancora coltivare un sogno»
Candidato con “Reggio futura” a sostegno di Francesco Cannizzaro, conosce già Palazzo San Giorgio dove nel 2007 ha mosso i suoi primi passi da consigliere comunale. «La città che deve venire deve tornare ad essere pulita, ordinata, bellissima, appetibile dal punto di vista turistico». “Mille lavoratori” e “Rigenera Reggio” i progetti messi sul tavolo della coalizione di centrodestra
«Io ho fatto il Consigliere Comunale per la prima volta nel 2007 ad appena 27 anni, però è da almeno 15 anni che non ritento una candidatura e quindi per me è come se fosse la prima volta. Lo faccio con lo spirito di sempre, con quello che mi ha sempre contraddistinto, grande impegno, grande attaccamento, grande amore e passione per la politica e soprattutto per la città e per il nostro territorio».
Si presenta così Daniele Romeo, candidato al rinnovo del Consiglio comunale alle elezioni del 24 e 25 maggio prossimi, con la lista “Reggio futura”.
«Lo faccio magari con uno spunto in più perché rispetto al giovane 27enne di allora, adesso sono un uomo che ha una famiglia, che ha due figli e che quindi adesso guarda Reggio anche con la preoccupazione per il futuro di questa città. Forse è stato proprio questo che mi ha spinto a riprendere questo percorso politico, quello di far sì che la città possa tornare ad essere la Reggio bellissima di un tempo. Reggio è per me la città più bella del mondo che forse in questi anni ha avuto un tracollo, è stata un po' trascurata, è stata gestita male e oggi, proprio nell'istinto della persona che ama il suo territorio e che non vuole mollare mai, ho deciso di scendere di nuovo in campo e di fare questa candidatura per dare il mio contributo insieme a tante donne e uomini che fanno parte della lista di Reggio Futura».
Una lista “storica” che ha avuto anche un suo momento d’oro e che ora torna a misurarsi con l’elettorato...
«Reggio Futura è una lista che credo sia ormai conosciutissima nella nostra città, è già dal 2007 che partecipa alle competizioni elettorali, ha sempre avuto ottimi risultati. Ancora una volta ci proponiamo ai cittadini di Reggio con donne e uomini che hanno tutti quanti una professione, che quindi non guardano alla politica soltanto per avere qualcosa, lo fanno solo con lo spirito di chi vuole dare, non di chi vuole prendere. Questo è un po' quello che contraddistingue la nostra lista».
Il dibattito in città in questo momento è tra assicurare una certa continuità amministrativa e un deciso cambio di passo. Qual è il suo punto di vista rispetto alla città che ha trovato e le vostre ambizioni di un cambio di passo, tanto come coalizione quanto come lista?
«La Reggio dei primi anni 2000 era la Reggio che veniva dalle guerre di ‘ndrangheta, conosciuta in tutto il mondo per essere la Reggio dei morti ammazzati. Siamo riusciti a farla diventare una Reggio bellissima, che stava al centro del Mediterraneo, una Reggio che era conosciuta da tutti quanti per essere appetibile anche dal punto di vista turistico. Dopodiché c'è stato un tracollo che mi pare che sia evidente. Non mi piace per la verità parlare di ciò che è stato, delle brutture di questi anni, e spero anche, lo prendo anche come un impegno nei confronti della città, di non essere un politico come quelli che ci hanno abituati in questi ultimi anni, pronti sempre a dire che è colpa delle precedenti amministrazioni. Vengo dalla politica del fare e sono lontano da questo genere di idee. Credo che la città che deve venire, la Reggio del futuro, debba tornare ad essere la città al centro del Mediterraneo come era negli anni 2000, ma deve tornare ad essere una Reggio pulita, ordinata, bellissima, appetibile dal punto di vista turistico, deve essere una città però a misura d'uomo. Per farlo è sicuramente necessario partire dalle piccole cose: la manutenzione è sotto gli occhi di tutti, vanno riprese le strade e coperte le buche, il problema atavico della carenza d'acqua e delle tantissime perdite che sono visibili a chiunque viva a Reggio, e venga fuori da Reggio, e poi il problema della raccolta dell'indifferenziata che in questi anni è stato veramente un boomerang per l'amministrazione comunale. Bisogna ripartire da questo ma fare anche in fretta perché Reggio ha bisogno di tornare ad essere la città bellissima di un tempo, la città soprattutto a cui tutti quanti guardavano con piacere, perché è una città anche del divertimento, non soltanto una città aperta culturalmente con i suoi musei, ma anche una città che piaceva ai giovani».
Al di là degli aspetti generali di quella che dovrebbe essere la città del presente e di domani, Reggio Futura all'interno della coalizione di centrodestra ha detto: noi mettiamo sul tavolo questo...
«Sarebbe stato troppo facile presentarsi semplicemente con 32 candidati senza dire la nostra. Lo ripeto noi siamo abituati alla politica del fare e quindi abbiamo pensato di mettere su due progetti che abbiamo condiviso con la città ma che abbiamo studiato anche con gli attori di questa città. Il primo progetto riguarda il lavoro, l'abbiamo chiamato mille lavoratori, nessuno escluso. Esiste il Decreto Reggio, questa legge speciale che è stata fatta alla fine degli anni ’80 per la città di Reggio, mi sembra palese che in questi ultimi 12-15 anni il Decreto Reggio sia stato messo in un cantuccio e non è stato assolutamente utilizzato da questa amministrazione comunale. Sappiamo che ci sono più di 200 milioni di fondi parenti e quindi di fondi non spesi. Una parte di questi 200 milioni, circa 50, possono essere trasferiti in questo progetto lavorativo che prevede un'occupazione per più di mille persone per 36 mesi, quindi per tre anni. È rivolto ai giovani laureati, ai giovani in cerca di prima occupazione, ad alcuni corsi di formazione, soprattutto legati al mondo sanitario, ma anche a persone che devono essere reinserite in società, quindi magari pensiamo ai detenuti. Una parte di questo progetto è dedicato anche a quelle persone che sono alla fine del percorso lavorativo e che possono quindi essere accompagnate alla quiescenza. Un secondo progetto molto più ambizioso è il Rigenera Reggio. Per questo progetto abbiamo pensato alle facciate di tanti palazzi e quelle facciate che non sono state curate, che abbruttiscono la nostra città, sia in centro sia in periferia. Con questo progetto pensiamo di poter rifare le facciate e renderle più belle, per rendere anche più bello tutto il contesto cittadino, soprattutto anche di renderle ecologicamente migliori e quindi far sì che possa crescere la classe energetica e anche di renderli accessibili ai disabili. Questo progetto è stato presentato in Confindustria meno di un mese fa ed è stato pensato anche e soprattutto per fare ripartire l'economia di questa città che mi pare evidente che sia ferma da un bel po' di tempo».
Lei si iscrive sicuramente nella categoria dei giovani che hanno deciso di restare, lasciando la politica attiva, e mettendo su una famiglia. Ecco, la scelta di rituffarsi in questa avventura come è stata presa da sua moglie, insomma, in famiglia, e come la state vivendo?
«Non è stata presa benissimo. Io ho fatto politica per tutta la mia vita, quando i miei amici giocavano a pallone io andavo nella sede di Alleanza Nazionale, del vecchio Fronte alla gioventù e di Azione giovani, insomma, a discutere con persone più grandi di me e ad impegnarmi per la città. Era una città veramente differente e sembra anche lontana secoli da quella che viviamo oggi. La passione non è mai andata via. Devo però dire che la delusione per ciò che è successo quando io ero consigliere comunale, quando io amministravo il Comune di Reggio Calabria, mi ha portato ad allontanarmi. Ho cercato di riprendere questo percorso perché credo che la città abbia le potenzialità per essere uno dei luoghi più belli e più attrattivi del Mediterraneo. Serve impegno e serve amore. Forse è mancato questo negli ultimi anni, ma serve soprattutto far capire ai più giovani e alle tante famiglie di Reggio che si può avere ancora una speranza, che si può coltivare un sogno, che questa città ha le potenzialità per fare tanto bene e che i ragazzi che sono andati via, magari nei prossimi anni, potranno tornare perché si creeranno le condizioni per far sì che i nostri ragazzi tornino a Reggio, vivano a Reggio e come a me possano fare una famiglia e restare qui in pianta stabile. Io ormai sto uscendo dall'età dei più giovani, non sono più un giovanissimo in questa città. Lo sono stato e ho fatto politica quando ero giovanissimo. So cosa vuol dire coltivare un sogno, inseguire un sogno e fare di tutto perché ciò avvenga. Dobbiamo far sì, adesso, con quelli come me che sono padri di famiglia e che hanno figli più piccoli, che i nostri ragazzi possano restare a Reggio Calabria»
Perché votare Reggio Futura, perché votare Canizzaro Sindaco?
«Bisogna votare Canizzaro Sindaco per dare un cambiamento a questa città. Francesco è un giovane che ha dimostrato in questi anni di avere grandi capacità, di saper portare i soldi a Reggio e soprattutto di saperli spendere. È inutile parlare dell'aeroporto, del porto e di tutto ciò che Francesco ha fatto in questi anni. Bisogna votare Reggio Futura perché siamo una lista giovane, fatta da professionisti, da persone che amano Reggio, scollegata dai partiti nazionali, ma che ha nel proprio cuore l'identità e il dna della vera destra regina».