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21/07/2026 ore 12.14
Politica

De Marco attacca Caminiti: «L'esclusione dal Consiglio metropolitano certifica il fallimento di un modello politico»

Il coordinatore vicario di Forza Italia a Villa San Giovanni: «La città perde rappresentanza, il consenso si costruisce con il buon governo e non con il protagonismo»

di Redazione

L'esclusione della sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, dal nuovo Consiglio metropolitano diventa terreno di scontro politico. A intervenire è il consigliere comunale e coordinatore vicario di Forza Italia cittadina, Domenico De Marco, che legge il risultato delle elezioni come «il segnale del fallimento di un modello politico».

«L'esito delle elezioni per il Consiglio metropolitano consegna un dato politico che non può essere sottovalutato: la mancata elezione della sindaca di Villa San Giovanni. Per una città strategica come Villa San Giovanni, porta dello Stretto, restare priva di una rappresentanza nel massimo organismo dell'Ente metropolitano è un risultato che impone una seria riflessione», afferma De Marco.

Secondo l'esponente azzurro, il voto espresso da sindaci e consiglieri comunali avrebbe rappresentato una valutazione sull'operato amministrativo della sindaca. «Le elezioni metropolitane sono elezioni di secondo livello: a votare sono amministratori che conoscono bene il lavoro svolto nei rispettivi Comuni. Ritengo che lo stato di trascuratezza in cui versa Villa San Giovanni, con quartieri come Cannitello lasciati per troppo tempo senza le risposte che meritano, abbia inevitabilmente inciso sulla percezione dell'operato della sindaca. Se non si riesce a dare risposte efficaci alla propria città, è difficile chiedere fiducia per rappresentare un intero territorio metropolitano».

De Marco punta poi il dito contro le tensioni interne alla maggioranza che governa Villa San Giovanni. «Una sindaca che non riesce a mantenere coesa la propria squadra amministrativa difficilmente può proporsi come figura di equilibrio e di riferimento in un consesso più ampio come quello metropolitano. Anche questo, a mio avviso, ha influito sulla valutazione degli amministratori chiamati a esprimere il proprio voto».

Nel comunicato vengono invece indicati come esempio gli amministratori eletti nell'area dello Stretto. «I sindaci di Motta San Giovanni, Campo Calabro, Santo Stefano in Aspromonte e San Roberto hanno raccolto consenso perché hanno dimostrato, nei fatti, credibilità amministrativa e vicinanza ai propri territori. Hanno difeso gli interessi delle loro comunità con serietà e concretezza, senza inseguire battaglie ideologiche precostituite o alimentare polemiche strumentali nel tentativo di ottenere visibilità politica».

Il consigliere di Forza Italia sostiene inoltre che abbia inciso anche la posizione contraria al Ponte sullo Stretto assunta dalla sindaca Caminiti. «La continua battaglia del "No Ponte" è una scelta legittima, ma il voto dimostra che un tema, da solo, non basta a compensare le criticità amministrative né a costruire autorevolezza istituzionale».

Per De Marco, quello registrato con il voto metropolitano rappresenta «il secondo fallimento politico di questa maggioranza, dopo il risultato delle elezioni regionali», parlando di «un progetto che continua a perdere credibilità e capacità di incidere nei livelli istituzionali sovracomunali».

Non manca un riferimento al quadro politico più ampio e alle dinamiche del cosiddetto campo largo. «Non può non destare perplessità l'evidente imbarazzo politico di alcuni rappresentanti istituzionali che, nel nome del cosiddetto campo largo, finiscono per transitare con estrema disinvoltura da uno schieramento all'altro. Un trasformismo che rischia di snaturare il vero senso dell'appartenenza politica e della coerenza amministrativa».

Infine, De Marco rivolge le congratulazioni al neo consigliere metropolitano e sindaco di San Roberto, Giuseppe Vizzari. «Si tratta di una scelta che premia il lavoro svolto sul territorio, la serietà amministrativa e la credibilità costruita negli anni. Sono certo che saprà rappresentare al meglio non soltanto la propria comunità, ma l'intera area metropolitana, portando avanti con determinazione le istanze dell'area dello Stretto».