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01/04/2026 ore 17.01
Politica

Debito fuori bilancio, Città in Movimento replica a Siclari: «Dati non corretti, scelta tecnica e obbligata»

Il gruppo consiliare interviene dopo le dichiarazioni del presidente della Commissione Bilancio: «Importi strumentalizzati, nessuna irregolarità. Operazione prudente che ha evitato maggiori costi»

di Redazione

«Riportare il dibattito su un piano tecnico e oggettivo». È questa la richiesta del gruppo consiliare “Città in Movimento”, che interviene in replica alle dichiarazioni del presidente della Commissione Bilancio, Daniele Siclari, in merito al riconoscimento del debito fuori bilancio legato alla spesa energetica.

Secondo il gruppo, i dati diffusi dall’opposizione non rappresenterebbero correttamente la realtà contabile. «Il debito fuori bilancio oggetto di riconoscimento – spiegano – non è pari a 600mila euro, ma ammonta a 77.636,88 euro oltre Iva (93.097,94 euro). Si tratta della sola quota non coperta dal bilancio di una somma complessiva ingiunta».

La cifra di 600mila euro, precisano, «si riferisce all’atto di precetto comprensivo di interessi, spese legali e accessori, e non al debito originario né a quello oggetto di riconoscimento consiliare».

Nel merito della spesa per energia elettrica, il gruppo sottolinea come si tratti di una voce «obbligatoria e continuativa», regolata dal principio della competenza finanziaria potenziata. «Non è una spesa discrezionale – evidenziano – e un conguaglio del 10% rispetto alle previsioni di un bilancio ereditato può ritenersi fisiologico».

Il debito, viene spiegato, si sarebbe generato «non per mancata programmazione, ma per incapienza del capitolo di bilancio», in un contesto segnato dal dissesto finanziario dell’ente, con liquidità ridotta e vincoli stringenti sull’anticipazione di tesoreria.

A chiarire ulteriormente il quadro è l’assessore al Bilancio, Sergio Giordano: «La difficoltà di pagamento non deriva da una scelta gestionale, ma da vincoli strutturali imposti dal dissesto, legati ai tempi di approvazione dei bilanci e all’utilizzo limitato dell’anticipazione di tesoreria».

Dal gruppo consiliare si evidenzia inoltre che il debito «è stato tempestivamente rilevato e accantonato nel rendiconto 2022, alla voce “Fondo rischi contenzioso e passività potenziali”, già esaminata in Commissione e in Consiglio comunale».

Sul piano temporale, viene ricostruito l’iter amministrativo: l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato approvata il 27 luglio 2023, il bilancio di previsione e il rendiconto 2022 approvati nel 2024, in un contesto di liquidità «fortemente compressa» che ha determinato ritardi nei pagamenti e la conseguente maturazione di interessi, fino al decreto ingiuntivo n. 443/2024.

«Non vi è stata alcuna omissione contabile – ribadisce Giordano – ma una corretta applicazione dei principi di prudenza e competenza. La transazione ha rappresentato una scelta finanziaria responsabile, che ha consentito di ridurre il debito complessivo ed evitare ulteriori spese, generando un risparmio stimato in oltre 70mila euro».

Il gruppo “Città in Movimento” respinge quindi le accuse di gestione superficiale: «Il riconoscimento del debito è un atto dovuto, tecnicamente corretto e coerente con il quadro normativo vigente». Un eventuale mancato riconoscimento, aggiungono, «avrebbe vanificato la transazione, con ulteriore aggravio di interessi e spese legali».

Infine, una replica sul piano politico: «Si voleva dimostrare che la maggioranza non ha i numeri? I numeri li ha e con quei numeri sta affrontando e risolvendo problemi ereditati».

Il gruppo ricorda inoltre che i debiti fuori bilancio «sono obbligatoriamente trasmessi alla Corte dei Conti, che procederà alle valutazioni di competenza».