Sezioni
09/03/2026 ore 16.07
Politica

Decreto Reggio, il Pd attacca: «Non è un bancomat da campagna elettorale»

Il gruppo dem in Consiglio comunale interviene sul dibattito politico attorno alle risorse del cosiddetto Decreto Reggio: «I fondi perenti non sono soldi immediatamente disponibili». Poi l’affondo: «Non si prendono in giro i reggini né i giovani con promesse irrealistiche».

di Redazione
Microphones are set on a table before a press conference of former Prime Minister and leader of the Democratic Party (PD), Matteo Renzi, a day after Italy's general elections on March 5, 2018 at the PD headquarters in Rome. The centre-left coalition led by Renzi's Democratic Party (PD), in power going into the elections, is set to pick up just 23.6 percent of the vote in Sunday's election, down on the last polling figures allowed before the election and a huge blow to the PD's chances of being part of the next government. / AFP PHOTO / Alberto PIZZOLI (Photo credit should read ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Il gruppo del Partito democratico in Consiglio comunale interviene nel dibattito politico sulle risorse del cosiddetto Decreto Reggio, respingendo con decisione le ricostruzioni secondo cui tali fondi potrebbero essere utilizzati nei primi mesi di una futura amministrazione.

«Apprendiamo con stupore che, nel corso di un’iniziativa pubblica, si torna a parlare con disinvoltura delle risorse del cosiddetto Decreto Reggio come se si trattasse di fondi immediatamente disponibili da utilizzare nei primi cento giorni di una futura amministrazione. È necessario fare chiarezza, perché quando si parla di finanze pubbliche e del futuro dei giovani di questa città non è consentito prendere in giro i reggini», affermano i consiglieri dem in una nota.

Il gruppo del Pd chiarisce che i cosiddetti fondi “perenti” non rappresentano una disponibilità immediata. «Non sono una riserva di denaro pronta all’uso, né tantomeno una sorta di bancomat da attivare a piacimento in campagna elettorale – si legge nella nota –. Si tratta di risorse che, proprio a causa del mancato utilizzo negli anni, sono uscite dal bilancio dello Stato e la cui eventuale riassegnazione richiede specifiche procedure amministrative e l’intervento del Ministero dell’Economia».

Secondo i dem, dunque, è «evidente che non possano essere “resuscitate” e utilizzate nei tempi e nei modi che qualcuno prova a raccontare».

Il gruppo consiliare ricorda inoltre che una parte consistente delle somme legate al Decreto Reggio risulterebbe non rendicontata già prima dell’insediamento dell’amministrazione guidata da Giuseppe Falcomatà.

«Proprio in quegli anni – prosegue la nota – si è accumulata una gestione finanziaria disordinata che ha contribuito a determinare la situazione drammatica dei conti del Comune». Da qui l’affondo politico: «Sorprende, e francamente lascia interdetti, che chi è stato protagonista diretto di quella stagione torni oggi a parlare di finanze pubbliche e di grandi piani di spesa».

Nel comunicato il Pd ripercorre anche le difficoltà finanziarie attraversate dall’ente negli anni passati, ricordando «l’indebitamento senza precedenti, le società partecipate in condizioni disastrose e il Comune condotto sull’orlo del dissesto», con il successivo commissariamento prefettizio.

Secondo il gruppo consiliare dem sarebbe stato il centrosinistra «con grande fatica e con scelte spesso difficili» a riportare ordine nei conti dell’ente e a ristabilire credibilità istituzionale.

Tra i risultati rivendicati vengono citati il risanamento dei conti Atam, i concorsi pubblici per il personale comunale, la stabilizzazione dei lavoratori precari e la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore del welfare, insieme alla ricostruzione del sistema dei servizi sociali.

«La questione dell’occupazione giovanile è troppo seria per essere trasformata in uno slogan elettorale o in un’operazione di marketing politico», conclude la nota del gruppo Pd.

«I giovani reggini meritano politiche di sviluppo credibili, investimenti strutturali e una visione concreta per il futuro della città, non promesse costruite su risorse che, allo stato dei fatti, non sono disponibili nei termini in cui vengono raccontate. Reggio Calabria ha bisogno di verità, responsabilità e serietà amministrativa, non di operazioni nostalgiche che provano a riscrivere la storia».