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11/05/2026 ore 19.15
Politica

Demanio marittimo, Falcomatà: «Dopo tre mesi la montagna ha partorito il topolino»

Il consigliere regionale del Pd: «Voto favorevole solo per senso di responsabilità»

di Redazione

«Dopo tre mesi la montagna ha partorito il topolino. Da parte nostra un voto favorevole solo per senso di responsabilità». È quanto dichiarato in Aula dal consigliere regionale del Partito Democratico nel corso della discussione sulla legge recante Disposizioni normative in materia di demanio marittimo.
 

«Mi auguro — ha affermato il consigliere Pd — che su questa legge sia stata messa più attenzione e meno superficialità di quella che ha portato all’esclusione di una lista civica a Reggio Calabria, ispirata proprio dal consigliere relatore di questo provvedimento. Anche se le premesse non mi sembrano positive, a partire dal profilo della legittimità».

«Questa maggioranza — ha proseguito — si è affannata a ripetere che l’intervento rientra nelle prerogative della Regione Calabria, che valorizza le osservazioni poste dalla Commissione Europea e che pone la Calabria come modello avanzato di applicazione delle direttive sui servizi. Un lavoro evidentemente dettato dal timore che la legge possa essere impugnata dal Governo. Se foste stati davvero convinti della bontà del testo, lo avreste portato in Aula almeno un paio di mesi fa».

Secondo il consigliere regionale dem, «l’obiettivo è chiaro: apportare qualche modifica, approvare la legge, superare l’estate e poi, se il Governo deciderà di impugnarla, almeno si sarà fatto in modo che la stagione balneare possa essere affrontata senza problemi dagli operatori. È un metodo tipico di chi naviga a vista, lo stesso già seguito anche su altri provvedimenti normativi».

Il consigliere Pd ha poi evidenziato «un secondo elemento critico: l’eccessiva discrezionalità inserita negli articoli, con criteri che rischiano di diventare arbitrari».

«La maggioranza scrive — ha dichiarato in Aula — che la scarsità della risorsa spiaggia sarà valutata sulla base di criteri oggettivi, non discriminatori, trasparenti e proporzionati, verificati dalla Regione nell’esercizio delle proprie funzioni di indirizzo. Ma non si dice come, non si chiarisce quale sia la procedura, né quale cornice debba guidare questa verifica».

«Non è previsto neanche un monitoraggio costante della scarsità della risorsa spiaggia — ha aggiunto —. E se c’è una cosa che avrebbe dovuto insegnarci il ciclone Henry è proprio il valore di questo concetto. Senza un monitoraggio continuo dello stato di salute del litorale e delle coste, non possiamo sapere davvero quale sia la disponibilità effettiva della risorsa. Dopo eventi atmosferici di questa portata, la situazione può cambiare in positivo o in negativo, e noi rischiamo di normare su criteri presunti situazioni che, nel concreto, potrebbero essere mutate».

Un ulteriore limite del testo, per il consigliere del Partito Democratico, riguarda il rapporto con i Comuni costieri. «Questa normativa — ha sostenuto — non dialoga con i piani spiaggia dei Comuni. Nella legge non c’è alcun riferimento specifico a questi strumenti, né viene disciplinato in maniera chiara il non meglio specificato supporto che si dovrebbe garantire agli enti locali costieri».
 

«Così — ha concluso il consigliere regionale Pd — in prossimità dell’estate rischiamo nuovamente di mettere tutto nelle mani degli uffici tecnici, soprattutto nei Comuni costieri più piccoli e con meno personale specializzato. La verità è che state cercando di riparare in maniera frettolosa e tardiva all’assenza di risposte che avrebbe dovuto dare il Governo nazionale dopo i disastri provocati dal ciclone Henry. Dopo tre mesi e più da quegli eventi atmosferici, questo è l’unico, misero risultato che siete riusciti a raggiungere».