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04/07/2026 ore 13.41
Politica

Docenti al centro delle politiche Ue, Princi: «Riconosciuto un principio per cui mi batto da tempo»

L’eurodeputata calabrese annuncia l’avvio di uno studio strategico del Parlamento europeo sulla professione docente: «Serve valorizzare chi forma le competenze del futuro»

di Redazione
L'europarlamentare Giusi Princi

«Per la prima volta l’Unione europea valorizza concretamente la professione docente, riconoscendone il ruolo centrale nella formazione delle competenze e nello sviluppo del capitale umano». È quanto afferma l’eurodeputata calabrese Giusi Princi, componente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento europeo, commentando l’avvio di uno studio strategico dedicato alla valorizzazione degli insegnanti nei Paesi membri.

Secondo Princi, si tratta di un passaggio significativo che segna l’inizio di un percorso europeo finalizzato all’analisi e al riconoscimento di una professione considerata determinante per la qualità dei sistemi educativi, la competitività e la coesione sociale dell’Unione. «Sono orgogliosa che una battaglia portata avanti fin dall’inizio del mio mandato stia producendo risultati concreti», afferma l’eurodeputata, spiegando di aver promosso all’interno della Commissione Cultura e Istruzione l’avvio dell’iniziativa.

Lo studio, che sarà presentato a settembre, analizzerà le principali criticità che interessano il mondo della scuola nei diversi Stati membri. Tra i temi al centro dell’indagine figurano la crescente carenza di insegnanti, le cause strutturali della diminuzione dell’attrattività della professione, la formazione iniziale e continua, le condizioni di lavoro, le prospettive di carriera e il benessere del personale docente.

«Da donna di scuola, prima ancora che da eurodeputata, conosco bene le sfide che gli insegnanti affrontano quotidianamente», sottolinea Princi.

Per l’esponente del Parlamento europeo, le difficoltà che interessano il settore non riguardano soltanto l’Italia o la Calabria, ma rappresentano una questione comune a tutto il continente.

«La perdita di attrattività della professione, l’eccessivo carico burocratico e le difficoltà nel ricambio generazionale sono criticità diffuse che incidono direttamente sulla qualità dei sistemi educativi e sulla capacità dell’Europa di garantire crescita, innovazione e inclusione», evidenzia.

L’obiettivo dello studio sarà quello di offrire un quadro comparato delle diverse realtà nazionali, individuare le migliori pratiche già adottate nei vari Paesi e formulare raccomandazioni utili a orientare le future iniziative europee nel settore dell’istruzione.

Princi rivendica il lavoro svolto in questi mesi attraverso interventi nelle sessioni plenarie di Strasburgo, nei lavori della Commissione Cultura e Istruzione e nell’attività emendativa portata avanti a Bruxelles.

«Sono profondamente orgogliosa di questo risultato, sostenuto dall’intero gruppo PPE e successivamente condiviso in maniera trasversale dalle diverse forze politiche», afferma.

Per l’eurodeputata, il percorso avviato rappresenta un passaggio politico rilevante perché introduce, per la prima volta a livello europeo, un’analisi strutturata e sistemica della professione docente. «Pur nel rispetto delle competenze nazionali in materia di istruzione, il Parlamento europeo riconosce il ruolo strategico degli insegnanti come leva essenziale per la competitività, la resilienza e il futuro dell’Unione».

Da qui l’impegno a proseguire su questa strada: «Continuerò a lavorare affinché la valorizzazione della professione docente diventi una priorità stabile dell’agenda europea. Restituire prestigio sociale agli insegnanti, rafforzarne la formazione e migliorarne le condizioni di lavoro significa investire nelle nuove generazioni e nel futuro dell’Europa».