Ecco la polvere sotto il tappeto di Palazzo San Giorgio, lasciato in balia di insetti scartoffie e incuria
Palazzo di città ha da poco compiuto i suoi primi cento anni tra celebrazioni e una veste nuova, ma al suo interno, c’è un seminterrato abbandonato che potrebbe tornare utile all’attività amministrativa
I cento anni di Palazzo San Giorgio sono stati celebrati appena quattro anni fa. La casa dei reggini, il senato della città come ama dire qualcuno, venne infatti inaugurato ufficialmente il 27 aprile 1922 alla presenza del re Vittorio Emanuele III. Per anni è stato sottoposto a un restyling che gli ha restituito decoro e il valore che merita, testimoniato anche dalle celebrazioni del centenario che si sostanziarono in una mostra e nell’inaugurazione della “Sala dei Sindaci”, al cui interno sono raffigurati tutti i primi cittadini, 23 in totale, che a partire dal 1943, si sono alternati sullo scranno più alto di palazzo di Città.
Qualcuno però ha dimenticato di bonificare il palazzo al suo interno, ed è così che vengono fuori gli scheletri dall’armadio, o meglio l’abbandono di una parte del palazzo. La classica polvere sotto il tappeto. Da anni ormai è possibile sbirciare all’interno del Palazzo da finestre perennemente aperte che si affacciano sulle vie limitrofe che mostrano un seminterrato pieno di scartoffie e non solo. Polvere a quintali, scatoloni pieni di non si sa cosa, macerie dimenticate, mobili e suppellettili datati in stanze allagate o diventate sgabuzzini dove si può trovare di tutto, con muri scorticati in preda alla muffa. Fin qui ciò che è visibile anche attraverso le fotografie che è stato possibile scattare dall’interno del palazzo, i cui scantinati sono diventati ricovero per insetti di ogni tipo.
Ma oltre al decoro di un palazzo che ha una sua storia e rappresenta la regginità, c’è anche se vogliamo un aspetto più pratico che potrebbe anche tornare utile all’attività amministrativa derivante dalla bonifica, messa in sicurezza (fondamentale) e recupero di spazi importanti che potrebbero essere dedicati anche per esempio ai gruppi consiliari.
Chissà come la prenderà il nuovo sindaco? Proprio da lui, in tempi non sospetti, arrivarono parole non certo tenere rispetto alle condizioni in cui versa palazzo di città. Si fecero riferimenti estetici e di decoro. Adesso che quella polvere è venuta fuori, ci si potrebbe fare un pensierino, restituendo dignità all’intera struttura.