✕
Sezioni
30/09/2026 ore 17.35
Politica

Elezioni suppletive e crisi nel PD reggino: gli esponenti dem chiedono un «passo di lato» della dirigenza

Un gruppo di dirigenti e militanti denuncia una sequenza di sconfitte elettorali e il blocco della democrazia interna, sollecitando un azzeramento della gestione commissariale di fatto e il ripristino della collegialità

di Redazione
REGGIO CALABRIA. UNA VEDUTA DI REGGIO CALABRIA DALL'ALTO.

I dirigenti ed esponenti del Partito Democratico della provincia di Reggio Calabria — Antonio Giulio Morabito (già Segretario Metropolitano RC), Demetrio Pecora (Componente Direzione Prov.le RC), Irene Ielo (Componente Commissione di Garanzia), Filippo Romeo (Componente Direttivo Circolo Condofuri) e Ilaria Cipolla (GD Reggio Calabria) — hanno diffuso una nota stampa congiunta per denunciare lo stato della federazione dem all'indomani del voto.

Nel documento, i firmatari definiscono l'esito delle ultime consultazioni una «fotografia impietosa dello stato di profonda crisi che attraversa il Partito Democratico nella nostra provincia». Morabito, Pecora, Ielo, Romeo e Cipolla puntano il dito contro l'«inerzia, il deficit di iniziativa politica» che ha accompagnato una lunga catena di insuccessi elettorali, citando nell'ordine le elezioni regionali, il referendum sulla giustizia (in cui il SÌ ha prevalso nella sola provincia di Reggio Calabria), le comunali a Reggio Calabria e in centri come Palmi, oltre alle elezioni per il consiglio metropolitano.

Secondo quanto evidenziato dai sottoscrittori della nota, si assiste a «un declino, si direbbe inesorabile, così come raccontato da dati oggettivamente misurabili», a fronte del quale l'attuale dirigenza avrebbe «tentato di sminuire e di mistificare il risultato elettorale, con analisi di comodo del tutto sganciate dalla realtà». I cinque firmatari denunciano inoltre la paralisi della democrazia interna, sottolineando come Direzione ed Assemblea provinciale siano state «sostituiti da “caminetti” riservati, svuotati di ogni capacità decisionale, poiché statutariamente “abusivi”». La diagnosi di Morabito, Pecora, Ielo, Romeo e Cipolla descrive una «Federazione metropolitana “di fatto” commissariata, gestita da un solo uomo al comando», in cui le decisioni vengono ratificate a scapito della maggioranza degli iscritti e simpatizzanti.

Di fronte a questo quadro, i firmatari sollecitano un cambio di rotta immediato: «Non è più possibile tergiversare, occorre agire ora e subito. Non vogliamo abituarci alle sconfitte». La richiesta formale rivoltata alla dirigenza locale è quella di assumersi le proprie responsabilità, «in primis la classe dirigente di questo partito chiamata a valutare, come etica imporrebbe, la necessità di un doveroso passo di lato». L'obiettivo indicato nella nota firmata dai cinque esponenti è quello di restituire agibilità democratica al partito mediante la «ricostituzione di una collegialità nei processi decisionali» e un piano di reale rilancio dei circoli sul territorio.

A conferma della gravità della situazione, la nota congiunta si chiude richiamando le parole dell'esponente del centro-sinistra Pino Caminiti, il quale ha ricordato come «per molto meno il PD quindici anni fa fu commissariato».