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26/03/2026 ore 17.52
Politica

Emergenza dializzati a Reggio, una delegazione ricevuta in Prefettura

La situazione evidenziata presenta caratteri di urgenza tali da richiedere un tempestivo intervento delle istituzioni competenti

di Redazione

In occasione della manifestazione promossa da Fintred Calabria in Piazza Italia, una delegazione dell’associazione è stata ricevuta presso la Prefettura di Reggio Calabria dal Capo di Gabinetto del Prefetto, Marco Oteri. All’incontro hanno partecipato Francesco Puntillo, Coordinatore Regionale Fintred Calabria; Melina Caridi, Vicepresidente FINTRED Reggio Calabria ODV; Stella Mandalari, familiare di paziente dializzata; Concetta Schipani, paziente dializzata e Giuseppe Falcomatà, già sindaco di Reggio Calabria.

Nel corso dell’incontro, la delegazione ha rappresentato la grave situazione che coinvolge i pazienti dializzati del territorio di Reggio Calabria, con particolare riferimento al rischio di chiusura del Centro Dialisi “San Giorgio” e alle conseguenze che tale evento determinerebbe sul piano sanitario e sociale. È stato evidenziato come presso il Centro siano attualmente in trattamento 38 pazienti, più altri in lista d'attesa, sottoposti a terapie salvavita trisettimanali, e come la eventuale cessazione dell’attività comporterebbe una condizione di grave emergenza sanitaria, in assenza di alternative organizzative adeguate.

Nel corso del confronto è stata altresì ripercorsa la vicenda amministrativa che, già a partire dal 2017, aveva portato all’attivazione di numerosi tavoli tecnici presso la Prefettura di Reggio Calabria. In tali sedi istituzionali – cui partecipavano, tra gli altri, anche rappresentanti delle istituzioni locali, tra cui l’allora Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, oggi presente all’incontro – l’Asp di Reggio Calabria aveva formalmente riconosciuto la carenza strutturale di posti dialisi nel territorio, quantificandola in almeno 29 posti rene aggiuntivi.

Tale riconoscimento, maturato proprio nell’ambito dei tavoli prefettizi, rappresenta uno snodo fondamentale della vicenda, mai pienamente tradotto in una effettiva riorganizzazione della rete nefrodialitica.

La delegazione ha evidenziato in particolare che: i posti dialisi presso il GOM di Reggio Calabria risultano saturi; il trasferimento dei pazienti verso strutture di Melito Porto Salvo o Scilla risulterebbe estremamente difficoltoso; una parte significativa dei pazienti è costituita da soggetti fragili, spesso riconosciuti ai sensi della Legge 104/1992, non autonomi e privi di mezzi di trasporto propri; il Centro Dialisi “San Giorgio” garantisce attualmente un servizio navetta gratuito, fondamentale per assicurare l’accesso alle cure, consentendo ai pazienti di effettuare gli spostamenti in condizioni di sicurezza, continuità e puntualità, riducendo il carico fisico degli spostamenti, evitando costi aggiuntivi per le famiglie e assicurando un supporto organizzativo essenziale a soggetti non autosufficienti o con ridotta capacità di mobilità;

È stato sottolineato come tali criticità incidano direttamente sul diritto alle cure di prossimità e sulla concreta possibilità per i pazienti di accedere regolarmente a terapie salvavita. La delegazione ha richiesto che la Prefettura possa svolgere un ruolo di interlocuzione e mediazione istituzionale nei confronti dell’Asp di Reggio Calabria e del Dipartimento Tutela della Salute, al fine di acquisire chiarimenti urgenti circa: le misure previste per garantire la continuità assistenziale dei pazienti in caso di chiusura del Centro; le soluzioni organizzative alternative in caso di chiusura del Centro;

Il Capo di Gabinetto, Marco Oteri, si è dimostrato particolarmente attento e sensibile rispetto alle criticità rappresentate, assicurando che riferirà puntualmente quanto emerso al Prefetto Clara Vaccaro, alla quale provvederà altresì a consegnare il presente documento riepilogativo dei punti trattati. L’incontro si è svolto in un clima di ascolto istituzionale, nel quale sono state rappresentate con chiarezza le criticità esistenti e le preoccupazioni dei pazienti. La situazione evidenziata presenta caratteri di urgenza tali da richiedere un tempestivo intervento delle istituzioni competenti, al fine di evitare che una problematica amministrativa si traduca in una concreta compromissione del diritto alla salute di soggetti particolarmente vulnerabili.