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30/03/2026 ore 13.02
Politica

La gestione dell'emergenza randagismo spinge il sindaco di Camini a rassegnare le dimissioni: «Istituzioni latitanti»

La decisione, definita irrevocabile, di Pino Alfarano che chiede con urgenza l’intervento della Prefettura

di Ilario Balì

«Non poter più garantire la custodia degli animali né la sicurezza pubblica a causa
dell'inerzia degli enti preposti e del blocco finanziario dell'Ente. La responsabilità per ogni eventuale danno a persone o cose ricade da questo momento esclusivamente sugli organi silenti e inadempienti». Con queste motivazioni il sindaco di Camini Giuseppe Alfarano ha deciso di rassegnare le sue dimissioni dalla carica di primo cittadino, informando con una lettera la Prefettura di Reggio Calabria, la Metrocity e la Regione.

A quando si apprende le dimissioni, definite irrevocabili, sarebbero motivate da una situazione di abbandono istituzionale e dal gravissimo rischio per la pubblica incolumità derivante dall’emergenza randagismo.

Attualmente Alfarano e il vicesindaco gestiscono personalmente la custodia di sette cani (3 adulti, tra cui il reattivo "Nerone", e 4 cuccioli barbaramente abbandonati ieri in un sacco) in un'area di stallo provvisoria, operando in totale solitudine e in sostituzione delle autorità competenti. E proprio ieri è stato accertato un gravissimo atto doloso: il taglio della catena di sicurezza volto a liberare un cane di grossa taglia. A questo si aggiungono quotidiani aggressioni verbali e pressioni da parte della cittadinanza, “pur essendo l'unico soggetto - scrive Alfarano - che agisce concretamente a tutela del territorio, a fronte della latitanza degli enti sovracomunali.

Contestualmente alle dimissioni Alfarano chiede l'intervento d'urgenza della Prefettura affinché si provveda all'immediato presidio dell'area per garantire l'incolumità dell'abitato e si disponga il trasferimento degli animali non in strutture di mera detenzione (canili-rifugio), ma presso centri di accoglienza e stallo che operino
attivamente per l'affido e l'adozione, garantendo agli animali il benessere e la dignità “che questa Amministrazione - conclude Alfarano - pur tra mille difficoltà ha cercato di assicurare fino ad oggi. Non posso accettare che il sacrificio fatto in questi anni si concluda con la reclusione a vita di creature che meritano una famiglia.