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05/10/2026 ore 14.17
Politica

Episodi di violenza giovanile nella Città Metropolitana. Il Garante dell’Infanzia: «I ragazzi sono lo specchio di ciò che vedono a casa»

Festicini: «Non servono solo telecamere, serve il ritorno della responsabilità genitoriale»

di redazione

«I recenti e dolorosi episodi di violenza che hanno visto protagonisti alcuni giovani della nostra Città Metropolitana, da Reggio città fino alla provincia, non possono e non devono essere liquidati semplicemente come problemi di ordine pubblico o di ordinaria devianza minorile. Liquidare la questione così significherebbe non voler vedere il problema alla radice».

A dichiararlo è il Cav. Dott. Lorenzo Festicini Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Città Metropolitana di Reggio Calabria, che interviene con una riflessione sul disagio giovanile emerso nelle ultime settimane sul territorio.

«Puntare il dito esclusivamente contro i nostri ragazzi è l'errore più facile e, al tempo stesso, più ipocrita che la società degli adulti possa commettere. I minori non nascono violenti; lo diventano quando si trovano immersi in un vuoto di valori, di ascolto e di regole. Un ragazzo che aggredisce un coetaneo sul Lungomare, o che partecipa a un pestaggio da dare in pasto ai social network, ci sta dicendo che alle sue spalle c'è un'agenzia educativa che ha smesso di funzionare: la famiglia».

«La prima, vera e insostituibile scuola di legalità, di rispetto del prossimo e di gestione della frustrazione è la casa. Le istituzioni, la scuola e le forze dell'ordine intervengono necessariamente quando il danno è già compiuto, ma non possono sostituirsi al ruolo primario di padri e madri. Se un figlio adolescente circola per le vie cittadine muovendosi con logiche da 'branco', la prima domanda dobbiamo porla all'interno delle mura domestiche. Dov'era l'ascolto? Dove sono stati i limiti?».

Il Garante Festicini conclude con un appello formale che chiama a raccolta la comunità: «Come Garante dell'Infanzia, il mio dovere è tutelare i minori, compresi quelli che sbagliano, perché un minore che delinque è prima di tutto un minore che abbiamo smesso di educare. Non chiediamo solo più controlli o misure repressive; chiediamo un sussulto di responsabilità da parte delle famiglie. Ricostruire il patto educativo tra genitori e territorio è l’unica vera strada per restituire ai nostri ragazzi il futuro che meritano e alla nostra comunità la sicurezza che esige».