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04/06/2026 ore 18.18
Politica

Falcomatà: «La Regione sapeva da anni. Dopo promesse e annunci, ad Amendolara quattro braccianti sono stati uccisi»

Il consigliere regionale del Pd presenterà un'interrogazione per conoscere l'esito degli interventi annunciati nel 2020 dall'assessore Gallo sul contrasto allo sfruttamento e al caporalato: «Quali risultati sono stati raggiunti?»

di Redazione

«La Giunta regionale sapeva delle condizioni di vita dei braccianti nella Sibaritide e dell'Alto Ionio cosentino, dell'emergenza abitativa, dello sfruttamento, dei rischi legati al caporalato. Lo sapeva almeno da sei anni, tanto che l'assessore regionale all'Agricoltura, Gianluca Gallo, già all'epoca annunciava finanziamenti e interventi per affrontare una situazione che veniva definita grave. Oggi, però, ci ritroviamo a commentare l'agghiacciante e atroce uccisione di quattro braccianti ad Amendolara, arsi vivi dai loro caporali». Lo afferma il consigliere regionale del Partito Democratico, Giuseppe Falcomatà, che chiede al presidente Roberto Occhiuto di «riferire sulle misure adottate negli ultimi anni per contrastare sfruttamento e caporalato nelle campagne calabresi».

«Di fronte a un delitto così feroce – prosegue Falcomatà – è necessario capire cosa sia stato fatto in questi anni da chi aveva piena consapevolezza del fenomeno e aveva assunto l'impegno di intervenire».

Il consigliere di minoranza ricorda come, «già nel 2020, a seguito di un'inchiesta di Striscia la Notizia che documentava le condizioni disumane dei lavoratori agricoli nella Piana di Sibari, l'assessore Gallo avesse annunciato un programma di interventi finalizzato a garantire assistenza sanitaria, soluzioni abitative dignitose, servizi di trasporto e strumenti di contrasto al caporalato».

«Vennero annunciate risorse e azioni concrete, di concerto con il Ministero e con la prospettiva di risultati immediati», sottolinea Falcomatà aggiungendo: «Oggi è doveroso chiedere che fine abbiano fatto quei finanziamenti, quali progetti siano stati realizzati, quante persone siano state realmente sottratte alle condizioni di sfruttamento denunciate già allora e quali effetti abbiano prodotto gli interventi messi in campo».

«Per questo – annuncia il consigliere regionale del Pd – presenterò, nelle prossime ore, un'interrogazione al presidente Roberto Occhiuto e all'assessore Gianluca Gallo affinché chiariscano, in maniera puntuale e documentata, quali risorse siano state stanziate e successivamente spese per gli interventi annunciati nel 2020, quali programmi siano stati effettivamente attuati nella Sibaritide e nell'Alto Ionio cosentino, quanti alloggi o strutture di accoglienza siano stati realizzati o recuperati per i lavoratori stagionali, quali servizi di trasporto siano stati attivati per sottrarre i braccianti al controllo dei caporali, quali iniziative di prevenzione sanitaria siano state promosse e quali risultati concreti siano stati raggiunti nel contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo».

«Chiederò inoltre – aggiunge Falcomatà – se la Regione abbia mai effettuato un monitoraggio degli interventi annunciati, se esistano relazioni o rendicontazioni sulle attività svolte, quanti lavoratori siano stati effettivamente coinvolti nei programmi previsti e se il Governo regionale ritenga, oggi, adeguate le misure adottate rispetto a una realtà che continua a presentare criticità gravissime».

Ed ancora: «Quello che è accaduto ad Amendolara non è un fatto isolato dal contesto territoriale nel quale è maturato. Parliamo dello stesso comprensorio agricolo della Sibaritide e dell'Alto Ionio dove, da anni, associazioni, sindacati, giornalisti e operatori sociali denunciano situazioni di sfruttamento e marginalità». «Quando un problema è noto, denunciato e riconosciuto dalle istituzioni – conclude Giuseppe Falcomatà – non è accettabile tornare a parlarne soltanto dopo un fatto di sangue. La politica ha il dovere di prevenire, non di rincorrere le emergenze quando ormai è troppo tardi».