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04/11/2026 ore 06.30
Politica

Falle storiche e rubinetti a secco, la rivoluzione idrica di Sorical disegna la mappa dei disagi in città

Nel presentare il piano di ammodernamento per la città più popolosa della Calabria Sorical disegna la mappa idrica della citta: addio al caos delle condotte sovrapposte grazie a telecontrollo e distrettualizzazione. L’effetto della diga del Menta stabilizza i primi dieci macro-serbatoi, ma resta l'emergenza estiva in 17 zone

di Redazione

Una complessa sfida ingegneristica e infrastrutturale per sanare decenni di emergenza idrica nel sottosuolo della città più popolosa della Calabria. È quella avviata da Sorical per ridisegnare la rete idrica di Reggio Calabria, un territorio da sempre penalizzato da un’orografia difficile — che si estende per 32 chilometri di costa e si arrampica per 30 chilometri verso l'Aspromonte, superando i 1.600 metri di dislivello — e da una stratificazione caotica di condotte obsolete.

L’eredità del passato: fino a 8 tubi nella stessa via

Le analisi tecniche elaborate da Sorical e offerte da una serie di slide proiettate durante la conferenza stampa descrivono una situazione sotterranea al limite del paradosso: sotto i medesimi assi viari cittadini convivono in modo disordinato da tre fino a otto reti idriche differenti, posate in epoche diverse e mai integrate tra loro. Una frammentazione aggravata dall'assenza storica di una "distrettualizzazione" (la compartimentazione della rete in distretti idraulici isolati) e dalla totale mancanza di sistemi di telecontrollo. Il risultato? Una gestione "al buio" che ha causato per anni un numero insostenibile di guasti giornalieri, alimentati da materiali inadatti e allacci privati fatiscenti.

L'effetto Menta: acqua H24 per dieci serbatoi

La prima svolta è arrivata con l’entrata in funzione dello Schema Idrico del Menta e del relativo potabilizzatore. Questo massiccio apporto di risorsa idrica ha permesso di stabilizzare la pressione e azzerare le storiche manovre di chiusura giornaliera per dieci grandi serbatoi cittadini, garantendo acqua continua ad aree chiave come Archi, Santa Caterina, Saracinello, Mortara, Pellaro Ribergo, Nocille, San Filippo, Bocale, Campoli e Lazzaretto.

Permangono tuttavia alcune criticità residue nei quartieri di San Sperato e Modena dove, sebbene le interruzioni siano state drasticamente ridotte, le chiusure parziali sono ancora necessarie.

La mappa dei disagi stagionali

Il piano individua con precisione le aree in cui la turnazione notturna resta, per il momento, inevitabile. Durante la stagione invernale sono 11 le zone soggette a restrizioni nelle ore notturne (tra cui spiccano Alfieri, Trabocchetto, Mosorrofa, Gallina e Paterriti). Con l’arrivo dell’estate e il conseguente picco dei consumi, la pressione torna a soffrire: i serbatoi interessati dalle sospensioni notturne salgono a 17, estendendo i disagi anche a Casalotto, Salice, Gallico Comunale, Mattarossa, Gallina Campo Sportivo e Vinco.

Il piano Sorical: automazione e addio alle vecchie condotte

Per invertire definitivamente la rotta, Sorical ha varato un programma di ammodernamento strutturale e tecnologico diviso in più fasi. La vera e propria rivoluzione partirà dall'alto, con l'installazione di sistemi di telecontrollo e automazione su tutti i pozzi e i 42 serbatoi comunali entro i primi mesi dell'anno, consentendo di monitorare i flussi in tempo reale e intercettare immediatamente le perdite.

Parallelamente, si procederà all'esclusione delle vecchie condotte e al passaggio graduale alla nuova rete partendo da snodi strategici come Pellaro Ribergo, Gallina (via Baraccone) e Via Veneto. Sul fronte del potenziamento degli impianti, è previsto il ritubaggio dei pozzi comunali e la nascita del nuovo impianto di potabilizzazione (IPOT) Menta in contrada Bazzia/Armo, che metterà in sicurezza l'approvvigionamento dei quartieri di Aretina, Armo e Puzzi S. Andrea.

La cabina di regia di questa transizione sarà interamente digitale: i flussi saranno governati dalla nuova Control Room centrale, che opererà presso la sede di Sopracondera, mentre il rapporto con i cittadini sarà gestito nel nuovo sportello per l'utenza allestito al Ce.Dir. e che sarà inaugurato il 1° dicembre. Un cambio di passo atteso da tempo, per restituire a Reggio Calabria una gestione della risorsa idrica moderna ed efficiente.