Fratelli d’Italia rilancia le quotazioni di Roscioli e Donzelli ne esalta il profilo: «È uomo influente di partito, avrà le porte aperte in Parlamento»
Ieri la manifestazione a palazzo Campanella con il responsabile dell’organizzazione del partito di Giorgia Meloni che puntualizza: « è una scelta se si vuole mandare qualcuno a rappresentare in maggioranza e quindi con la possibilità di interloquire con il governo o in opposizione al governo»
«Sono gli ultimi giorni, ma per noi sono stati tutti giorni importanti. Ho accettato questa sfida con rispetto verso i cittadini e con la consapevolezza che solo attraverso il lavoro comune si possano costruire opportunità e prospettive di crescita». Fabio Roscioli è reduce da un giro in provincia in compagnia di Roberto Occhiuto e Francesco Cannizzaro, e quando arrivano di corsa nella Sala Monteleone di Palazzo Campanella a Reggio, sul pulpito c’è Giuseppe Scopelliti che sta spiegando davanti ad una sala gremita quanto sia importante esprimere un voto per il centrodestra unito e soprattutto per dare ancora più forza al governo Meloni. Pochi metri più in là c’è anche il responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, tornato in Calabria, dopo le comunali, per sostenere il progetto targato Cannizzaro.
D’altra parte è l’ultima settimana prima del voto e i big della politica stanno animando gli incontri elettorali polarizzando il confronto sulla “regginità” dei candidati. Così Donzelli prova a smontare sul nascere i tentativi dell'opposizione di trasformare la contesa in una resa dei conti locale, rilanciandone invece il forte valore politico nazionale: «Certamente si va a eleggere un parlamentare per Roma, per quella che è la Camera dei Deputati e quindi evidentemente i cittadini dovranno scegliere se mandare un rappresentante in sostegno al governo Meloni e quindi in continuità con quella che è l'amministrazione comunale di Reggio, e regionale di Occhiuto, e quindi avere un legame tra il territorio e il governo nazionale o qualcuno in opposizione per parlare male del governo». Per Donzelli la scelta è questa, «non è una scelta sulle strade di Reggio Calabria o su altro o sulle questioni locali, è una scelta se si vuole mandare qualcuno a rappresentare in maggioranza e quindi con la possibilità di interloquire con il governo o in opposizione al governo».
Il responsabile dell'organizzazione di Fratelli d'Italia ha poi ribadito il pieno rispetto per gli equilibri interni alla coalizione e per le prerogative degli alleati, confermando la totale convergenza sul nome proposto da Forza Italia: «Ovviamente rimane il principio che il partito del parlamentare uscente sceglie il parlamentare entrante e chiunque avesse scelto Forza Italia sarebbe andato bene». Ma al di là della lealtà e della compattezza della coalizione, Donzelli ha spinto anche sul pragmatismo politico: «Io credo in questo caso che riuscire a mandare non soltanto un parlamentare di maggioranza e quindi in continuità con il governo regionale possa essere utile al territorio. Un parlamentare in maggioranza riesce anche a incidere, a portare qualche risultato per il territorio. Perché se stai in opposizione dici a Meloni cattiva, ma poi non riesci a parlare con i sottosegretari, i ministri e quindi a portare risultati per il territorio».
A dare ulteriore forza alla candidatura, secondo il deputato di FdI, è lo spessore specifico dello stesso Roscioli all'interno delle dinamiche di Forza Italia, una caratteristica che gli permetterebbe di evitare l'anonimato parlamentare per contare subito nei palazzi romani: «Il candidato in questione è un uomo che dentro a Forza Italia ha un peso importante perché è il tesoriere, quindi un uomo che se è eletto in Parlamento avrà la sua influenza e avrà le porte più facilmente aperte di un peones qualsiasi, anche di centrodestra, figuriamoci di uno d'opposizione».
L’occasione è stata buona anche per rispondere con una battuta alle parole di Francesco Boccia e di Pasquale Tridico che hanno definito test nazionale il turno delle suppletive reggine. «Boccia lo ringrazio, perché tutte le volte che ha detto così poi hanno perso le elezioni. Mi ricordo che lo dicevano per l'Abruzzo, l'hanno detto per le Marche, che era un test nazionale, non gli è andata un granché bene».